Escursioni nei dintorni della Cascata delle Marmore

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Escursioni nei dintorni delle Cascate delle Marmore

Un itinerario breve ma intenso nei dintorni della Cascata delle Marmore, dal Lago di Piediluco a Ferentillo.


Definita da Lord Byron «orribilmente bella», privilegiata da Federico Fellini come centro di molte scene dei suoi film, la Cascata delle Marmore si collega a una storia d’amore. Secondo la leggenda, la ninfa Nera si sarebbe innamorata del pastore Velino; per punire il suo amore profano, la dea Giunone avrebbe portato la ninfa in cima al Monte Vettore, trasformandola in un fiume: il Nera, appunto. Per potersi ricongiungere alla sua amata, Velino si sarebbe gettato dalla rupe delle Marmore, dando origine all’odierna Cascata, simbolo dell’amore eterno. Ma la Cascata non offre solo storie e leggende; nei suoi dintorni ci sono molti luoghi ideali per un’escursione

 

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Lago di Piediluco

A soli sei km dalla Cascata si trova il Lago di Piediluco, su cui si riflette l’omonimo borgo circondato da boschi. Luogo ideale per un’escursione all’insegna del relax o dello sport, il Lago offre numerose attività tra cui scegliere, per un weekend tra Umbria e Lazio. Sull’acqua si allungano anche i due monti Caperno e Luco, dalla strana forma piramidale. D’obbligo al paese è una tappa alla chiesa di San Francesco, monumento gotico della fine del XIII secolo, oltre che una passeggiata ai ruderi della Rocca, eretta nel 1364 per ordine del cardinale spagnolo Egidio Albornoz. 

Ferentillo

A circa 20 km da Piediluco c’è Ferentillo, che sorge in una gola boscosa allo sbocco del fosso Salto del Cieco nel fiume Nera. Qui si trova un museo unico nel suo genere: quello delle Mummie di Ferentillo. L’esposizione, ospitata nella cripta della chiesa di Santo Stefano, che domina dall’alto il nucleo di Precetto, conserva oltre 30 corpi mummificati con abiti, capelli, denti e unghie ancora intatti. Ci sono anche 270 teschi, una bara ancora sigillata e due volatili, uno dei quali di un’aquila. La scritta che domina l’entrata, tratta dalla Bibbia e dallo scritto di un cittadino, è esplicativa:  

«Oggi a me, domani a te, io fui quel che tu sei, tu sarai quel che io sono. Pensa mortal che il tuo fine è questo e pensa pur che ciò sarà ben presto».

Proprio a Ferentillo, dal XVI secolo in poi, sono stati sepolti i morti del borgo di Precetto. Fino al 1806, quando l’editto napoleonico di Saint Claud, esteso anche all’Italia, non vietò la sepoltura dei corpi all’interno delle mura cittadine, imponendo la costruzione di cimiteri extraurbani. Con la riesumazione dei corpi che l’editto comportò, si proseguì alla mummificazione di alcuni di essi. Di molte salme si conosce anche la storia, che arricchisce quindi la visita, come quella di una coppia asiatica diretta a Roma attraverso la Via Flaminia in occasione del Giubileo, che a Ferentillo morì di colera.

 

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Fonte: Umbria Tourism

 

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