Trentino, in bici nella natura al profumo di vini e mele

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Trentino Mountain bike in Val di Fassa. Photo by: APT Fassa

Dalle vette delle Dolomiti alle sponde del Lago di Garda, pedalare in Trentino è un’appagante esperienza a tutta natura: 5 itinerari da non perdere.


Dalle vette delle Dolomiti alle sponde del Lago di Garda, pedalare in Trentino è un’appagante esperienza green tra fiumi e laghi, boschi e prati. E mentre vigneti e meleti invitano a gustare i sapori del territorio, i castelli medievali testimoniano un passato importante: ecco 5 itinerari total green. Scenari sui quali si avvicenda anche il Giro d’Italia.

1. Ciclabile delle Dolomiti

La pista attraversa le Valli di Fassa e di Fiemme, dove durante la bella stagione lo scioglimento delle nevi invernali scopre gli ampi prati verdi e le rocce candide di Dolomia, sullo sfondo delle maestose Dolomiti del Latemar e del Catinaccio.

Il tracciato si snoda tra boschi di abeti e larici per quasi cinquanta chilometri, da percorrere lentamente costeggiando il torrente Avisio. Ricalca in gran parte quella della celebre Marcialonga, la più importante competizione italiana granfondo di sci di fondo che si disputa l’ultima domenica di gennaio.

Si parte da Alba di Canazei in Val di Fassa e si raggiunge la piana di Moena, per poi spingersi fino a Molina di Fiemme. È possibile percorrerlo anche in senso contrario.

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2. Ciclabile dei laghi

La ciclopedonale della Valle dei Laghi parte dalle sponde del Lago di Garda e risale interamente la Valle dei Laghi. Si snoda come un lungo nastro tra natura, cultura e storia del territorio trentino. Si parte da Riva del Garda costeggiando strettamente il fiume Sarca per quaranta chilometri, per poi addentrarsi tra castelli, vigneti e specchi lacustri come Cavedine, Santa Massenza, Toblino.

Sul percorso merita una visita Arco di Trento, meta vacanziera della nobiltà asburgica situata ai piedi della rupe su cui si ergono i resti del castello. Attraversando l’affascinante paesaggio delle Marocche si arriva al minuscolo paese di Sarche. Qui il percorso può terminare oppure proseguire su diramazioni molto più impegnative per ciclisti più esperti.

3. Lungo il corso dell’Adige

L’itinerario cicloturistico parte da Rovereto, importante località culturale che richiede subito una visita al celebre Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Poi prosegue intrecciando natura e storia. Si incontrano i vigneti della Vallagarina che invitano a tappe di degustazione in cantina, il biotopo del Taio, riserva naturalistica perfetta per il birdwatching degli uccelli migratori.

Inoltre, tante fortificazioni medievali sulle sponde dell’Adige, come l’imponente Castel Beseno raggiungibile, volendo, con una faticosa salita di due chilometri. Al ritorno si attraversa anche l’avveniristico ponte ciclabile di Nomi. Il percorso è totalmente pianeggiante e si sviluppa interamente su strade asfaltate vietate al traffico veicolare.

4. Tra i meleti della Val di Non

Una rilassante pedalata su stradine di campagna e piste ciclabili attraverso la celebre distesa di meleti a perdita d’occhio, puntellati da castelli e antiche dimore nobiliari. È la zona definita delle Quattro Ville, che offre panorami mozzafiato sulle catene montuose circostanti. Come quello imperdibile di Castel Cles, la tappa principale, dove fermarsi ad ammirare da un’altura il sottostante Lago di Santa Giustina.

Scendendo verso sud meritano una visita, rigorosamente guidata, Castel Valer e Castel Nanno, residenze private immerse nel Parco Naturale Adamello Brenta. Il percorso è adatto a tutti perché privo di difficoltà, naturalmente concedendosi tappe di degustazione delle famosissime mele del territorio.

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5. Ciclabile della Valsugana

Un itinerario cicloturistico adatto a tutti immerso nella natura della Valsugana, che conduce fino al confine con il Veneto. Si pedala per ottanta chilometri tra i profumi e i colori dei meleti in fiore e dei campi coltivati, costeggiando prima il lago di Caldonazzo e poi il fiume Brenta, e incontrando piccoli e caratteristici borghi di montagna. Per chi ha poco tempo a disposizione è estremamente piacevole e rappresentativo anche soltanto il tratto iniziale, da Pergine a Borgo Valsugana, che conta circa 30 km.

Di recente la ciclabile ha anche conquistato il premio della stampa agli Italian Green Roads Award 2020, l’Oscar italiano del cicloturismo per le più belle vie verdi della penisola capaci di amalgamare territorio, cultura ed eccellenze gastronomiche.

Fonte: Agenzia Nazionale Turismo Italia

 

 

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