Parco Nazionale del Vesuvio: una scalata fino al cratere

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Parco Nazionale del Vesuvio Fonte: inCampania

Nei giorni scorsi sono ripartite le visite al cratere del Vesuvio, un percorso unico e suggestivo.


Il Vesuvio è l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale e anche uno dei più pericolosi, poiché il territorio ai suoi piedi è densamente popolato: le case arrivano fino a 700 metri di altezza. La vetta a sinistra è il Monte Somma (1133 metri), quella a destra il Cono Vesuviano (1281 metri). Sono separati da un avvallamento denominato Valle del Gigante, suddivisa a sua volta in Atrio del Cavallo a ovest e Valle dell’Inferno a est.

Il Parco Nazionale del Vesuvio si sviluppa attorno al complesso vulcanico Somma-Vesuvio e la sede è situata nel comune di Ottaviano, in provincia di Napoli.

Già annunciato dalla Legge quadro sulle aree protette del 1991, il parco nazionale del Vesuvio è stato istituito con il Decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 1995, principalmente per:

  • conservare i valori del territorio e dell’ambiente, e la loro integrazione con l’uomo;
  • salvaguardare le specie animali e vegetali, nonché le singolarità geologiche;
  • promuovere attività di educazione ambientale, di formazione e di ricerca scientifica.
In cammino lungo il Sentiero degli Dei, sulla Costiera Amalfitana

I territori del Vesuvio e del Somma si differenziano per alcuni aspetti legati alla flora:

  1. Il primo si presenta più arido e assolato, con una tipica vegetazione mediterranea, pinete artificiali e boschi di leccio.
  2. Il secondo è più umido, con boschi misti di castagno, querce, ontani, aceri e lecci; tra questi s’incontra, raramente, la splendida betulla, presenza insolita in ambito mediterraneo. Da segnalare anche l’alto numero di orchidee, ben 23 specie, e la ginestra cantata dal poeta Giacomo Leopardi. Anche la fauna del Parco è particolarmente ricca e interessante.

Molti itinerari percorrono il Parco, diversi per i paesaggi che attraversano e per l’impegno richiesto. L’Ente Parco del Vesuvio ha realizzato per quanti amano il trekking 9 sentieri, dotati di quattro tipi di segnaletica: agricolo (sentiero 7), panoramico (6), educativo (9) e circolare (dall’1 al 5 e 8).

Ma la scalata ‘storica’ è la salita al cratere: il sentiero, di difficoltà media, parte da Ercolano. È lungo 4 chilometri; in circa 3 ore si arriva a quota 1170 metri, dove lo sguardo spazia su tutto il golfo e si apre la voragine impressionante del cratere: misura 600 metri di diametro ed è profonda 200 metri.

Cratere del Vesuvio Fonte: inCampania

Questa salita l’hanno fatta in tanti: da Cechov, che la visse come un tormento: “Che martirio salire sul Vesuvio! Cammini, cammini, cammini e la vetta è ancor sempre lontana” a Chateaubriand, il più audace: “Eccomi in vetta al Vesuvio. Scrivo seduto sulla sua bocca e sono pronto a scendere in fondo al cratere”. Oggi è possibile salire con bus o automobili.

Le vie d’accesso più comode partono da Ercolano, Ottaviano e Somma Vesuviana. La strada che sale da Ercolano è l’itinerario più interessante sia per le meravigliose vedute sul golfo che per l’ambiente naturale suggestivo. Il primo tratto di strada sale attraverso i vigneti. Da quota 1017 metri si deve proseguire a piedi, su un sentiero segnato su scorie laviche che giunge all’orlo del cratere.

Sentiero dei limoni Fonte: InCampania Il Sentiero dei limoni, il percorso da Minori a Maiori

Fonte: inCampania

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