‘La Biblioteca di Dante’: a Roma i manoscritti che ispirarono il Vate

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1) Guillaume de Lorris - Jean de Meung, Roman de la Rose , © Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, Rom

Un’esposizione guidata da profondo spirito filologico, all’origine delle ispirazioni originali del Sommo Poeta.

Nell’opera dantesca, e nella Commedia in particolare, la tradizione della cultura classica, cristiana e medievale si ricapitola come in una summa: autori, libri, scuole di poeti e filosofi, enciclopedie, mitologie antiche e dogmi cristiani, scrittori canonici e autori più eccentrici vengono tutti riattraversati dallo sguardo di Dante, che scrivendo il suo testo ne riscrive simultaneamente la tradizione d’appartenenza. Questo è il tema della mostra La Biblioteca di Dante, a cura di Roberto Antonelli, Ebe Antetomaso, Marco Guardo, Lorenzo Mainini. Sarà aperta al pubblico fino al 16 gennaio 2022 a Palazzo Corsini, Roma.

In tal senso sapere di quali letture, di quali libri, si sia materialmente nutrita la cultura e la fantasia poetica dell’Alighieri ha da sempre costituito un interrogativo profondo tanto per i critici che per i lettori per arrivare a una comprensione più profonda della Commedia.

La ricerca tuttavia si scontra sull’evidenza che Dante non ebbe mai una vera e propria biblioteca, stabile e personale, come poi invece fu per Petrarca; non possediamo neppure autografi o libri sicuramente a lui appartenuti. Il dibattito su quali opere Dante abbia effettivamente letto e quali egli conoscesse solo per altrui citazioni o epitomi è pertanto ancora aperto e di grande rilevanza: il convegno e la mostra intendono offrire lo status quaestionis integrato con nuove ricerche mirate.

 

Dante e la cultura del Trecento a Mantova in mostra al Palazzo Ducale

 

L’esposizione

Nella mostra saranno per la prima volta esposte tutte le opere da Dante esplicitamente citate e presumibilmente lette, quindi parte d’una sua biblioteca ideale, secondo i più recenti accertamenti e secondo un percorso rappresentativo del suo iter intellettuale e poetico. Saranno esposti in larga prevalenza codici dei secoli XIII e XIV, ovvero libri che corrispondono alle tipologie manoscritte che Dante potrebbe aver praticato.

Saranno esposti inoltre alcuni codici provenienti dal fondo duecentesco della biblioteca di Santa Croce, il convento fiorentino che, secondo gli studi più recenti, potrebbe aver ospitato la prima formazione del poeta. I manoscritti saranno ordinati tematicamente e cronologicamente secondo lo sviluppo dell’opera dantesca, in base anche ai suoi possibili spostamenti prima e dopo l’esilio.

Saranno invece escluse tutte le opere che dalla critica sono state a lui ricondotte in base ad ipotesi, allusioni o riscontri degli interpreti moderni, spesso discordi, privilegiando invece quei testi, coi loro antichi libri, che con maggiore sicurezza permetteranno al visitatore di conoscere e d’esplorare i punti fermi della biblioteca dantesca.

Le sezioni

La mostra sarà articolata in sei grandi sezioni: 1) La Bibbia e la tradizione cristiana; 2) La tradizione classica: gli Auctores nella Vita nuova; 3) La tradizione romanza; 4) La tradizione classica dalla Vita nuova; 5) Retorica e trattatistica medievale; 6) Filosofia, scienza e teologia.

La partizione della mostra, che in più occasioni fa perno su un prima e un dopo la Vita nuova, vuole in tal modo distinguere due fasi della biografia dantesca e della sua biblioteca, quella riferibile alla vita fiorentina e quella, testimoniata nelle opere successive al libello giovanile, segnata invece dall’esilio.

Gli oltre 70 codici esposti provengono dalle maggiori collezioni italiane e internazionali. Sono tutti libri fondamentali per la comprensione della poesia e della cultura dantesca. Si segnalano i testi profetici di Gioacchino da Fiore, «il calavrese abate Giovacchino /di spirito profetico dotato», i diversi codici fiorentini provenienti dall’antica biblioteca di Santa Croce – il convento francescano che forse Dante frequentò prima del suo esilio e il manoscritto della Consolatio philosophiae di Boezio (Plut. 23 dex 11), glossata in volgare all’inizio del Trecento e ricordata dall’Alighieri come una delle sue letture fondamentali dopo la morte di Beatrice. O ancora il canzoniere della lirica trobadorica, il manoscritto corsiniano del Roman de la rose e l’Etica aristotelica della Biblioteca Nazionale di Napoli (VIII.G.25).

 

Un viaggio nelle Marche sulle orme di Dante

 

L’anno dantesco non è ancora finito

Con la mostra La Biblioteca di Dante si intende affrontare per la prima volta il problema di come è stato possibile il miracolo della Commedia. Su quali basi culturali ha potuto contare Dante nella composizione del poema e quali siano le ragioni di un successo ancora così straordinario.

Con   la mostra di statue e opere originali Con gli occhi di Dante, che aprirà il 25 marzo 2022, si affiancherà alla biblioteca letteraria, culturale e filosofica di Dante, anche quella figurativa e ambientale: un Dante a tutto tondo per celebrare il 700° della morte dell’Alighieri.

Il 25 marzo del 2022 aprirà anche la mostra dedicata alla Ricezione della Commedia dai manoscritti ai media. Rappresenta l’altra faccia, il completamento, nella lunga durata storica, della rappresentazione offerta sul versante creativo dalla prima mostra dedicata alla Biblioteca: la ricezione, ovvero come la Commedia è stata letta e diffusa e come ha agito sull’immaginario collettivo, fino ad oggi.

Organizzatori e partner

Un grande sforzo, dunque, probabilmente il più articolato e impegnativo dell’anno dantesco, reso possibile dall’impegno congiunto dell’Accademia Nazionale dei Lincei, di Intesa Sanpaolo, in particolare del Presidente emerito Giovanni Bazoli, del Presidente Gian Maria Gros-Pietro, di Stefano Lucchini, del presidente dell’Associazione Amici dei Lincei dott. Umberto Quadrino.

Ma anche dell’ENIT, dell’Istituto centrale per il patrimonio immateriale del Ministero della Cultura e delle tante istituzioni, musei e biblioteche.

Si segnala l’ impegno provenuto dalle grandi biblioteche storiche romane, ma anche lo sforzo generoso anche dalle biblioteche di  tutta l’Italia e l’Europa, e, ultimi ma non ultimi, dai contributi assicurati dal Comitato Nazionale dantesco.

Informazioni

La mostra è aperta dal lunedì alla domenica ore 10-19 (ultimo ingresso ore 17), chiusa il martedì.

Biglietti

Il biglietto integrato comprende la visita alla mostra e alla Villa Farnesina.

  Villa Farnesina Biblioteca Biglietto integrato
Ordinario 10 euro 5 euro 13 euro
Ridotto (over 65) 9 euro 3 euro 10 euro
Studente singolo 7 euro 2 euro 7 euro
Gruppo scuola 5 euro 2 euro 5 euro

 

Biglietto gratuito

  • Bambini fino ai 10 anni accompagnati dai genitori
  • Visitatori disabili con accompagnatore
  • Giornalisti con tesserino di riconoscimento valido
  • Guide turistiche autorizzate con tesserino

Il biglietto è acquistabile presso la Villa Farnesina, via della Lungara 230, www.villafarnesina.it

Fonte: Villa Farnesina.

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