Sport e svago nell’Antica Roma, itinerario insolito nella Capitale

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Gli antichi Romani sapevano come passare il tempo: tra terme, teatri, stadi e anfiteatri, erano tanti i luoghi che assicuravano il divertimento a tutti i ceti sociali. Oggi tracciamo un itinerario insolito nella Capitale, tra i più importanti luoghi dello sport e dello svago nell’antica Roma.


Bisogna chiedere agli dèi che la mente sia sana nel corpo sano.

Giovenale

Da sempre Roma è una delle mete turistiche più visitate al mondo, grazie alle meraviglie architettoniche e artistiche che presenta in ogni angolo. La nostra capitale offre la possibilità di avventurarsi in mille percorsi: ci si può perdere nelle svariate epoche che hanno accompagnato la sua storia, e magari immedesimarsi nei personaggi storici che hanno fatto la sua grandezza. Tra gli innumerevoli cammini che possiamo intraprendere per visitare la città, oggi vogliamo proporre un itinerario insolito che ha come tema lo sport e lo svago nell’antica Roma.

Per il popolo romano l’intrattenimento aveva grande importanza, perché si alternava alle ore dedicate al lavoro e dava modo di far riposare il corpo e la mente. L’attività sportiva era vista come un’occasione di spettacolo: venivano praticati il pugilato, la lotta, e altre discipline come il lancio del disco. A differenza però della Grecia, dove il successo nello sport era simbolo di elevazione fisica e spirituale dell’atleta, a Roma ne veniva esaltata proprio la componente spettacolare e (spesso) aggressiva. Alcuni imperatori tuttavia cercarono di ridimensionare questa concezione, e fecero costruire diverse opere a favore di uno sport volto più a fortificare il fisico che a distruggerlo.

Altrettanto importante per i Romani era il teatro. Venivano infatti organizzati numerosi spettacoli in occasione di feste religiose, che includevano vari generi come la commedia, la tragedia e la farsa, accompagnati da mimi e danze.

Non da ultimo, gli antichi Romani amavano prendersi cura del proprio corpo andando alle terme, che erano un’occasione per conversare e socializzare. Questa era un’attività accessibile a chiunque, in quanto la maggior parte delle terme aveva un accesso gratuito.

Ecco le 5 tappe del nostro itinerario sulle tracce di sport e svaghi nell’antica Roma.

1. Stadio di Domiziano

Inaugurato nell’86 d.C., è il primo e unico esempio di stadio romano realizzato in muratura e uno dei più importanti esempi di architettura di epoca imperiale. Una struttura imponente, di 275 metri in lunghezza per 106 di larghezza, che poteva contenere circa 30.000 spettatori (più o meno la metà del Colosseo). Oggi l’area archeologica che ne conserva i resti si trova nei sotterranei di Piazza Navona, a 4,5m sotto il livello della strada.

L’imperatore Domiziano fece costruire lo stadio in occasione del Certamen Capitolino Iovi, gara sportiva ispirata ai giochi olimpici. L’intento era di convincere il popolo romano a praticare sport non violenti, come la corsa, prendendo esempio dai greci. Ma l’operazione non ebbe un grande successo: i Romani consideravano l’atletica uno sport “poco virile”, proprio perché non cruento, e persino immorale, per la nudità degli atleti. Niente a che vedere con gli spettacoli sanguinosi del Colosseo!

 2. Anfiteatro Flavio

Non poteva mancare nel nostro itinerario lui, il monumento più famoso di Roma, diventato simbolo dell’Italia intera: l’Anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo. Fu costruito tra il 70 e l’80 d.C. nell’area tra i colli Palatino, Esquilino e Celio, per volere dell’imperatore Tito Flavio Vespasiano, da cui prende il nome. L’architettura è costituita da una struttura in travertino sopraelevata, al cui centro si trovava una grande arena in tufo. All’esterno la maestosa facciata è formata da quattro ordini architettonici, i primi tre con arcate e semicolonne, il quarto con alternanza di riquadri e finestre. L’anfiteatro Flavio ospitava abitualmente i cruenti combattimenti dei gladiatori e le simulazioni di caccia con animali esotici, al cospetto di un pubblico di circa 50mila spettatori.

Una curiosità di toponomastica: secondo le teorie più accreditate, il soprannome “Colosseo” non deriverebbe dalle dimensioni “colossali” dell’anfiteatro, ma dal fatto di essere stato costruito nei pressi della statua del “colosso” di Nerone, oggi andata distrutta.

3. Teatro di Marcello

Fu Giulio Cesare a ordinare la costruzione del Teatro di Marcello, nella zona a sud del Campo Marzio a metà strada tra il Tevere e il Campidoglio, per rivaleggiare con il teatro edificato da Pompeo. Ma fu Augusto a portare a termine l’ambizioso progetto del padre adottivo, nel 17 a.C. E fu sempre lui a dedicare l’opera al nipote Marcello, destinato alla successione, ma morto inaspettatamente a Baia nel 27 a. C. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un’architettura maestosa, formata da una facciata in travertino a tre ordini con sontuose decorazioni.

Una gradinata di marmo all’interno del teatro accoglieva il pubblico giunto ad assistere agli spettacoli: non solo rappresentazioni teatrali, ma anche gare di poesia e competizioni musicali, com’era di moda al tempo. La scena era ornata da colonne e statue di marmo bianco, che rendevano le rappresentazioni particolarmente suggestive. Per edificare l’imponente teatro fu necessario spostare alcuni edifici circostanti, come il tempio di Apollo, di cui ancora oggi possiamo ammirare il podio con le tre colonne nell’area antistante il teatro.

4. Piazza Navona


È senza dubbio una delle piazze più celebri di Roma
 e occupa l’area dell’antico Stadio di Domiziano, di cui ancora conserva la pianta concava. Il nome “Navona” deriva dal latino “Agones”, che indicava appunto i giochi che venivano disputati all’interno dello stadio. L’utilizzo ludico della piazza si protrasse anche nei secoli successivi, quando l’area venne utilizzata per organizzare corse di cavalli e feste popolari.

Fino a metà del XIX secolo, durante l’estate era usanza bloccare le chiusure delle tre fontane in modo che l’acqua allagasse la piazza e i romani potessero trovare così refrigerio. Oggi Piazza Navona è considerata uno splendido esempio di architettura gotica, grazie alle numerose opere architettoniche e scultoree come

  • la Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini;
  • la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, iniziata da Carlo e Girolamo Rainaldi e terminata poi dal Borromini;
  • Palazzo Pamphilj, eretto sempre da Girolamo Rainaldi, sede dell’ambasciata del Brasile dal 1960.

5. Terme di Caracalla

Questo complesso termale è tra i più sontuosi e meglio conservati dell’antica Roma. Fu voluto dall’imperatore Caracalla e costruito tra il 212 e il 216 d.C. sul Piccolo Aventino, vicino alla Via Appia. Il nome originale è Thermae Antonianae, poiché deriva dal vero nome di Caracalla, ossia Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto.

L’edificio è a pianta rettangolare e all’interno gli ambienti sono suddivisi secondo il tipico schema: calidarium, tepidarium, frigidarium e natatio.

Questi diversi ambienti davano modo alle persone di acclimatarsi, facendo di volta in volta il bagno in vasche con acqua a diverse temperature, per rilassare e tonificare il corpo. Oltre a fare il bagno, qui i Romani amavano praticare dello sport e passeggiare, sfruttando sia le sontuose sale riccamente decorate che i giardini.

 

 

 

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