Il Rinascimento italiano in mostra al Castello Sforzesco

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Cristoforo Solari Milano 1460 - 1527 Cristo alla colonna Inizio XVI secolo Marmo Base 75x61x100cm; altezza 195 cm. Totale statua colonna con nicchia h. 195, l. 81,5 cm. Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Via CAstello Sforzesco

Ideata e progettata congiuntamente da Musée du Louvre e Castello Sforzesco, l’esposizione è stata ospitata a Parigi fino al 21 giugno scorso.

Ospitata nelle sale del Musée du Louvre di Parigi fino al 21 giugno, è aperta al pubblico sino al 24 ottobre nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco la mostra Il Corpo e l’Anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Castello Sforzesco, Musée du Louvre e realizzata grazie a Civita Mostre Musei, con il sostegno di Fondazione Cariplo.

Si tratta di un affondo su oltre sessant’anni di storia dell’arte, dal ritorno di Donatello a Firenze nel 1453 fino alla morte dei più perfetti interpreti del Rinascimento, Leonardo e Raffaello, scomparsi rispettivamente nel 1519 e nel 1520.

Sessant’anni durante i quali i maestri del Rinascimento hanno scavato la materia per far emergere i moti dell’anima, i tormenti e le tensioni, i palpiti, per rendere ancora più viva l’emozione. Sessant’anni di opere strappate al marmo, modellate nella terracotta, intagliate nel legno, fuse nel bronzo, in un percorso che trova il suo apice nella Pietà Rondanini, sulla quale Michelangelo lavorò fino alla sua morte, avvenuta nel 1564.

 

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Il percorso espositivo

Il percorso è stato studiato e progettato congiuntamente da Musée du Louvre e Castello Sforzesco, in particolare da Marc Bormand, conservatore al dipartimento delle sculture del Louvre; Beatrice Paolozzi Strozzi, direttrice del Museo del Bargello dal 2001 al 2014; Francesca Tasso, conservatrice responsabile delle Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco di Milano.

Le 120 opere esposte provengono dai più importanti musei del mondo. Dal Metropolitan Museum di New York al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal Museo Nacional del Prado di Madrid al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, dal Victoria&Albert Museum di Londra alla Her Majesy the Queen Elisabeth II from the British Royal Collection, oltre che, naturalmente, dal Musée du Louvre e dalle raccolte civiche del Castello Sforzesco.

«Il grande successo di critica già raccolto dalla mostra a Parigi assicura ai milanesi e ai visitatori della nostra città la possibilità di ammirare una straordinaria esposizione durante tutta la stagione estiva, con un esteso orario di apertura – afferma l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Il Castello Sforzesco, che è stata la casa di Leonardo per i vent’anni della sua maturità più piena, si configura come la sede naturale per rappresentare e proporre un affondo storico-critico su un periodo così cruciale per la storia dell’arte come quello rappresentato dal Rinascimento italiano».

Le novità del Quattrocento

Il cuore della mostra si colloca nella seconda metà del Quattrocento, quando i maestri del Rinascimento come Leonardo, Donatello, Raffaello, il Pollaiolo, Michelangelo, il Verrocchio, il Bambaia e molti altri ancora, lavoravano tra Milano, Venezia, Roma, Firenze, ma anche Ferrara, Padova, Bologna, allargando così la geografia del Rinascimento italiano, e dunque del percorso espositivo, verso il nord.

Una regione vasta ma a quei tempi politicamente spezzettata da molti confini e diversi regni, all’interno dei quali il Rinascimento è germogliato con caratteristiche particolari. Innovazioni fiorentine e tradizioni locali – senza dimenticare l’influenza dell’arte cortese fiamminga e della Borgogna – si sono infatti mescolate in ciascuno di questi focolai creativi, per dare il via a una straordinaria varietà di linguaggi artistici.

Il Rinascimento ha portato nell’arte italiana molte novità. Oltre al grande impulso allo studio dell’anatomia, della prospettiva, dell’ottica, anche quello dell’anima fu oggetto di ricerca approfondita. Dalla nascita della fisiognomica alla passione per il grottesco, che ha caratterizzato l’esperienza di alcuni artisti come Leonardo, si comprende come fosse nato in quel periodo un interesse nuovo nella rappresentazione. La figura umana ora non doveva più essere slegata dalle emozioni – furore o grazia, tormento o estasi che siano – ma profondamente legata all’anima, al desiderio, alla componente meno visibile del soggetto umano.

 

Agostino di Duccio Firenze, 1418 – Perugia (?), post 1481 Santa Brigida di Svezia riceve la regola del suo ordine 1459 Marmo cm 42,5 63,8 7 New York, The Metropolitan Museum of Art, John Stewart Kennedy Fund, 1914, 14.45.

Agostino di Duccio, Firenze, 1418 – Perugia (?), post 1481. Santa Brigida di Svezia riceve la regola del suo ordine, 1459. Marmo, cm 42,5 63,87. New York, The Metropolitan Museum of Art, John Stewart Kennedy Fund. Via Castello Sforzesco.

 

Le sezioni

Articolata in quattro sezioni, la mostra sviluppa nelle Sale Viscontee pressoché lo stesso percorso ospitato al Louvre, a parte l’ultima sala che vedeva esposti a Parigi gli Schiavi (o Prigioni) e a Milano la Pietà Rondanini.

