Parmigiano Reggiano, Verdi e culatello: un itinerario nelle zone di Parma

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Via ella studio Visita guidata al caseificio di Parmigiano Reggiano, foto di Francesca Bocchia, credit Parma2064 (13)

Itinerario nel regno del Parmigiano Reggiano e del Culatello,  fra le terre di Verdi, i castelli del Sale e il Festival @cquechepassione a Salsomaggiore e Tabiano Terme.

 

Soprannominata Food Valley, la terra del Parmigiano Reggiano e del culatello è uno scrigno di caseifici, fattorie e luoghi di interesse culturale. Quello che si propone è un itinerario alternativo alla scoperta del cuore delle campagne emiliane. Fra festival per Parma Capitale della Cultura 2020 + 2021 e la casa natale di Giuseppe Verdi, è possibile ovunque sostare per assaggiare i prodotti tipici dell’Emilia.

 

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La patria del Parmigiano Reggiano

La sveglia va puntata presto nel cuore dell’Emilia. Alle 7:30, il caseificio Parma2064 di Fidenza (PR) apre le proprie porte e scosta idealmente il sipario sull’universo in febbrile movimento del processo che porta alla creazione del formaggio italiano più celebre al mondo, il Parmigiano Reggiano.

Le atmosfere vaporose del luogo in cui ogni anno vengono alla luce oltre 30mila forme contrassegnate dal marchio della cooperativa avvolgono ogni fase di una visita guidata negli ambienti di lavorazione casearia che si insinua nei corridoi scavati dal tempo tra le imponenti pareti scaffalate dedicate alla stagionatura.

Si giunge infine al magazzino per terminare con una degustazione di 12, 24 e oltre 40 mesi.

 

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Fra Giuseppe Verdi e Giovannino Guareschi

Andando verso nord, la sosta alla casa natale di Giuseppe Verdi nella frazione Roncole Verdi, con deviazione altrettanto imprescindibile alla dimora-museo dedicata a Giovannino Guareschi, è il preludio alla dimensione lirica – ma non solo – di Busseto. La statua del grande compositore emiliano presidia la piazza centrale e detta il tempo di una visita sinfonica che comincia da Casa Barezzi, oggi museo verdiano. Un tempo fu dimora dell’imprenditore che scoprì il talento del futuro genero, ospitandone la prima esibizione pubblica.

Percorrere le sue stanze ricche di cimeli, lettere autografe, ritratti, documenti e memorabilia è come penetrare in una storia scritta sul pentagramma, che non può che proseguire nel delizioso Teatro Giuseppe Verdi, vero salotto cittadino ricavato nella Rocca (già Castello dei Pallavicino), di fondazione duecentesca.

Il Palazzo del Monte di Pietà o le architetture religiose come la Collegiata di San Bartolomeo o la Chiesa di Santa Maria degli Angeli sembrano intervalli tra gli atti di un’opera che termina con il classico gran finale, qui incarnato dal Museo Nazionale Giuseppe Verdi e dal Museo Renata Tebaldi, entrambi allestiti negli spazi della straordinaria Villa Pallavicino, tra le più splendide residenze nobiliari del Parmense.

 

Monumento a Giuseppe Verdi in piazza Verdi a Busseto, foto di Lorenzo Moreni, credit Comune di Busseto (4) via ella studio

Monumento a Giuseppe Verdi in piazza Verdi a Busseto. Foto di Lorenzo Moreni, credit Comune di Busseto. Via Ella Studio.

 

Il regno del culatello

Giunti a questo punto, è la fame stessa a spingere le ruote verso Polesine Parmense (PR), regno del gusto dei fratelli Luciano e Massimo Spigaroli, signori dell’Antica Corte Pallavicina. Qui lo sciabordio delle acque del Po sembra accordarsi alla musica dei capolavori verdiani. E’ possibile immergersi nell’aria autentica dell’Hosteria del Maiale, luogo di recupero di una straordinaria tradizione culinaria. La tappa nei sapori si completa poi abbinando ai salumi e alle antiche ricette che hanno fatto grande la Bassa una visita guidata al Museo del Culatello e del Masalén. Si tratta di un percorso concretissimo e virtuale tra i protagonisti alla base della nascita di un simbolo del territorio, figlio della nebbia.

 

Hosteria del Maiale, Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR), foto di Luca Rossi (6) via ella studio

Hosteria del Maiale, Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR). Foto di Luca Rossi. Via Ella Studio.

 

Fra castelli, tenute e caffè storici

Si vira poi verso Salsomaggiore e Tabiano Terme, un tempio del benessere che vale una sosta e una visita approfondita. Solo mettendo da parte la fretta è infatti possibile andare oltre l’immagine da brochure per dedicare tempo alla scoperta dei Castelli del Sale. Questi sono disseminati tra Tabiano, Contignaco e Scipione e sono così denominati in virtù dell’originaria funzione di difesa delle preziose saline. Si arriva poi al cospetto della monumentale struttura liberty del Palazzo delle Terme di Berzieri.

 

Castello di Tabiano, credit Visit Salsomaggiore. Via Ella Studio.

Castello di Tabiano, credit Visit Salsomaggiore. Via Ella Studio.

 

Si passa poi al tuffo tra i fossili e i resti oceanici raccolti al MuMAB – Museo del Mare Antico e della Biodiversità o ancora alle passeggiate sui sentieri delle colline di Tabiano al confine con il Parco dello Stirone e Piacenziano. Vi sono inoltre le novità della Stanza delle Meraviglie all’interno della Palazzina Warowland. La giornata termina con un aperitivo in uno degli eleganti caffè storici di Salsomaggiore Terme

Infine, sino a settembre è in corso il Festival @cquechepassione, realizzato grazie al contributo di Provincia di Parma, Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 + 21, Fondazione Cariparma e PINKO. Tanti eventi dedicati al mondo delle acque: mostre, concerti, visite guidate, ecc.

Fonte: Provincia di Parma.

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