Procida, un viaggio nella prima isola italiana covid free

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Procida Credits: DonJamon63

Già eletta Capitale italiana della Cultura 2022, Procida è ora la prima isola covid free: la meta ideale per un viaggio in sicurezza alla scoperta del Golfo di Napoli.


Vorrei possedere una casetta sul mare di Procida […] Vedrei gli ulivi inargentarsi e fremere; vedrei dibattersi i raggi del sole quando sta per tuffarsi; vedrei i palpiti dell’acqua riflessi sul muro, con il curioso effetto di farlo respirare; ma soprattutto vedrei il tempo e il silenzio come se fossero persone, uomini, amici.

Giuseppe Marotta

Un’isola che conquista al primo sguardo e che si lascia con la promessa di ritornare: Procida, la più piccola delle isole del Golfo di Napoli, cattura i suoi visitatori già venendo dal mare, con le tipiche case colorate che affiorano dal blu intenso dell’acqua. Già eletta Capitale italiana della Cultura 2022, è ora anche la prima isola italiana covid free: un motivo in più per un viaggio in questa perla partenopea dalla natura incontaminata amata in tutto il mondo.

Procida Porto Credits: falco

Le origini dell’isola tra storia e mito

Procida, insieme a Ischia e Capri, è una delle tre isole della Campania. Il nome potrebbe derivare dal termine Procima, che significa “prossima a Cuma”, ma anche dal greco pròketai, “giacere”: infatti, guardandone con attenzione la morfologia, Procida sembra essere coricata nel mare.

Il mito vuole che Procida sia nata dallo scontro tra Zeus e il Titano Mimante, che sconfitto fu sepolto sotto l’isola. I cantori greci hanno poi narrato più volte delle sirene partenopee, incantatrici dei naviganti che giungevano in questo luogo creando una leggenda, che tutt’oggi persiste, sulla bellezza delle donne procidane.

La sua storia è dunque legata alla cultura ellenica. Procida fu la prima ad essere avvicinata dai Micenei già nel 1200 a.C., come dimostrano alcuni reperti ritrovati sull’isolotto di Vivara. Quando l’isola passò sotto il dominio dei romani, fu definita un “luogo di delizie” per la fertilità della sua terra e la bontà dei suoi frutti.

È Procida la Capitale della Cultura per il 2022

Le spiagge

Procida è una piccola isola vulcanica unita all’isolotto di Vivara tramite un ponte. Con la sua superficie di 4,1 km2 è percorribile a piedi, o in alternativa è possibile spostarsi con autobus, taxi e anche scooter e bici a noleggio. Inoltre, ci si può muovere anche via mare, con escursioni o giri in barca.

Le coste dell’isola sono particolari: in alcuni punti a picco sul mare, in altri basse e sabbiose. Le spiagge procidane sono caratteristiche e imperdibili, con la tipica sabbia scura e granulosa e le acque dal blu sgargiante.

  • La spiaggia del Pozzo Vecchio: tra le più celebri, è anche detta la spiaggia del Postino, resa indimenticabile dall’omonimo film di Massimo Troisi. Tappa obbligata per gli amanti del cinema e della natura incontaminata, questa baia a forma di ferro di cavallo si trova sul lato occidentale dell’isola.
  • La spiaggia di Chiaia: questa caratteristica spiaggia dalla sabbia nera è raggiungibile soltanto via mare o a piedi, in una discesa di 186 scalini, partendo da piazza Olmo o da piazza San Giacomo.
  • La spiaggia di Ciraccio: questo tratto alterna diversi stabilimenti balneari alla spiaggia libera, essendo la parte sabbiosa più estesa dell’isola.
  • Spiaggia della Chiaiolella: si tratta della spiaggia più frequentata dell’isola, con i suoi fondali bassi e un paesaggio naturale suggestivo.
  • Spiaggia della Lingua: si differenzia dalle altre per l’assenza di sabbia e la presenza, invece, di ciottoli. Una spiaggia panoramica, situata di fronte a Monte di Procida.
  • Spiaggia della Silurenza: una meravigliosa spiaggia facilmente raggiungibile dal porto di Marina Grande.

Per i più temerari, è irrinunciabile un tuffo dalle rocce procidane, come quelle del Faro, le scogliere del porto di Marina Grande, il Carbonchio e le rocce di Vivara.

Vivara

Un isolotto selvaggio, incontaminato, attaccato a Procida da solo un ponte percorribile a piedi: è questo il fascino di Vivara. La storia dell’isolotto, un tempo un cratere vulcanico, riecheggia nei secoli: già nel 1700 a. C. era infatti dimora dei Micenei, che qui lavoravano i metalli. Storia e natura si fondono in un lembo di terra unico, dichiarato nel 1974 “Oasi di Protezione Naturalistica” e sottoposto dal 1979 a vincolo archeologico, fino a diventare nel 2002 Riserva Naturale dello Stato. Arrivati a Vivara, vari sentieri permettono di immergersi in un paesaggio naturale integro, nel quale si trova un solo edificio seicentesco dalla cui terrazza si ha una vista spettacolare del litorale campano.

