Al Ravello Festival ritorna il celebre Concerto all’Alba

Print Friendly, PDF & Email

Alla 69ma edizione del Ravello Festival ritorna l’attesa musica all’alba che segna il passaggio dalla notte al giorno. Un appuntamento in cui ammirare l’apparire del sole accompagnato dalle note della musica classica.


Ritorna l’appuntamento più atteso nel programma del Ravello Festival 2021. Sarà, come di consueto, il celebre Concerto all’Alba (h5.00), che quest’anno si terrà mercoledì 11 agosto. Sarà affidato alle famose mani del direttore americano James Conlon che dirigerà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini nell’esecuzione di musiche di Beethoven sul palco sospeso del meraviglioso giardino di Villa Rufolo.

Soggiornare nello storico Hotel Santa Caterina di Amalfi vi permetterà di vivere un’esperienza unica e suggestiva. Sarete accolti fra giardini, agrumeti e camere panoramiche affacciate a strapiombo sul golfo.

Il Ravello Festival

Il Ravello Festival, nella sua attuale configurazione, deriva da una serie di iniziative precedenti che ne fanno uno dei più antichi festival italiani. Va riconosciuto a Girolamo Bottiglieri e a Paolo Caruso l’ideazione dell’evento culturale che più di ogni altro avrebbe contribuito a costruire l’identità di Ravello come “Città della musica”.

L’associazione del nome di Wagner alla Villa Rufolo, resa splendida e accogliente dal filantropo scozzese Francis Neville Reid, era troppo allettante per non suggerire l’idea di realizzare concerti in un sito “benedetto” personalmente dal grande compositore. Per questo motivo, negli anni ‘30, l’orchestra del Teatro di San Carlo vi si esibì più di una volta, con programmi legati appunto a Wagner.

A uno di questi concerti presenziarono anche i Principi di Piemonte. Ravello ricambiò l’onore della loro visita dedicando alla Principessa il belvedere che attualmente separa l’Hotel Palazzo Avino dall’Hotel Palazzo Confalone. L’idea rimase nell’aria. Paolo Caruso la ripropose, 20 anni dopo, aggiungendovi l’ardita soluzione logistica di un palco sospeso nel vuoto.

Ravello Festival ph Pino Izzo Il 1 luglio parte la 69esima edizione del Ravello Festival

Un palcoscenico naturale

La magia di questo Festival è dovuta infatti soprattutto alla bellezza del paesaggio e al suo palcoscenico naturale che, come una nuvola nel cielo, si sporge sulla roccia a circa 15 metri di altezza. L’iniziativa prese corpo grazie all’impegno dell’Ente Provinciale per il Turismo, allora diretto da Girolamo Bottiglieri e, nell’estate del 1953, in occasione del 70° anniversario della morte di Wagner, i “Concerti wagneriani nel giardino di Klingsor” (come diceva testualmente la copertina del programma di sala) presero avvio con due serate affidate all’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Hermann Scherchen e William Steinberg. Per anni Wagner è rimasto nume tutelare del festival e tuttora un’attenzione particolare viene devotamente riservata alle sue musiche.

Il Ravello Festival è il più antico d’Italia dopo il Maggio Musicale Fiorentino. Fra tutte le rappresentazioni del Festival quella più suggestiva è senz’altro il Concerto all’alba. Il risveglio del giorno e della mente accompagnato dalla più bella musica classica regalerà ad ognuno un sentimento di gioia indescrivibile. Il concerto non farà dimenticare Ravello in ciascuno degli spettatori. Ai concerti di Villa Rufolo, vince il godimento complessivo dell’udito e della vista, dove l’imperfezione dell’uno è ampiamente compensata dalla magnificenza dell’altra.

James Conlon

Nasce a New York nel 1950. La sua carriera inizia subito dopo gli studi alla Juilliard School di New York e l’assegnazione del premio dell’American National Orchestral Association. Ha diretto le più importanti orchestre del mondo, assumendo nel corso degli anni incarichi di rilievo quali la direzione principale dell’Orchestra Filarmonica di Rotterdam, della Gürzenich Orchester di Colonia e dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Parigi. Dal 2007 è direttore musicale dell’Opera di Los Angeles.

