Roma da brividi: 7 luoghi da visitare ad Halloween

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Roma cripta dei cappuccini

7 luoghi spaventosi da visitare a Roma in occasione della festività di Halloween. 


Mani mozzate, magia nera, suggestioni gotiche e spiriti senza pace: tra le tante anime di Roma ce ne è anche una dark. Scopriamo 7 luoghi spaventosi consigliati da Turismo Roma da visitare durante la giornata di Halloween.

1. Santa Maria dell’Orazione e Morte

Hodie mihi, cras tibi (“Oggi a me, domani a te”): è questa la scritta che accoglie il visitatore all’ingresso della chiesa fatta costruire nel Cinquecento dalla Compagnia dell’Orazione e della Morte.

Per una vera esperienza da brividi bisogna inoltrarsi nei sotterranei: la cripta è quanto resta dell’antico cimitero dove, fino all’Ottocento, la Compagnia diede sepoltura a più di 8mila morti, annegati nel Tevere, raccolti in campagna o nei luoghi più remoti della città. Il cimitero andò in gran parte distrutto quando furono innalzati i muraglioni sul Tevere, ma qui “riposano” ancora ossa e scheletri, alcuni con incisi sulla fronte l’anno di morte, la causa del decesso e il luogo del ritrovamento. 

2. Museo delle Anime del Purgatorio

La festa celtica di Samhain, da cui deriverebbe Halloween, segnava il momento in cui il velo che divideva la terra dei vivi da quella dei morti si assottigliava, rendendo possibile l’incontro con spiriti e fantasmi. A Roma, questa atmosfera sospesa si ritrova tutto l’anno in un piccolo museo dentro la chiesa del Sacro Cuore del Suffragio.

Le sue origini risalgono alla fine dell’Ottocento quando, dopo un devastante incendio, sulla parete dietro a un altare apparve l’impronta di un volto. Convinto che fosse il segno della presenza di un’anima del Purgatorio che chiedeva preghiere di suffragio, il sacerdote Victor Jouët iniziò a raccogliere in giro testimonianze simili. Ne risultò una collezione unica che lascia addosso una traccia di inquietudine.

3. Cripta dei Cappuccini

Nascosta nei sotterranei della chiesa di Santa Maria della Concezione, la Cripta dei Cappuccini è uno spaventoso cimitero “decorato” con le ossa di oltre 4.000 frati provenienti dall’antico cimitero dell’Ordine, raccolte tra il 1528 e il 1870.

In un tripudio di macabre composizioni, teschi, femori, tibie e ossa sparse formano lampadari, clessidre, orologi, colonnine, archi e molto altro ancora, o creano nicchie e strutture che accolgono i corpi mummificati di frati vestiti con l’inconfondibile saio marrone dall’ampio cappuccio. Ognuna delle cinque cappelle che la compongono porta il nome delle ossa con cui sono stati eseguiti i decori e contiene, secondo la tradizione, terra santa trasportata dalla Palestina o da Gerusalemme. 

4. Castel Sant’Angelo

Si sa che le anime dei defunti sono solite indugiare nei luoghi che furono teatro della loro vita tormentata.

Può così accadere che un posto dalla bellezza strappacuore come Castel Sant’Angelo sia amato non solo dai turisti ma anche dai fantasmi: oltre ai prigionieri delle tetre carceri del castello, lo spirito più celebre è quello di Beatrice Cenci, decapitata per parricidio nel settembre 1599 in una cupa giornata di morte e delirio, accompagnata al patibolo da urla, singhiozzi e gemiti di una folla divisa tra innocentisti e colpevolisti.

Ogni anno, nella notte tra il 10 e l’11 settembre, secondo la leggenda Beatrice si aggira sul ponte con la testa sottobraccio, in cerca dell’amato fratello Bernardo. 

5. Torre degli Annibaldi

Nella Roma del Duecento, quando la città era nelle mani di poche grandi casate baronali, il cognato di papa Innocenzo III, Pietro Annibaldi, si decise a innalzare sulle rovine di un ninfeo di età repubblicana un’alta torre che mostrasse a tutti la potenza della sua famiglia. I Frangipane, suoi acerrimi nemici, cercarono in tutti i modi di ostacolarne la costruzione, lanciando frecce e pietre dalla loro fortezza sul Colosseo. Ma invano.

Severa e massiccia, la torre incute tuttora un certo timore e conserva un aspetto stranamente sinistro. Sarà forse per il macabro aneddoto che la riguarda: sulle sue mura, ai piedi della Lupa Capitolina che all’epoca era posta qui a decorarne l’ingresso, erano inchiodate le mani mozzate dei ladri sorpresi a rubare in chiesa. 

6. Fonte di Anna Perenna

Se i luoghi hanno un’anima e sanno trasmettere il ricordo degli avvenimenti passati, i resti emersi durante gli scavi per un parcheggio a piazza Euclide andrebbero presi con le molle.

Le iscrizioni murate nella fonte riportano il nome di Anna Perenna, una delle più antiche e misteriose divinità del pantheon romano, festeggiata alle Idi di marzo. La fonte rimase in uso per ben dieci secoli, forse proprio in virtù delle pratiche magiche che vi si svolgevano. Il fango rappreso ha infatti restituito una ventina di lamine di piombo con defixiones, cioè maledizioni, lanciate ad amanti, mariti, congiunti, oltre a un poco rassicurante pentolone di rame bruciato e a contenitori sigillati con all’interno “bamboline voodoo” infilate a testa in giù, fatte di un impasto di acqua, farina e miele.

Gli appassionati del genere possono farsene un’idea al Museo Nazionale Romano presso le Terme di Diocleziano, dove sono conservati molti degli oggetti ritrovati. 

7. Complesso del Buon Pastore

Nella Valle dei Casali, in un quartiere trafficato lontano dalle rotte turistiche, si trova la cittadella visionaria tirata su tra il 1929 e il 1938 da Armando Brasini come sede di una congregazione di suore. Utilizzato come ospedale e sanatorio militare, dal 1969 il complesso ospita alcuni istituti scolastici. Alchimista e onirico, maledetto e affascinante, il suo architetto era morto emarginato e dimenticato solo pochi anni prima, dopo aver realizzato, tra l’altro, il monumentale e lugubre Ponte Flaminio e Villa Manzoni sulla via Cassia, i cui ruderi sono circondati da una particolare fama sulfurea. 

 

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Fonte: Turismo Roma

 

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