Un itinerario nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini tra Piani di Castelluccio, valli selvagge e borghi segnati dalla storia. Tre tappe perfette anche per chi cerca escursioni accessibili e panoramiche.
Migliori sentieri escursionistici Monti Sibillini per famiglie
Esplorare i Monti Sibillini significa entrare in uno dei paesaggi più spettacolari dell’Appennino.
Ma è possibile farlo anche con itinerari adatti a tutti? La risposta è sì.
Nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini esistono sentieri panoramici e relativamente accessibili, perfetti anche per famiglie abituate a camminare.
Il Grande Anello dei Sibillini, con le sue tappe ben segnalate, offre diverse possibilità.
In questo terzo articolo del cluster scopriamo tre tratti iconici: da Colle di Montegallo a Colle Le Cese, fino a Campi Vecchio e ritorno verso Visso.
Prima di partire, però, ricordate sempre una regola fondamentale: il meteo in montagna cambia rapidamente.
Informarsi sulle condizioni del tempo e sulla percorribilità dei sentieri è essenziale per vivere il Parco Nazionale dei Monti Sibillini in sicurezza.
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Trekking nei Monti Sibillini: da Monastero a Colle di Montegallo tra altipiani, abbazie e leggende |
Da Colle di Montegallo a Colle Le Cese: ai piedi del Monte Vettore
Il trekking nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini riparte da Colle di Montegallo, ai piedi dell’imponente Monte Vettore, la vetta più alta della catena.
Il sentiero segue il versante orientale della montagna, dove canaloni e fossi di origine glaciale scendono verso il torrente Fluvione.
Qui il paesaggio è ampio, aperto, dominato dalla forza della natura.
Si percorre poi l’antico “sentiero dei mietitori”, utilizzato un tempo dai lavoratori stagionali che partivano di notte per cercare ingaggio nei campi.
Una traccia di vita quotidiana che racconta la storia di queste montagne.
Dal valico di Forca di Presta si raggiunge il Belvedere, lungo un tratto accessibile anche a persone con mobilità ridotta. Da qui lo sguardo si apre fino ai Monti della Laga, al confine con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Con un po’ di fortuna, alzando gli occhi, si può scorgere anche il volo dell’aquila reale, simbolo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Il percorso termina a Colle Le Cese.
Prima di affrontare questa tappa, è sempre fondamentale controllare meteo e condizioni del sentiero.
Per informazioni sui rifugi, consultare il sito ufficiale dei Monti Sibillini.
Da Colle Le Cese a Campi Vecchio: i Piani di Castelluccio e la fioritura
Questa è una delle tappe più iconiche del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Il sentiero corre lungo una dorsale che domina due ambienti completamente diversi: da un lato i Piani di Castelluccio, dall’altro il Piano di Santa Scolastica.
I Piani di Castelluccio – Pian Grande, Pian Piccolo e Pian Perduto – formano un vasto altopiano a 1300 metri di quota, famoso in tutta Europa per la fioritura estiva.
Qui la natura e il lavoro dell’uomo si incontrano: la coltivazione della lenticchia disegna un mosaico di colori che cambia ogni anno. Vi siete mai trovati davanti a un paesaggio che sembra dipinto?
Sullo sfondo si alzano le spettacolari Coste del Vettore, mentre più in alto si raggiunge Forca di Giuda, il punto più elevato del Grande Anello.
Il percorso scende poi verso la Valle del Campiano, tra borghi, ruderi e antiche chiese, fino a raggiungere Campi Vecchio, borgo medievale ancora segnato dal sisma del 2016.
Anche qui, prima di partire, è fondamentale informarsi sul meteo, perché le condizioni nei Monti Sibillini possono cambiare rapidamente.
Per informazioni sui rifugi, consultare il sito ufficiale dei Monti Sibillini.
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Monti Sibillini | Da Visso a Monastero: il trekking tra pascoli, laghi e abbazie |
Da Campi Vecchio a Visso: casali, boschi e natura autentica
L’ultima tappa riporta verso Visso, attraversando una delle zone meno frequentate del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Il sentiero passa tra i Casali dell’Acquaro, un paesaggio fatto di pascoli, piccoli campi coltivati e antiche strutture rurali ancora utilizzate per la pastorizia.
Si entra poi nella valle boscosa che collegava Visso a Norcia, un’antica via di comunicazione tra due centri storici importanti.
Qui la natura cambia con le stagioni:
in autunno dominano i colori caldi degli aceri, in inverno il bianco della neve, in primavera fioriscono ciclamini e primule, mentre in estate il bosco diventa un mosaico di luce e ombra.
È anche il territorio del lupo appenninico, presenza storica dei Monti Sibillini. Vederlo è raro, ma sapere che c’è rende il trekking ancora più suggestivo.
Prima di concludere il percorso, ricordate ancora una volta: verificate sempre il meteo e lo stato dei sentieri.
Per informazioni sui rifugi, consultare il sito ufficiale dei Monti Sibillini.




