Visitare Roma in 3 giorni

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Roma Regione Lazio Credits: Walkerssk

Un itinerario pensato per coloro che vogliano visitare Roma in 3 giorni, senza rinunciare al meglio della città. 


Dai monumenti conosciuti in tutto il mondo ai quartieri popolari e moderni: ecco una guida per visitare Roma in 3 giorni, senza perdersi niente.

Giorno 1

L’itinerario parte dal centro storico, in particolare dal monumento più celebre e imponente della città antica, il Colosseo. Anticamente noto come Anfiteatro Flavio, con una capacità pari a quella di un moderno stadio e un’altezza di circa 50 metri, il Colosseo ha ospitato per poco più di 4 secoli spettacoli di grande impatto. Per una visita completa si può includere nel biglietto il giro dei sotterranei e del terzo anello, da cui si gode di una vista eccezionale. 

Si prosegue poi all’interno dell’area archeologica, iniziando dal colle Palatino, dove si trovano le vestigia della residenza imperiale che si affacciano imponenti sul Circo Massimo, per poi scendere nella valle del Foro.

Da qui ci si incammina verso via Cavour, per addentrarsi nello storico Rione Monti. Dopo il break si prosegue lungo via dei Fori Imperiali e si sale sul colle del Campidoglio, con vista sul Foro romano. Se si ha tempo è consigliata una visita ai Musei Capitolini

Scendendo la scalinata si trova a pochi metri Piazza Venezia, caratterizzata dall’Altare della Patria e dal quattrocentesco Palazzo Venezia

Si procede su via del Corso, girando a destra per via delle Muratte. Da qui si raggiunge Fontana di Trevi, progettata da Nicola Salvi nel XVIII secolo; si narra che gettare una monetina nella vasca porti fortuna, promettendo ai viaggiatori un nuovo ritorno in città. Ripercorrendo via delle Muratte e attraversando via del Corso c’è Piazza di Pietra, dominata da imponenti colonne, unica testimonianza dell’antico Tempio dedicato all’imperatore Adriano.

Per via dei Pastini si giunge a Piazza della Rotonda; “la rotonda” è il nome con cui i romani chiamano il Pantheon, eretto come tempio pagano e successivamente trasformato in luogo di culto cristiano, con la cupola più grande del mondo. 

Dopo una pausa si prosegue verso piazza Capranica, arrivando in breve a Palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, fiancheggiato dal cinquecentesco Palazzo Chigi. Ci si trova così di fronte a via del Corso, che rappresenta l’arteria principale per lo shopping in città. Tra le strade che intersecano il viale ci sono via della Vite, via Frattina e la più nota via dei Condotti, considerate le vie più chic di Roma poiché ospitano i punti vendita delle maggiori maison di abbigliamento e accessori di moda. 

Si arriva così a Piazza di Spagna, dominata dalla monumentale scalinata che conduce a al complesso della Trinità dei Monti. Al centro della piazza si trova una fontana seicentesca, chiamata dai romani “la barcaccia” in quanto ricorda un’imbarcazione sul punto di affondare.

 

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Giorno 2 

Il secondo giorno si parte da Piazza San Pietro; l’ingresso alla Basilica è gratuito, mentre a pagamento sono la visita al Museo del Tesoro e la salita sulla Cupola, che offre una straordinaria vista panoramica sulla città. Da ammirare a San Pietro la Pietà di Michelangelo, il Baldacchino barocco e il Monumento funebre di Alessandro VII realizzati da Bernini. Per visitare la Cappella Sistina e conoscere le collezioni papali bisogna invece recarsi ai Musei Vaticani. 

In alternativa, o in aggiunta, si raggiunge a piedi Castel Sant’Angelo; attraversando il Tevere da Ponte Sant’Angelo sono molte le opzioni per un pranzo o uno spuntino veloce. Da qui, seguendo via dei Coronari, si raggiunge Piazza Navona.

L’insolita forma di Piazza Navona deriva dall’antico stadio romano che vi sorgeva in antichità, utilizzato per le gare di corsa, con cavalli e carri e che, alla metà del Seicento, fu trasformato da Innocenzo X nel salotto di famiglia. Al centro c’è la Fontana dei Quattro Fiumi, opera di Bernini e, dietro ad essa, il grande Palazzo Pamphilj e la chiesa di Sant’Agnese in Agone, realizzati su progetto di Borromini. All’estremità opposta della piazza si trova Palazzo Braschi, oggi sede del Museo di Roma.