Noto per le sue interpretazioni wagneriane, si è anche distinto per l’impegno nel recupero e nella diffusione della musica scritta da compositori perseguitati, uccisi o comunque costretti all’oblio dal regime nazista, come V. Ullmann, P. Haas, E. Schulhoff, A. von Zemlinsky e molti altri. Per questa sua attività, accompagnata peraltro da una cospicua produzione discografica, gli sono stati tributati numerosi premi e riconoscimenti internazionali

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Fondata da Riccardo Muti nel 2004, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha assunto il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi. Un compositore attivo in ambito europeo per sottolineare, insieme a una forte identità nazionale, la propria inclinazione a una visione europea della musica e della cultura. L’Orchestra, che si pone come strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo accademico e l’attività professionale, divide la propria sede tra le città di Piacenza e Ravenna.

La Cherubini è formata da giovani strumentisti. Tutti sono sotto i trent’anni e provenienti da ogni regione italiana. Sono selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti. Secondo uno spirito che imprime all’orchestra la dinamicità di un continuo rinnovamento, i musicisti restano in orchestra per un solo triennio. Terminato il quale molti di loro hanno l’opportunità di trovare una propria collocazione nelle migliori orchestre.

In questi anni l’Orchestra, sotto la direzione di Riccardo Muti, si è cimentata con un repertorio che spazia dal Barocco al Novecento. Alterna ai concerti in moltissime città italiane importanti tournée in Europa e nel mondo nel corso delle quali è stata protagonista, tra gli altri, nei teatri di Vienna, Parigi, Mosca, Salisburgo, Colonia, San Pietroburgo, Madrid, Barcellona, Lugano, Muscat, Manama, Abu Dhabi, Buenos Aires e Tokyo.

L’Hotel Santa Caterina

A pochi minuti di distanza da Amalfi, l’Hotel Santa Caterina è costruito a picco sul mare, all’interno di una vasta proprietà che “precipita” fino all’acqua con una serie di terrazze naturali. Due ascensori scavati nella roccia o un sentiero portano gli ospiti attraverso agrumeti e giardini fino agli impianti a livello del mare, che comprendono una piscina con acqua marina, solarium, fitness centre, café/bar e ristorante all’aperto.

La sera la magia continua nel ristorante ammirando il suggestivo panorama di Amalfi illuminata dalla luna. E che dire della suite “Follia Amalfitana” con la sua minipiscina tonda con vetrata e vista mozzafiato sulla baia o della suite “Giulietta e Romeo” con terrazzino a picco sul mare e piscina privata a sfioro.

L’Hotel Santa Caterina ha 36 camere di tipologia standard, superior e deluxe e 13 tra junior suite, executive junior suite, suite e senior deluxe suite che si trovano nell’edificio principale. Inoltre, tra le Garden Suite, le dépendances “Villa Santa Caterina” e la “Villa il Rosso” nel parco si contano altre 17 camere e suite.

Costiera Amalfitana Fonte: Hotel Santa Caterina Costiera Amalfitana: i luoghi più inediti da visitare

Dal 2019 l’offerta gastronomica dell’albergo è firmata dallo Chef Giuseppe Stanzione. Le colazioni, gli snack, il Bistrot, il Ristorante fine dining Glicine che è stato insignito dalla Guida Michelin 2020 di una stella, con le vetrate affacciate sul panorama del golfo, e un menù più raffinato e personale con l’impronta dello Chef, il Ristorante Al Mare, aperto adesso sia a pranzo che a cena, con piatti più semplici e tradizionali e prevalentemente marinari.

I due ristoranti panoramici dell’Hotel saranno quindi aperti entrambi la sera mentre il Ristorante Al Mare sarà aperto anche a pranzo. La Carta dei Vini offre un’accurata selezione di etichette italiane ed estere e una scelta produzione della Campania.

Fonte: Hotel Santa Caterina

Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti