Un’analisi di Confcommercio in occasione del Forum internazionale del turismo a Baveno. I turisti delle radici “influencer” in Italia.
L‘Italia delle radici, dei ricordi, di chi ha nonni o genitori italiani e vive all’estero. È su questo pubblico che potrà contare il turismo del 2024, dato ormai l’eterogeneità dei visitatori del mondo e il forte amore per l’Italia dei 6 milioni di italiani residenti all’estero, che se si contano i discendenti e gli oriundi arrivano ad 80 milioni. Ma il turismo delle radici non è selettivo e viaggia attraverso legami, sentimenti di affetto e molte altre relazioni di emotività. Diventano infatti 260 milioni secondo le stime i prossimi turisti delle radici, se si contano anche gli affini con legami parentali, chi ama e parla l’italiano e ammira i valori dell’italianità. Parliamo di una fotografia senza eguali di un paese che ha un successo strepitoso all’estero e gode di una reputazione “affettiva” unica al mondo.
Turismo delle radici
Quanto al turismo delle radici, poi, la cosa che sorprende di più è che non occorre fare tanta promozione. Si tratta di un successo naturale, portato avanti dalle comunità italiane all’estero, che parlano e raccontano dell’Italia, un luogo ameno che manca, a cui si fa ritorno per le feste più importanti, un posto che parla di famiglia e affetto. Ma non sono solo gli italiani residenti all’estero a farsi promoter del Belpaese, ma gli stessi discendenti che una volta rientrati consigliano le destinazioni preferite ad amici e parenti, facendosi influencer dell’Italia. Anche il livello di conoscenza dell’Italia si intensifica, perché non si tratta di viaggiatori occasionali. Il 61% di chi ha visitato l’Italia lo ha fatto per 3 volte e più in tutta la vita, e il 27% due volte. Parliamo quindi di un affetto molto significativo per il nostro paese.
C’è poi una nota comune nei racconti degli oriundi e degli italiani di seconda generazione, pare infatti che il 55% del tempo di viaggio da loro dedicato all’Italia non si concentri esclusivamente a delle visite alle terre d’origine ma a vedere l’Italia nel suo complesso. Amano trascorrere il tempo con i parenti e gli amici italiani, ma la maggior parte sceglie di dormire in alberghi o altre strutture di ospitalità turistica. Si tratta di turisti che seppur italiani, o estremamente filoitaliani, muovono un giro d’affari ragguardevole, in media 3100 euro a persona per viaggi di almeno due settimane, talvolta tre o quattro.
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I dati di Confcommercio
I dati commentati provengono da una ricerca di Confcommercio realizzata in collaborazione con Swg, TRA Consulting e Italyrooting consulting, pubblicata in occasione del Forum internazionale del turismo di Baveno. Uno studio che si delinea attraverso tre livelli di approfondimento del fenomeno del turismo delle radici: un’indagine dal punto di vista economico, una basata sulla ricerca demoscopica su turisti reali e potenziali, e una qualitativa. Le ultime due hanno previsto interviste che hanno coinvolto paesi quali Australia, Argentina, Brasile, Canada, Francia, Germania, UK e USA.
Il complesso di queste tre ricerche fanno emergere dati interessanti per comprendere il turismo delle radici e come devono agire gli operatori del turismo rispetto ai territori e su quali prodotti turistici specifici puntare per questa nuova e consistente fetta di pubblico. Qualcosa che possa attrarre in maniera decisiva il pubblico di discendenti italiani. L’imperativo in questo senso sembra essere il turismo dell’esperienza, un turismo che muova l’emotività, coinvolga ricordi e affetti in grado di stimolare legami con il territorio d’origine da parte dei visitatori delle comunità italiane all’estero.
Il Made in Italy vince sempre
L‘affetto per l’Italia da parte dei turisti delle radici coinvolge e tocca con mano tutte le risorse e ricchezze del nostro paese. Il loro viaggio in Italia non è mai a vuoto o fine a se stesso, porta sempre via un qualcosa da far conoscere una volta rientrati a casa. È il Made in Italy che vince e diventa souvenir, ma anche di più. Dai prodotti gastronomici, ai libri, all’abbigliamento, e ai gioielli più raffinata. Oggetti che parlano dell’Italia, che non fanno che accrescere l’interesse di chi non vi ha ancora fatto visita. In questo modo si eleva il Belpaese, in un’immagine di ricchezza e bellezza nel mondo, dalla cucina, all’arte e alla cultura in generale.
È questo che auspica Confcommercio per questo 2024 in arrivo. Che si confermi il successo italiano del turismo delle radici, che abbracci più comunità possibili e porti l’Italia in alto nel mondo, andando a diffondere i suoi valori e le sue storie. Questo sarà possibile grazie a iniziative che coinvolgono operatori e professionisti del turismo delle radici, sviluppando le destinazioni. Progetti questi alla base della nuova missione di Confcommercio per il 2024.
Avvicinarsi all’Italia, per conoscerne al meglio le radici, questa è la chiave di un fenomeno in divenire, che si augura di confermare se non superare le previsioni in suo merito.
| Fonte: Confcommercio |



