Il Foro Boario: il Tempio Circolare di Ercole e l’Arco di Giano, il misterioso dio bifronte


Passeggiata lungo la riva sinistra del Tevere, nei pressi del Foro Boario, antica area commerciale di Roma.


A pochi passi dal Circo Massimo una passeggiata al Foro Boario è l’ideale per chi vuole fare un viaggio nel mito. È qui che accadde qualcosa di leggendario. Ercole, eroe greco figlio del dio Zeus, arrivò in questa zona dopo la sua decima fatica, cioè catturare il bestiame di Gerione, mostruoso  re dell’Erizia. E fu proprio lì, sulla riva sinistra del Tevere, mentre l’eroe passava con i suoi buoi, che Ercole fu attaccato da un gigante di nome CACO, che tentò di derubarlo. Ercole, furibondo, lo uccise e gli antichi abitanti del Palatino, per celebrare la sua vittora, gli dedicarono un altare: l’Ara Maxima. Di questa opera onoraria rimane solo qualche resto nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin, famosa per la Bocca della Verità. Qui possiamo anche ammirare il Tempio Circolare di Ercole Vincitore, che alcuni confondono con Tempio delle Vestali.

La storia

Questa zona era un’importante area commerciale. Prima che gli Etruschi la bonificassero, era la palude del Velabro, proprio dove fu trovata la cesta di Romolo e Remo. Grazie alla vicinanza con il Tevere la zona era luogo di attività commerciali tra gli abitanti del Palatino e dell’Aventino, diventando poi mercato specializzato nella vendita di bestiame. Passeggiando in questo antico mercato, potete ammirare il Tempio di Portuno, dedicato alla divinità fluviale di Portunus, e il Tempio di Ercole Vincitore. Entrambe i monumenti sono dell’Età Repubblicana (II secolo a.C) e sono poi stati trasformati in chiese nel Medioevo. 

Arrivati di fronte al Tempio di Ercole Vincitore potrete apprezzarne l’architettura, composta da 20 colonne corinzie. Girategli intorno per cogliere al meglio i dettagli e fermatevi ad ammirare la Fontana dei Tritoni, in piazza Bocca della Verità. Poi, attraversando la strada, troverete quello che si pensava essere l’Arco di Giano

Roma: dove tutto ebbe inizio

L’arco di Giano

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Arco di Giano

Il misterioso dio bifronte Giano era molto caro ai romani. Si tratta del dio dai due volti, quello anziano e quello giovane, che rappresenta il passato e il futuro. L’arco di Giano, insieme al Tempio di Ercole Vincitore è sicuramente il protagonista del Foro Boario. Ma non tutti sanno, che non è a Giano che è dedicato l’arco che prende il suo nome. Pare infatti che gli antiquari della Roma rinascimentale avessero erroneamente attribuito al dio dai due volti questo monumento. L’errore nasce dalla singolarità dei quattro ingressi verso i quattro punti cardinali della pianta dell’edificio, che vennero attribuiti alle due facce del dio Giano. In realtà quello che state osservando è un arco celebrativo dedicato a Costantino dai figli. Un arco che, però, Costantino non vide mai perché fu fatto costruire solo dopo la sua morte. 

Dopo aver apprezzato il monumento, prima di entrare dentro il portico della Bocca della Verità, fate un salto a San Giorgio al Velabro, che è proprio dietro l’Arco di Giano. Si tratta di una delle poche chiese medievali ancora conservate con l’impianto dell’epoca e si chiama San Giorgio al Velabro perché all’interno sono conservate le spoglie di San Giorgio e si trova non lontano dalla zona paludosa del Velabro, dove fu rinvenuta la cesta di Romolo e Remo. Infatti, la parola Velabro viene dal latino velus che significa palude. 

 

La Bocca della Verità: tra storia e leggenda
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