A causa dell’emergenza COVID 19, le visite sono al momento sospese. Per info e aggiornamenti consultare il sito http://www.vivarariservanaturalestatale.it/

Procida, isolotto di Vivara Credits: Mentnafunagann

I luoghi da non perdere

Sient’ Cò

Il primo sguardo su Procida è catturato dai tanti colori delle case di Marina Grande, il principale porto dell’isola. Chiamata anche Sient’ Cò in dialetto procidano, Marina Grande offre a chi è appena sbarcato l’atmosfera del tipico scenario marinaro unito ad un’architettura locale che culmina nel Palazzo Merlato (o Montefusco).

Procida porto Credits: falco

Terra Murata

Il cuore storico e culturale di Procida è Terra Murata. Si tratta del punto più alto dell’isola, raggiungibile tramite autobus o una passeggiata impegnativa ma ripagata da un panorama mozzafiato a picco sul mare. Da non perdere una visita al Palazzo d’Avalos e all’abbazia di San Michele Arcangelo, che al suo interno conserva diverse opere d’arte tra cui alcuni dipinti di Luca Giordano.

Procida Terra Murata Credits: falco

Marina Corricella

Si tratta del borgo marinaro più antico di Procida, con il caratteristico porticciolo e le case con i tipici balconi coperti da archi di origine araba. Qui si trova il famoso Bar Graziella, set di varie produzioni cinematografiche.

Marina Corricella Credits: pennabianca

Casale Vascello

Una passeggiata nell’antico borgo fortificato di Casale Vascello vi regalerà un’esperienza unica. Le case sono addossate l’una all’altra e si affacciano in un grande cortile: questo tipo di architettura impediva il passaggio ai nemici durante le invasioni. Il borgo si raggiunge infatti attraversando due passaggi molto stretti: uno comincia in via Principessa Margherita e l’altro in via Salita Castello.

Cosa mangiare

I piatti di Procida regalano sapori e odori tipici dell’isola. Il mare offre pesce fresco ogni giorno, che viene elaborato in ricette da non perdere: primi piatti a base di frutti di mare, come linguine all’astice e spaghetti di limone e alici, zuppa di pesce, calamari ripieni. Caratteristico è sicuramente il pesce fujuto, una zuppa di pomodoro e pane nata dall’arte di arrangiarsi: si dice che le donne, in attesa dei mariti pescatori, cominciassero a preparare il condimento per il pesce con olio, aglio, pomodoro e prezzemolo, e in caso di ritorno a casa senza pescato, aggiungessero il pane in alternativa.

Per gli amanti della carne, da assaggiare è il coniglio alla procidana, stufato in tegami di terracotta con pomodoro ed erbe aromatiche. Molto rinomato è il limone di Procida, utilizzato in cucina e alla base di prodotti famosi come il limoncello e le lingue di bue, dette anche “di suocera”: un dolce a base di pasta sfoglia ripiena di crema al limone.

Linguine all'astice Credits: andreinanacca

Tradizioni locali

Gli abitanti dell’isola sono molto legati alle tradizioni, che sottolineano il loro senso di appartenenza. Alcune di queste sono molto suggestive: se vi trovate a Procida durante la Settimana Santa, prima di Pasqua, non potete perdervi la Processione degli “Apostoli Incappucciati” e la Processione dei Misteri.

Nel periodo estivo si svolgono poi eventi di carattere non religioso, come la Sagra del Mare: cinque giorni di musica e gare che culminano con l’elezione di Graziella, una giovane procidana in costume tradizionale, rifacendosi al mito della protagonista dell’omonimo romanzo. Nello stesso periodo, viene assegnato il premio letterario dedicato a Elsa Morante e al suo romanzo L’isola di Arturo.

Procida: l’isola dei pirati

Un’isola d’arte

Un luogo caratteristico come Procida ha attirato nel tempo artisti e scrittori che si sono lasciati ispirare dalla sua bellezza. L’isola è stata resa celebre da romanzi come L’Isola di Arturo di Elsa Morante e Graziella di Alfonso de Lamartine.

Anche il cinema non ha saputo resistere al suo fascino. Girando per le sue strade ci si può ritrovare in scenari di capolavori come Il Postino, di Massimo Troisi, ma anche Francesca e Nunziata, il film con un’indimenticabile Sophia Loren e Mariti in affitto con Mariagrazia Cucinotta. Le bellezze di Procida sono giunte anche oltreoceano nel colossal americano Il Talento di Mr. Ripley.

Come arrivare a Procida

Procida è raggiungibile da Napoli tramite aliscafo dal Molo Beverello (circa 30/40 minuti) oppure tramite traghetto da Calata di Massa (circa 60 minuti). Da Pozzuoli partono traghetti che impiegano circa 40 minuti. 

Per info utili, si può consultare Procida Island, l’applicazione ufficiale di Procida che contiene tutti i servizi presenti sull’isola, oppure il sito https://www.visitprocida.com/

Per aggiornamenti sulle iniziative di Procida Capitale italiana della Cultura 2022 https://www.procida2022.com/

 

 

 

 

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