Guardando gli antichi: il furore e la grazia

Il furore e la grazia costituiscono il primo grande tema trattato nel percorso. L’interesse per le composizioni complesse e per l’esasperazione dei movimenti del corpo diventa prevalente in numerosi scultori. Verrà documentato attraverso opere di Antonio del Pollaiolo, Francesco di Giorgio Martini o Bertoldo, fino ad arrivare a Verrocchio, Leonardo e Gianfrancesco Rustici, mettendo in gioco sia la complessità della forza muscolare e le torsioni del corpo maschile, sia l’effetto espressivo delle più intense passioni dell’anima. All’opposto, eleganti drappeggi permettono agli artisti di rivelare il fascino della figura umana. La sua leggerezza è messa in valore dal movimento di abiti e di veli, in una pratica di svelamento che arriva poi alla rappresentazione della grazia attraverso il nudo, sia femminile sia maschile.

L’arte sacra: commuovere e convincere

Commuovere e convincere diventano le due parole chiave nella scultura religiosa. In seguito al lavoro compiuto da Donatello intorno al 1450, l’emozione e i moti dell’animo prendono posto al centro delle pratiche artistiche. La volontà è toccare profondamente, persino violentemente l’animo dello spettatore.

È quindi un vero teatro dei sentimenti quello che si dipana in Italia settentrionale tra 1450 e 1520, in particolare nei gruppi di Deposizione del Cristo, come quelli di Guido Mazzoni in Emilia e di Giovanni Angelo del Maino in Lombardia.

Questa ricerca del pathos religioso s’incarna anche nelle commoventi figure di Maria Maddalena o di san Gerolamo che fioriscono in Italia in questa stagione.

 

Michelangelo Buonarroti, Caprese, 1475 – Roma, 1564. Nudo maschile (con indicazioni proporzionali), 1515-1520, Pietra rossa (due tonalità) con tracce di stilo, su carta mm 291 x 180. Windsor Castle, Royal Library (The Royal Collection Trust © Her Majesty Queen Elizabeth II), RCIN 912765. Via Castello Sforzesco.

 

Da Dionisio ad Apollo

Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, la riflessione instancabile sull’antichità classica si esprime nelle opere elaborate a partire dai grandi modelli classici come il Laocoonte o lo Spinario, muovendosi tra i due estremi dell’apollineo e del dionisiaco.

Contemporaneamente a ciò che avviene nell’ambito della pittura – si veda lo stile dolce di Perugino o del giovane Raffaello – la scultura sviluppa la ricerca di una nuova armonia che trascende il naturalismo dei gesti e dei sentimenti estremi.

Si verifica questo in modo particolarmente evidente in Veneto e in Lombardia (con Riccio, l’Antico, il Moderno, Cristoforo Solari, Antonio Lombardo, fino a Bambaia), ma questa ricerca di bellezza espressiva s’incarna con uguale forza anche in Toscana (Jacopo Sansovino, Baccio da Montelupo, Andrea della Robbia).

Roma Caput Mundi

A partire dalla fine del secolo, si ritorna a Roma, Caput Mundi, dove Michelangelo è alla ricerca di una sintesi formale che integri la conoscenza scientifica del corpo, l’ideale assoluto di bellezza e la volontà di superare la natura con l’arte. Questa sua ricerca è raccontata nel percorso che, dal classicismo giovanile del Cupido, e attraverso il titanismo degli Schiavi (o Prigioni, esposti a Parigi), approda all’ineffabile e al sublime della Pietà Rondanini, che può essere ammirata (solo) a Milano.

 

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Una mostra multimediale

I visitatori della mostra potranno approfondire il tema della Pietà grazie a una video-opera proiettata in loop nella Sala degli Scarlioni – dove si trovava la Pietà Rondanini prima della sua attuale collocazione – verso la fine del percorso di mostra. Il video riprende la rappresentazione teatrale Mater strangosciàs di Giovanni Testori, monologo funebre dedicato a Maria di Nazareth, nella rilettura contemporanea della Compagnia Tiezzi-Lombardi.

Per permettere al visitatore di comprendere com’era la musica tra il XV ed il XVI secolo, a partire dalle ore 16 di mercoledì 21 luglio sarà disponibile, sui canali Facebook e YouTube del Castello Sforzesco e della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, il concerto ZEPHYRO SPIRA. Chanson, Frottole e Villanesche nel primo Rinascimento, eseguito e ripreso a porte chiuse dalla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

Accompagna la mostra un prestigioso catalogo scientifico, edito in italiano e in francese, a cura di Officina Libraria, vincitore del Prix du catalogue d’exposition 2021.

 

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Informazioni

Orari apertura mostra

10 – 19.30 da martedì a domenica.

Lunedì chiuso.

Ultimo ingresso ore 18.30 (solo visitatori già in possesso di biglietto. La biglietteria chiude alle ore 16.30).

I musei del Castello chiudono il lunedì, il 25 dicembre, il 1° gennaio, il 1° maggio.

Biglietti

Il biglietto è unico per i musei del Castello e per le mostre:

€ 10,00 intero.

€ 8,00 ridotto 18-25 anni, over 65 e possessori voucher allegato ai biglietti degli spettacoli di Estate Sforzesca (dall’11 giugno all’ 8 settembre).

Gratuito under 18 e, per tutti, ogni primo e terzo martedì del mese a partire dalle ore 14.

Visite guidate

Ad Artem | T. 02.6597728 | info@adartem

Opera d’Arte | T. 02.45487400 | info@operadartemilano.it

Civita Mostre e Musei | serviziculturali@civita.art

Modalità di accesso

In ottemperanza al DPCM 2 marzo 2021 art. 14 gli ingressi in mostra saranno contingentati. La prenotazione non è obbligatoria ma è fortemente consigliata per evitare attese e assicurarsi l’ingresso. La prenotazione avviene tramite l’acquisto online del biglietto di ingresso ai musei del Castello e la selezione del giorno e della fascia oraria, che corrisponde all’orario di ingresso alla mostra.

Fonte: Milano Castello.

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