Van Gogh: la mostra a Roma dall’8 ottobre


Dall’8 ottobre 2022 al 26 marzo 2023, Palazzo Bonaparte ospita le opere e gli scritti di uno degli artisti più amati al mondo. Un percorso espositivo per raccontare la vita del pittore olandese celebre per la sua creatività, genialità e follia


A 170 anni dalla sua nascita, le opere di Vincent Van Gogh approdano a Roma per raccontare la vita tormentata del pittore olandese. La sua arte non ha mai convinto i suoi contemporanei. Ma ha conquistato le generazioni successive che tuttora vedono nel suo modo di esprimersi una personalità geniale e uno stile fuori dal comune. Dall’8 ottobre, Palazzo Bonaparte ospiterà una mostra a lui dedicata che sarà visibile fino a marzo 2023. Non c’è occasione migliore per visitare la capitale e farsi catturare dalle pennellate dense e dai colori accesi di Vincent Van Gogh. E per chi ama la storia dell’arte non resta che prenotare un soggiorno all’Eitch Borromini. Storico edificio progettato dal Borromini nel XVII secolo con affaccio su Piazza Navona, vicinissimo a Palazzo Bonaparte.

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Vincent Van Gogh

Una vita tra genialità e follia, uno stile pittorico inconfondibile e una personalità eclettica capace di affascinare chiunque. Alla vigilia dei 170 anni dalla sua nascita, arriva a Roma la grande e più attesa mostra dell’anno dedicata al genio di Van Gogh. Dall’8 ottobre 2022 al 26 marzo 2023, Palazzo Bonaparte ospiterà un percorso espositivo che ripercorre la vita del pittore olandese, conosciuto come uno degli artisti più misteriosi e incompresi della storia dell’arte. Più di 50 opere provenienti dal prestigioso Museo Kröller Müller di Otterlo e tante testimonianze biografiche per celebrarne la grandezza universale. Nato in Olanda il 30 marzo 1853, Vincent Van Gogh fu un artista caratterizzato da grande sensibilità e creatività, nonostante una vita tormentata.

Van Gogh: da domani le prenotazioni per la mostra a Roma

La mostra

La mostra ripercorrerà, seguendo un ordine cronologico, i periodi e i luoghi dove il pittore ha vissuto e tratto ispirazione. Da quello olandese, al soggiorno parigino, a quello ad Arles, fino a St. Riy e Auvers-Sur-Oise, dove mise fine alla sua vita, suicidandosi nel 1890 a soli trentasette anni. Il suo genio ha prodotto una serie sconvolgente di capolavori. Prendendo spunto dal mondo impressionista, per passare al puntinismo, alle pennellate dense, ai paesaggi dal colore acceso e intenso, fino ai più cupi ritratti di persone semplici che si guadagnano da vivere lavorando la terra. La mostra parlerà dell’artista non solo attraverso i quadri, ma anche attraverso alcuni dei suoi scritti da cui trapela l’interpretazione e lo studio che Van Gogh ha dedicato alle proprie opere. In particolare dalle famose “Lettere” al fratello Theo al quale confidava pensieri e stati d’animo. Tutte le opere esposte sono espressione della grandezza e dell’intenso rapporto con la verità del mondo di Van Gogh.

Le opere di Van Gogh

I visitatori avranno quindi modo di approfondire il periodo del soggiorno parigino in cui Van Gogh si dedicò ad un’accurata ricerca del colore sulla scia impressionista e a una nuova libertà nella scelta dei soggetti, con la conquista di un linguaggio più immediato e cromaticamente vibrante. Ma non solo, tra le opere più celebri ci sarà anche il famoso Autoritratto a fondo azzurro con tocchi verdi del 1887. Dove l’immagine dell’artista si staglia di tre quarti, lo sguardo penetrante rivolto allo spettatore mostra un’insolita fierezza e sembra confessare una complessità nascosta. Poi ancora, la sua apertura verso gli eccessi cromatici e il cromatismo che lo porteranno a realizzare l’immagine de Il Seminatore realizzato ad Arles nel giugno 1888, con la quale Van Gogh avverte che si può giungere a una tale sfera espressiva solo attraverso un uso metafisico del colore.

Organizzazione

Con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, la mostra è realizzata in collaborazione con il Kröller Müller Museum di Otterlo e curata da Maria Teresa Benedetti e Francesca Villanti. Aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 e nel weekend fino alle 21.00 con un biglietto d’ingresso che va dai 16,00 ai 18,00 Euro

Dove dormire

Eitch Borromini

Alle spalle di Piazza Navona si trova l’ingresso della struttura Eitch Borromini, antica dimora ospitata da un edificio progettato e realizzato dal Borromini fra il 1654 e il 1659. Si tratta infatti di un ramo di Palazzo Pamphilj, il Collegio Innocenziano. Una delle caratteristiche principali della struttura è la vista panoramica, che accompagna l’ospite in tutti gli ambienti. Sia la sala colazione che molte delle camere godono di affaccio su Piazza Navona. In particolare sulla Fontana dei Quattro Fiumi di Bernini, e sullo skyline del centro di Roma: dalla cupola del Pantheon a quella di San Pietro.

Terrazza Borromini

La stessa vista accomuna anche il Ristorante Terrazza Borromini, spazio unico ricavato al quarto piano nelle sale impreziosite dagli affreschi del Bernini, dove si trova la Galleria d’Arte Borromini, che si affacciano su Piazza Navona, con tavoli anche all’aperto quasi sospesi sulla piazza. Il Ristorante propone una moderna e curata cucina romana, cocktail bar ed è aperta ad eventi privati.

Gli interni

Al primo piano del palazzo si accede alla biblioteca privata dei Pamphilj, famosa per quantità e rarità di volumi e manoscritti e per l’affresco della volta eseguito da Francesco Cozza. Le camere di diversa tipologia spaziano dalla singola con letto Queen Size, alle Classic, fino alle Superior Suite, Suite Deluxe e Suite Executive con terrazzino privato. Le camere sono raffinate, intime e curate nell’arredamento, dispongono di letti extra-comfort e raffinati kit di cortesia Etro, minibar assortito, acqua di cortesia, bollitore elettrico con tè, caffè e tisane, accappatoio e pantofole da bagno, cassaforte, TV a schermo piatto con decoder Sky, Wifi gratuito.

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