Oltrepassando Corso Vittorio Emanuele si raggiunge Campo de’ Fiori, l’unica piazza monumentale della città che non ospita una chiesa. In passato infatti questo era uno dei luoghi scelti per le esecuzioni pubbliche, come ricorda la statua del filosofo Giordano Bruno, condannato al rogo per le sue idee.

Poco oltre si trova Piazza Farnese, dove domina l’omonimo Palazzo. L’itinerario prosegue attraverso via dei Giubbonari, via Arenula, per raggiungere il Ghetto. Tra vestigia dell’Impero romano, come il Portico d’Ottavia e il Teatro di Marcello, palazzi nobiliari e fontane, si possono scoprire le tradizioni della comunità ebraica che qui vivono e si tramandano da generazioni. Si può includere la visita del Museo Ebraico e della Sinagoga.

La giornata si avvia così alla sua conclusione. Attraversando di nuovo il Tevere da Ponte Fabricio si raggiunge l’isola Tiberina, dove si trovava anticamente il tempio di Esculapio, dio della Medicina. Sul lato opposto sorge Trastevere, rione popolare della città. 

 

Damien Hirst Foto: Lucio Ghilardi Fonte: Galleria Gagosianonte: Damien Hirst in mostra alla Galleria Gagosian di Roma

Giorno 3

L’ultimo giorno inizia da uno dei parchi più grandi di Roma: Villa Borghese che, con un’estensione di circa 80 ettari, ospita al suo interno diversi edifici e musei oltre ad un piccolo lago. Il parco è accessibile da diversi ingressi, ma se si vuole visitare la Galleria Borghese l’accesso più comodo è da via di Porta Pinciana. All’interno si trovano i più importanti gruppi scultorei di Gian Lorenzo Bernini, e capolavori di Tiziano, Raffaello, Domenichino, Correggio, oltre che una sezione dedicata al pittore più noto del XVII secolo: Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio

All’uscita sarà piacevole passeggiare nel parco, proseguendo in direzione della terrazza del Pincio. Una breve rampa di scale conduce da qui a Piazza del Popolo, con al centro la Fontana dei Leoni. 

Per proseguire l’itinerario occorre prendere la metro A a Flaminio, cambiando a Termini per la linea B, in direzione Circo Massimo. L’antico stadio, fatto realizzare da Augusto per le grandi corse coi carri, è stato di recente valorizzato con l’apertura di un piccolo spazio espositivo per comprendere la storia del luogo.

Salendo lungo il colle dell’Aventino si incontra il Roseto comunale, particolarmente suggestivo in primavera e, poco oltre, il Giardino degli Aranci, luogo ideale per concedersi una pausa relax e scattare qualche fotografia da una delle più belle terrazze panoramiche della città.

Sul colle si trovano molte chiese interessanti, come Santa Sabina e Sant’Alessio. Poco più avanti c’è il complesso dell’Ordine dei Cavalieri di Malta: guardare attraverso la serratura del portone è un’esperienza da non perdere. Da qui, percorrendo viale Aventino, si raggiunge la Piramide Cestia, imponente tomba realizzata nel I sec a.C. per il pretore Caio Cestio. 

Alle spalle della Piramide si trova il Cimitero acattolico caratterizzato da sepolture monumentali immerse nel verde dove riposano, tra gli altri, il poeta inglese John Keats e l’amico Percy Shelley e l’italiano Antonio Gramsci.

Si raggiunge così in pochi passi il cuore del rione Testaccio, dove si può notare una piccola altura, chiamata Monte dei Cocci: una collina artificiale formata dall’accumulo di frammenti di anfore usate per il trasporto delle merci. Dal termine latino “testae” (cocci) deriva il moderno nome del quartiere. La zona è ideale anche per una tappa gastronomica. Oltre ai classici ristoranti e pizzerie, merita una sosta il nuovo mercato rionale.

 

Mura Aureliane Fonte: Zetema Roma, dal 3 luglio aprono i camminamenti delle Mura Aureliane

 

Fonte: Turismo Roma

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