Intervista a Andrea Angelucci, esploratore-archeologo dell’Italia nascosta a due passi dalle città


Andrea Angelucci, archeologo, scrittore e conduttore tv, si racconta a TgTourism: le sue passioni, i suoi viaggi, la sua esperienza televisiva con il programma “Art Rider” su Rai5 e il suo nuovo libro, che ci porta alla scoperta dell’Italia nascosta “a due passi” dalle grandi città.


Archeologo, guida turistica, travel blogger, conduttore televisivo. A soli 35 anni, Andrea Angelucci ha già portato a segno una quantità invidiabile di successi professionali. Ma i suoi occhi, mentre racconta le sue esperienze e i suoi sogni, sembrano guardare sempre avanti: verso nuovi traguardi, nuove passioni e nuove mete da esplorare.

Mete non solo metaforiche: perché Andrea si considera prima di tutto un instancabile esploratore, romantico e un po’ vecchio stampo, in perfetto stile Indiana Jones. I suoi viaggi seguono il desiderio frenetico di scoprire nuovi orizzonti, di appagare un’incessante fame di conoscenza.

Pochi compagni hanno il coraggio di seguirlo in queste avventure, come lui stesso ammette: “Non sono un ottimo compagno di viaggio: quando viaggio divento iperattivo, perché devo approfittare il più possibile di quel momento”. In compenso, sono moltissimi i compagni di viaggio che è riuscito a coinvolgere, almeno virtualmente. Sono i telespettatori che hanno seguito il suo programma tv, Art Rider, prodotto da GA&A Productions in collaborazione con Rai Cultura e trasmesso da Rai 5. Un nuovo format che, come suggerisce il titolo, nasce con l’idea di portare l’arte dritta nelle case degli spettatori italiani, affamati di cultura, come fanno gli ormai noti rider che consegnano i pasti a domicilio.

In due stagioni e 12 puntate, Andrea Angelucci ha tracciato itinerari insoliti in luoghi spesso estranei ai circuiti di massa, ma non per questo meno affascinanti. E l’ha fatto proponendo un nuovo modo di viaggiare, più attento alla storia del posto, più rispettoso della bellezza dei luoghi: “Perché chi viaggia consapevole viaggia due volte”, questo è il suo motto.

Ancora non si sa se Art Rider proseguirà con una terza stagione. Quel che è certo, è che Andrea Angelucci non ha intenzione di aspettare con le mani in mano. E ha iniziato a ingannare l’attesa scrivendo il suo primo libro, fresco di stampa per Rizzoli: Fuori porta. Itinerari a due passi dalle città. Di nuovo si reinventa, posando per un attimo le vesti del conduttore tv e indossando quelle dello scrittore. Ma è sempre il cuore dell’archeologo a guidarlo in tutte le sue scelte professionali e artistiche, lo stesso cuore che batte tra le pagine di questa guida fuori dal comune. “È uno spunto per portare le persone fuori porta: fuori porta di casa, ma soprattutto fuori dalla porta della città. Non è una guida di viaggio esaustiva: dei luoghi do alcune suggestioni, poi sarà la persona che andrà lì che dovrà approfondire. È uno stimolo a fare quello che faccio io: approfondire, crearsi da soli il proprio viaggio”.

L’intento alla base del libro è lo stesso che anima Art Rider: condurre gli italiani alla scoperta del proprio inestimabile patrimonio culturale, su nuove rotte che, per quanto storiche, sono ancora poco valorizzate. L’obiettivo è sempre l’Italia, ma i tracciati sono inediti rispetto al programma tv. Dodici itinerari che hanno origine in cinque grandi città italiane, da nord a sud: Milano, Roma, Napoli, Bari, Palermo. E da qui virano con decisione per svelarci destinazioni poco note ma sorprendenti, facilmente raggiungibili in un fine settimana.

Andrea Angelucci, “Fuori porta. Itinerari a due passi dalle città”, Rizzoli 2021.

Ogni itinerario è accompagnato da una cartina, la lista dei luoghi da vedere con distanze e tempi di percorrenza e gli acquerelli di Andrea, che rappresentano le attrazioni notevoli delle varie località.

Gli acquerelli nel libro sono tutti inediti, anche se il format non è nuovo ai follower dell’influencer-archeologo: la sua pagina Instagram trabocca di immagini tratte dal suo taccuino di viaggio. I disegni si solito li realizza prima, nella fase di pianificazione del viaggio, “che, insieme al ricordo del viaggio, è più importante del viaggio stesso: perché il viaggio dura poco, è un attimo” dice Andrea. Quindi, prima di ogni viaggio, Andrea studia minuziosamente i luoghi che andrà a visitare, prende appunti sul taccuino, disegna i monumenti che vedrà. Poi, una volta arrivato alla meta, fotografa il disegno accanto al suo corrispettivo reale: “È come dire ecco, alla fine ci sono arrivato, ho raggiunto questo obiettivo. Mi piace perché riassume quel fascino romantico che avevano gli esploratori di una volta, che non potevano scattare foto ed erano costretti a disegnare per ricordare il viaggio compiuto”.

Roma, città d’origine di Andrea Angelucci, meriterebbe invece una monografia a parte: “Chissà, magari un giorno” dice lui sorridendo. Anche la Città Eterna, meta prediletta dai turisti di tutto il mondo, nasconde ancora dei tesori dimenticati, da riscoprire. Un esempio? “Vicino alla Basilica di Santa Maria Maggiore c’è Santa Prassede, chiesa piccolissima e poco conosciuta. La cappellina laterale di san Zenone del IX secolo d.C. ha mosaici splendidi quanto quelli di Ravenna, è una chicca che stupisce anche i romani”, svela Angelucci.

Quali saranno le prossime destinazioni che vorrà raggiungere questo inquieto giramondo? “Direi sicuramente l’Egitto. È il sogno di ogni archeologo: ha un patrimonio sterminato, che necessiterebbe di continue visite. Ma potrei dire anche l’Albania: sono luoghi vicini a casa, dove però puoi scoprire un mondo inaspettato”.

 

L’intervista completa:

 

 

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