Santa Maria ad Cryptas: gli affreschi della chiesa abruzzese

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affreschi via abruzzoturismo

Nei pressi dell’Aquila, la chiesa rappresenta con il suo ciclo di affreschi un vero e proprio gioiello della pittura medievale di carattere sacrale.

La Chiesa di Santa Maria ad Cryptas, a Fossa (Aq) rappresenta un vero e proprio caposaldo dell’arte medievale abruzzese abbracciando ben tre secoli di storia, ed è pertanto un vero e proprio museo di immagini figurative. La facciata a forma di capanna presenta un portale, ad arco acuto con leoni in pietra e pilastri, che, pur conservando le caratteristiche proprie dell’arte abruzzese, è uno dei primi esempi locali ispirato alle forme gotiche.

L’interno segue il modello cistercense con una sola navata divisa in tre campate conclusa da un presbiterio di forma quadrata. Di fronte al presbiterio la scaletta che conduce alla piccola cripta, che secondo gli storici era originariamente un ipogeo dedicato al culto della dea Vesta.  

Ma l’assoluta particolarità di Santa Maria ad Cryptas risiede nei cicli d’affreschi che ne ricoprono interamente l’interno, opera di artisti bizantino-cassinesi e di pittori di scuola toscana che riaffrescarono la parete settentrionale riedificata in seguito al terremoto del 1313. 

 

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Gli affreschi: descrizione e temi

Attribuiti in gran parte a Gentile da Rocca e Sebastiano di Nicola da Casentino appartengono al grande filone di cicli pittorici del Duecento abruzzese che comprende quelli dell’oratorio di San Pellegrino a Bominaco, di San Tommaso a Caramanico e parte dei dipinti di Santa Maria di Ronzano.

È datato agli ultimi anni del Duecento e probabilmente tra il 1264 e il 1283, cioè tra la costruzione della chiesa di Bominaco e la realizzazione della tavola raffigurante la Madonna che allatta, dipinta da Gentile da Rocca, artista locale, per la chiesa di Fossa ed oggi conservata al Museo Nazionale d’Abruzzo dell”Aquila.

Gli affreschi raccontano la storia del genere umano creato per la felicità ma poi perduto a causa del peccato. Bizantino è il tondo nel quale è inserita l’immagine del Cristo in Maestà. Richiama l’antica mandorla orientale, simbolo di vita e di rinascita, che si ritrova anche all’interno dell’edicola posta sulla parete di destra della chiesa. Qui è raffigurata l’Assunzione e l’Incoronazione della Vergine.

 

Affreschi di Santa Maria ad Cryptas. Via AbruzzoTurismo.

Affreschi di Santa Maria ad Cryptas. Via AbruzzoTurismo.

 

La Creazione

Singolare è poi l’Allegoria degli ultimi Sei mesi dell’anno espressione delle fatiche umane relative ai diversi momenti dell’anno,  espressioni del lavoro umano ciclico e continuo in linea con il concetto di divenire della vita dell’uomo. Gli affreschi ricoprono gran parte della chiesa.

La Genesi prevede la raffigurazione di un Dio senza barba e molto giovane che separa il sole dalla luna, simbolo della separazione del giorno dalla notte in posizione centrale tra le onde da un lato e le spighe dall’altro, che simboleggiano rispettivamente le acque e la terra e la loro separazione.

Seguono poi La Divisione del Bene dal Male, la Creazione degli Animali,  la Creazione di Adamo e la Creazione di Eva, il monito dell’Eterno, espresso attraverso i versi biblici contenenti il divieto di mangiare dell’albero della vita. Chiude infine la rappresentazione del Peccato Originale e della Cacciata dal Paradiso Terrestre. Sono divisi dalla porta dell’Eden custodita dal cherubino, un angelo con sei ali che sta a delimitare il confine tra l’Eden e la Terra.

 

La Creazione. Via AbruzzoTurismo.

La Creazione. Via AbruzzoTurismo.

 

Altre raffigurazioni

Due campate della parete destra sono dedicate a varie raffigurazioni. Sei personaggi all’interno di altrettante nicchie  con un messaggio (I profeti), due Santi Cavalieri. A sinistra San Giorgio trafigge il drago. A destra invece sono San Martino, i Tre Patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe, che portano in braccio piccole figure che rappresentano gli Eletti in cielo.

Nel Presbiterio la narrazione della Passione inizia con cinque figure non identificate, recanti in mano un libro e,  basso,  la rappresentazione dell’Ultima cena a sinistra e il Bacio di Giuda a destra, Cristo Pantocrato, a sinistra San Giovanni Battista e San Paolo, a destra San Pietro e San Giovanni Evangelista, la Flagellazione e  la Crocefissione, la Deposizione.

Al di sotto di questa scena vi è un riquadro con il ritratto del committente che, dal costume e dallo scudo crociato, possiamo ipotizzare fosse un cavaliere e accanto a lui altri personaggi abbigliati secondo l’uso del tempo. Sulla parete destra in alto troviamo cinque santi, di cui solo tre identificati, San Simeone, San Jacopo e San Luca.

 

deposizione via abruzzoturismo

Deposizione. Via AbruzzoTurismo.it.

 

Il Giudizio Universale e la Vita della Vergine

Il ciclo del Giudizio Universale è poi uno dei cicli più antichi in Abruzzo con il Cristo affiancato da Angeli suonatori, le Anime Elette e a destra quelle Dannate, tra le quali alcuni monaci che rappresentano la Giustizia Divina, la Resurrezione dei morti, San Michele Arcangelo che pesa le anime su una bilancia con accanto la Vergine, l’Inferno che viene descritto in maniera cruenta con le anime dannate sottoposte a orribili torture da parte dei Demoni.

Gli Episodi della vita della Vergine, realizzati intorno alla fine del Trecento probabilmente da artisti di scuola toscana. sono di stile tipicamente giottesco per l’ambientazione architettonica delle scene, il ritratto di profilo dei personaggi o la ricerca spaziale e di movimento delle figure, l’inserimento, tra una scena e l’altra, di fasce decorative che richiamano i fregi utilizzati da Giotto nel suo campanile.

L’Annunciazione fu realizzata da Sebastiano di Nicola da Casentino nel 1486.

Fonte: AbruzzoTurismo.

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