L’artista Jan Fabre ospite a Milano per il progetto “La forma dell’oro”

Print Friendly, PDF & Email
Jan Fabre, La forma dell'oro

È Jan Fabre il quinto artista protagonista del progetto espositivo La forma dell’oro, fino al 4 giugno. 


Sarà ospitata da Buildingbox, a Milano, un’opera dell’artista Jan Fabre, quinto protagonista de La forma dell’oro, un progetto espositivo a cura di Melania Rossi. L’obiettivo è quello di indagare l’utilizzo dell’oro nella ricerca artistica contemporanea attraverso le opere di dodici artisti invitati a misurarsi con il tema prescelto. Fino al 4 giugno sarà la volta di Jan Fabre, che ha realizzato innumerevoli autoritratti nel corso della sua carriera, in forma di sculture, disegni, film-performance. Seguendo le orme dei maestri di epoca medioevale, rinascimentale e barocca, l’artista usa infatti sé stesso come prima fonte di studio anatomico e psicologico. 

La rappresentazione dell’uomo, nell’opera di Fabre, aderisce al racconto della condizione dell’artista come metafora della condizione umana, tesa tra finitezza ed eternità. Il suo autoritratto a grandezza naturale dal titolo Je suis une erreur, è una scultura in bronzo che piange e ride al contempo, esprimendo così il paradosso della vita umana lontano da qualsiasi forma di cinismo esistenziale. L’artista si espone e fa da specchio all’osservatore. Devilish Ashtray è la sua opera scelta per il progetto. Si tratta di un autoritratto con corna da diavolo e la bocca spalancata in una linguaccia beffarda. Fabre dichiara uno spirito metamorfico e ribelle. In altre parole, l’artista cede la sua anima all’arte e accetta di pagarne il prezzo.

 

Riaperture, Castello Sforzesco Milano Riaperture musei, le mostre visitabili in Italia dal 27 aprile

 

La forma dell’oro

Definito “carne degli dei” dagli antichi egizi, oggetto simbolo della discordia nel mito greco, l’oro diviene nell’interpretazione cristiana sia emblema della manifestazione divina, sia incarnazione della vanità terrena e dei vizi umani. Un fatto è certo: nel corso dei secoli, questo elemento naturale ha conservato un alto valore espressivo tanto nella sfera del sacro, quanto in quella del profano. Nella tradizione rappresentativa, l’oro è definito da una polifonia di metafore che vanno dal divino al demoniaco, dallo spirituale al materiale, dalla perfezione alla corruzione. Lo spettro della sua potenza simbolica è tale da arrivare persino ad alludere all’assenza, alla negazione dello spazio-tempo e della gravità.

I pittori d’epoca medievale e del primo Rinascimento se ne servivano per rappresentare ciò che eccede la realtà materiale e supera l’uomo. L’aura mistica propria di tecniche antiche quali il fondo oro, il lustro e la doratura rappresentano l’imprescindibile punto di partenza per tutti gli artisti che ancora oggi scelgono di inserire quest’elemento nella loro prassi artistica. Che tipo di fascino esercita l’oro nel mondo odierno? A quali scopi se ne serve l’arte contemporanea? Sono le domande alla base del progetto espositivo, che ospiterà un’istallazione al mese per dodici mesi, visibile 7 giorni su 7, 24 ore su 24, nella vetrina BuildingBox della Building Gallery di Milano.

 

Turismo Bit Digital Edition, Milano: oltre 90 eventi online sui temi caldi del turismo

 

La forma dell’oro  

a cura di Melania Rossi

da gennaio 2021

Jan Fabre, A Devilish Ashtray (2020). 7 maggio – 4 giugno

BUILDING, via Monte di Pietà 23, Milano

 

Fonte: Building Gallery

Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti