Sensazionale scoperta in Turchia, torna alla luce il Colosseo dell’Anatolia

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In Turchia gli scavi archeologici hanno portato alla luce un antico anfiteatro romano circolare risalente al III secolo d.C. È stato ribattezzato “il Colosseo dell’Anatolia”.


Un antico anfiteatro romano risalente a circa 1800 anni fa è emerso dal sottosuolo nella Turchia occidentale. Gli archeologi non hanno perso l’occasione di battezzarlo “il Colosseo dell’Anatolia”, per la somiglianza con il “fratello” italiano famoso in tutto il mondo. Un nome importante, che da solo intende propiziare i flussi turistici in questa zona della Turchia meno frequentata, il distretto di Nazilli nella provincia di Aydın.

L’anfiteatro è venuto alla luce durante una campagna di scavi archeologici nell’antica città di Mastaura, con la collaborazione tra l’Università Adnan Menderes e la Direzione Provinciale della Cultura e Turismo.

La scoperta è unica nel suo genere, ha detto l’archeologo Sedat Akkurnaz dell’Università Adnan Menderes alla TRT. “Non esiste un altro esempio di un anfiteatro simile in Anatolia e nelle  vicinanze. È l’unico esempio che è sopravvissuto e si è mantenuto così solido”.

In Turchia sono stati rinvenuti in passato altri due anfiteatri, uno ad Adalia e l’altro a Bergama, ma il “Colosseo dell’Anatolia” è l’unica arena a pianta circolare giunta fino a noi. La sua forma unica ci dice qualcosa anche della sua funzione originaria: “A differenza dei teatri, a forma di mezzaluna, la struttura circolare era destinata ad ospitare competizioni sportive” ha dichiarato Umut Tuncer, direttore provinciale della cultura e del turismo di Aydın. “Pensiamo che qui si svolgessero vari giochi sportivi come combattimenti tra animali selvatici o tra gladiatori”.

100 metri di diametro, 15 metri di altezza e file di sedili in grado di accogliere tra le 15mila e le 20mila persone. Dimensioni ben più ridotte rispetto all’Anfiteatro Flavio, largo 188 metri e alto 50, che poteva contenere circa 50mila persone. Del resto, stando alle prime datazioni, l’arena turca sarebbe stata costruita nel 200 d.C., oltre un secolo dopo il modello romano. Era l’epoca della dinastia dei Severi, che governarono l’impero dal 193 al 235 d.C.: in questa fase storica Mastaura diventò una città ricca e sviluppata, tanto da meritare un luogo di svago di medie dimensioni dove i suoi abitanti potevano assistere ai giochi sanguinosi.

La scoperta dell’anfiteatro

Tutto ha inizio nell’estate del 2020, quando il gruppo di archeologi dell’Università Aydın Adnan Menderes entra in possesso degli appunti di alcuni viaggiatori europei che visitarono l’Anatolia nel Settecento. Tra le varie informazioni annotate sui taccuini dei viaggiatori, una in particolare cattura l’attenzione degli archeologi: a Mastaura c’era un antico anfiteatro romano, ancora visibile al tempo in cui i viaggiatori scrivevano.

È uno spunto sufficiente per ottenere l’autorizzazione del Ministero della Cultura e del Turismo turco a far partire le ricerche archeologiche nella città antica. Alcune tracce di muratura in pietra che emergono dal terreno sono gli indizi decisivi che portano a individuare la posizione esatta dell’anfiteatro. Lì la squadra di archeologi intensifica i lavori, fino a far riaffiorare l’arena: era rimasta sepolta sotto una collina, nascosta alla vista da alberi di ulivo e arbusti selvatici. Ancora oggi la struttura è in gran parte sotterranea. “Le sezioni sotterranee sono molto ben conservate” ha spiegato il capo degli scavi Sedat Akkurnaz. “Nelle parti dell’edificio fuori terra sono visibili alcune delle file di sedili, l’arena dove combattevano i gladiatori e le mura di sostegno all’esterno dell’edificio”.

I lavori proseguiranno nei prossimi mesi, per riportare in superficie l’anfiteatro nella sua interezza: “Abbiamo iniziato a lavorare sotto il coordinamento della direzione del Museo Archeologico di Aydın e abbiamo ripulito l’edificio con il supporto del Comune di Nazilli. Sveleremo completamente questa struttura in breve tempo”, ha dichiarato Umut Tuncer, che a proposito degli sviluppi futuri della vicenda ha aggiunto: “Nazilli potrà diventare un punto di riferimento per il turismo.”

 

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