Enogastronomia e turismo: trend e tendenze nel 2020

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Enogastronomia

Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2020, realizzato da Roberta Garibaldi, esperta del settore, mostra nella prima parte i trend principali di medio periodo del turismo legato al gusto. 


«Nel corso di questi ultimi anni, il ruolo dell’enogastronomia nel turismo è profondamente cambiato. Ha assunto una nuova centralità, articolandosi sempre di più e facendo registrare numeri sempre maggiori di turisti interessati» – si legge nel Rapporto. Non si tratta più soltanto di acquistare prodotti locali o mangiare piatti tipici, bensì anche di visitare i luoghi di produzione (aziende vitivinicole, birrifici, frantoi, ecc.), recarsi in ristoranti gourmet, acquistare cibo presso food truck, partecipare a cooking class e molto altro. Si tratta di una pluralità di esperienze che permettono di fruire del patrimonio locale del luogo in modo attivo e coinvolgente, attraverso i sensi. 

Studi e ricerche di mercato confermano l’andamento positivo del settore. «Le prime analisi condotte negli Stati Uniti d’America e in Canada avevano evidenziato una forte crescita della platea di interessati» – prosegue il Rapporto. «Se nel 2007 il 17% dei turisti aveva partecipato ad esperienze a tema enogastronomico nel corso dei viaggi, questo valore era salito al 77% nel 2013. Oggi tali esperienze sono ormai patrimonio comune, con la quasi totalità dei turisti che vi prende parte quando viaggia (94%)». È un trend in crescita osservabile anche in Italia, sia nella vendita di prodotti enogastronomici da parte dei Tour Operator sia nelle ricerche di categorie di esperienza di TripAdvisor.

 

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Il ruolo dei Millennials 

Sono stati soprattutto i Millennials – i nati tra il 1981 e il 1996 – a trainare la crescita dell’enogastronomia nel turismo a livello mondiale. La loro passione per il cibo li ha portati ad informarsi, modificando il comportamento di consumo, ponendo sempre maggiore attenzione alla qualità e salubrità dei prodotti acquistati. L’enogastronomia è diventata così un motivo di viaggio. Chi sono quindi, secondo il Rapporto, i super foodie del futuro? La Generazione Z: i figli del Millennials – nati dopo il 1997 – che mostrano un forte interesse verso i viaggi e le vacanze enogastronomiche. Il 79% di essi dichiara di viaggiare per vivere esperienze a tema uniche e memorabili, anche per l’influenza del web. 

Chi è il turista enogastronomico?

Può definirsi turista enogastronomico chiunque abbia svolto almeno un viaggio con pernottamento con motivazione primaria l’enogastronomia. È quindi il motivo del viaggio che permette di distinguere tra il turista enogastronomico e quello generalista. Per il primo queste esperienze rappresentano il core del viaggio, mentre per il secondo sono delle attività accessorie per arricchire la vacanza.

Il Rapporto realizzato da Roberta Garibaldi e dal suo team mostra come il turista enogastronomico sia eclettico, ricercando attivamente e partecipando a molte esperienze. Le più popolari sono legate alla degustazione di cibi, bevande e piatti tradizionali e non, ma anche al mangiare presso ristoranti gourmet food truck; tutte attività legate ad altre, come lo shopping, la partecipazione a festival musicali, concerti, eventi sportivi e performance artistiche. Turisti che, in definitiva, viaggiano alla ricerca di tutto un po’

 

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Fonte: Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2020, a cura di Roberta Garibaldi 

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