TheFork, 4 italiani su 5 pronti a tornare al ristorante

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4 italiani su 5 pronti a tornare al ristorante entro tre settimane. Sono i risultati del sondaggio della piattaforma TheFork dedicato alle riaperture.


Il giorno tanto atteso è arrivato. Da oggi la maggior parte dell’Italia ritorna in giallo. Per i ristoratori che hanno la fortuna di avere uno spazio all’aperto, questo vuol dire la possibilità di riaprire i battenti, sia a pranzo che a cena, dopo mesi di chiusura totale. Per i comuni cittadini, la possibilità di gustarsi finalmente un pasto fuori casa (se le condizioni climatiche lo consentono). Come si prospetta la ripartenza per ristoranti italiani?

L‘ultima indagine di The Fork lascia ben sperare. L’app leader per la prenotazione online dei ristoranti a livello globale ha chiesto ai suoi utenti quali fossero le loro aspettative sulla riapertura. 4 italiani su 5 si dicono pronti a tornare al ristorante nelle prossime tre settimane: un segnale positivo, che potrebbe essere l’inizio di una rinascita pari a quella registrata durante l’estate scorsa, quando il livello di prenotazioni online dei ristoranti ha superato in alcune località italiane quelle del 2019.

La pandemia ancora in corso sembra non spaventare la maggioranza degli italiani, desiderosa di riprendere le antiche abitudini: il 62,5% degli intervistati dichiara che andrà a mangiare fuori con la stessa frequenza di prima della crisi sanitaria. Neanche le restrizioni sembrano essere un ostacolo: per il 56,5% degli utenti di TheFork, la voglia di condividere un momento a tavola è più forte di qualunque impedimento.

Mangiare fuori, sì… ma in sicurezza!

Tornare a mangiare fuori, per molti italiani, è un sogno che si avvera. Uno spiraglio che segna la ripresa di una vita normale, scandita da piccole abitudini, momenti di svago e convivialità fino ad ora banditi. Ma senza rinunciare alla salute e alla sicurezza. Lo dimostrano i dati: il 57% degli intervistati accoglierebbe con favore la decisione di distanziare i tavoli di almeno 2 metri negli ambienti al chiuso. Il 71% si recherà al ristorante soltanto dopo aver controllato le misure di sicurezza adottate, mentre il 69% si accontenterà di informarsi attraverso le recensioni.

Consumatori più attenti

Cambiano le abitudini dei consumatori rispetto all’era pre-Covid: l’89% degli intervistati prenoterà il tavolo con anticipo e l’87% lo farà online, prediligendo gli spazi all’aperto (74%).

Poco meno della metà degli intervistati (48,9%) sceglierà orari e giorni non di punta per recarsi a mangiare fuori.

Ultimo ma non meno importante è l’aspetto economico. Le conseguenze della crisi sanitaria pesano sui portafogli dei rispondenti: il 35% presterà maggiore attenzione alle spese quando tornerà al ristorante.

Quest’anno ci ha insegnato che il futuro è incerto, che tutto può cambiare dall’oggi al domani, ma siamo ottimisti e non rinunceremo al piacere della gastronomia e della convivialità” ha dichiarato Andrea Arizzi, Head of New Business di TheFork. “Abbiamo fiducia nei ristoratori che hanno dimostrato tenacia, agilità e creatività in questo contesto senza precedenti, ma anche negli utenti, che sono desiderosi di vivere esperienze fuori casa, dimostrando solidarietà con le imprese locali. Mangiare al ristorante è un’esperienza radicata nella nostra vita quotidiana ed è un riflesso del desiderio di connettersi e condividere.”

Un desiderio a rischio, se si pensa che il 46,6% dei bar e dei ristoranti italiani non è dotato di spazi all’aperto, secondo i dati riportati da Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi. Nonostante le intenzioni positive degli italiani, oltre 116mila pubblici esercizi rischiano di prolungare il lockdown perché prive di dehors.

Dopo un anno di restrizioni – sottolinea la Fipe – è necessario un supplemento di coraggio. I protocolli di sicurezza che consentono di far lavorare anche i locali che non hanno la possibilità di allestire spazi all’aperto ci sono ed è doveroso metterli in atto. Non si può discriminare ulteriormente metà dei bar e dei ristoranti del Paese, imponendo regole diverse per imprese dello stesso settore.”

Per noi la priorità è rimettere in moto anche gli esercizi senza dehors e il mondo del banqueting bloccato da quattordici mesi. L’avanzare della campagna vaccinale e della bella stagione devono essere la spinta per andare in questa direzione. Senza questi interventi – conclude la Federazione – l’apertura del 26 aprile rischia di trasformarsi in una falsa partenza che aumenta diseguaglianze e rabbia”.

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