Cambiamento climatico, ricerca e blue economy alle Maldive

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maldive barriera corallina via wikimedia commons

La barriera corallina delle Maldive è oggetto di osservazioni relative al cambiamento climatico. Un tema in cui sostenibilità, ecologia e turismo si intrecciano.

L’impatto del cambiamento climatico sul pianeta è sempre più evidente. Si sta alterando non solo l’ambiente ma anche gli stili di vita dell’uomo e delle sue attività economiche. Questa premessa è ancora più valida nell’ambito del turismo, poiché il cambiamento climatico ha iniziato ad alterare il volto di molte delle destinazioni più ambite dalla comunità internazionale di viaggiatori

In linea con l’accordo di Parigi, per continuare a promuovere lo sviluppo economico mondiale mitigando le conseguenze che derivano dal cambiamento climatico, la comunità internazionale ha stilato 17 obiettivi sostenibili (SDG, Sustainable Development Goals) da raggiungere entro il 2030. Il Turismo è tra le principali categorie economiche a livello globale, generando più del 10% del PIL mondiale ed il 30% delle esportazioni di servizi.

Essendo un’industria dinamica, il turismo ha la capacità di contribuire in maniera diretta e indiretta a tutti gli obiettivi stilati dalle Nazioni Unite. Alle Maldive e in tutti gli stati insulari, è stata assegnata particolare importanza all’obiettivo 14 Life Below Water. Questo è quanto emerge dallo special dossier dedicato agli italiani alle Maldive realizzato dall’Ambasciata d’Italia nello Sri Lanka e nelle Isole Maldive nel giugno 2021.

 

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Turismo e sostenibilità

L’obiettivo 14 dichiara la necessità di «conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile []. Entro il 2030, aumentare i benefici economici derivanti dall’uso sostenibile delle risorse marine per i piccoli Stati insulari e i paesi meno sviluppati, anche mediante la gestione sostenibile della pesca, dell’acquacoltura e del turismo». Preservare la natura degli oceani e dei mari è prioritario per la sopravvivenza dell’uomo.

I mari coprono infatti il 70% del Pianeta. Vengono sfruttati quotidianamente nell’ambito energetico, idrico, alimentare e turistico. E’ fondamentale quindi ridurre al minimo l’inquinamento marino e limitare le pratiche invasive di pesca. Lo scopo è impostare un modello di gestione delle risorse oceaniche improntato sulla sostenibilità. Il turismo alle Maldive – pilastro portante per l’economia della nazione – è interconnesso all’ecosistema marino da cui le isole e i loro abitanti dipendono.

Da anni, tutti gli stakeholders coinvolti nell’industria del turismo alle Maldive (e non solo), stanno dando sempre più importanza alla blue economy. Si stanno infatti moltiplicando iniziative volte alla salvaguardia dell’oceano indiano e delle sue barriere coralline. In questo contesto, risulta paradigmatica l’attività svolta da MaRHE Center, dell’Università Bicocca di Milano. Si tratta di un vero e proprio centro di ricerca che coinvolge ricercatori internazionali e comunità locale

 

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Il progetto MaRHE e le sfide per il futuro

La partnership è stata stipulata fra l’Ateneo e il Governo delle Maldive. Prevede l’avvio di «un vero e proprio censimento di tutte le tecniche utilizzate per il restauro delle scogliere coralline. L’obiettivo è individuare quelle più efficaci per garantire la sopravvivenza di questi delicati organismi presenti alle Maldive e di mettere a punto le linee guida nazionali per la loro applicazione e il loro monitoraggio. L’accordo si inserisce in un progetto più ampio per lo studio di nuove soluzioni per la salvaguardia dei coralli e per la tutela dell’ambiente marino», spiega Paolo Galli, direttore del progetto MaRHE Center.

L’obiettivo, per l’anno 2021, è «rafforzare le iniziative intraprese nel campo della protezione e salvaguardia dei coralli. Ma anche raccogliere dati sulla cultura immateriale delle Maldive quale quella rappresentata dalle tradizioni locali che rischiano di perdersi nei prossimi anni a causa della globalizzazione culturale», conclude Galli.

Gli effetti del cambiamento climatico sulle Maldive sono infatti allarmanti e sotto gli occhi di tutti, «a partire dal coral bleaching del 1998 che danneggiò il 98% delle madrepore a fenomeni meno estesi ma comunque non da sottovalutare che periodicamente sbiancano il corallo», spiega Stefano Freschi, fondatore di Macana Maldives.

 

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«Abbiamo avuto anche periodi con proliferazione anomala di alghe dovute all’aumento della temperatura dell’acqua e altri periodi con morie di pesci inspiegabili. Anche l’intensità e il ciclo delle correnti sembra essere cambiato nell’ultimo decennio []. È necessario portare l’attenzione sui rischi che si correrebbero mettendo a rischio la barriera corallina delle Maldive, sia per il Paese sia per il resto del mondo», conclude Freschi.

Fonte: Visit Maldives.

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