Snow food con gli chef Andrea Campi e Norbert Niederkofler

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Raccontare la montagna attraverso i sapori dei luoghi, valorizzare le materie prime del territorio e confezionare piatti gourmet.
Si chiama snow food, il cibo che si mangia sulla neve, un trend che sta prendendo piede sempre più velocemente dalla Lombardia al Trentino Alto Adige.

Ambiziosi progetti di chef nostrani stanno rivoluzionando il modo di mangiare quando si va in montagna. Perché montagna significa sapori, odori e colori diversi da quelli della città e del mare e soprattutto vuol dire ingredienti poveri che nascono in territori ostici per natura e per questo da salvaguardare e far conoscere.

Andrea Campi nel suo gatto delle nevi gourmet

Andrea Campi nel suo gatto delle nevi gourmet

Scopriamo due firme dello snow food e i loro progetti divulgativi delle eccellenze gastronomiche della montagna italiana: Andrea CampiNorbert Niederkofler.

Valtellina, Snood Kitchen: lo street food gourmet

Il gatto delle nevi gourmet dello chef Andrea Campi.

Il gatto delle nevi gourmet dello chef Andrea Campi.

Aprica, Sondrio. Un gatto delle nevi, molto originale con tanto di cabina attrezzata per cucinare fino a -30°, è lo Snood Kitchen.
L’idea è dello giovane chef milanese Andrea Campi dell’Osteria al Dosso di Aprica, che ha scelto di valorizzare la montagna portandone sapori e profumi fin sulla pista da sci.
Una cabina di sette metri cubi dove è stata installata una cucina per realizzare anche in condizioni climatiche estreme qualsiasi piatto. Purchè abbia come ingredienti quelli della montagna. Erbe, funghi, radici e bacche cucinati a regola d’arte per uno street food gourmet a portata di sciatore.
Lo scopo è  divulgare le eccellenze del territorio rivisitandole in chiave creativa.

Recupero personalmente nel bosco e nei fiumi erbe, funghi, pesci per creare dei piatti che abbiano il sapore delle mie montagne dichiara Andrea Campi in un’intervista del 4 febbraio 2015 al Gambero Rosso.

Alta Badia, passione e sostenibilità per la gastronomia montana

Norbert Niederkofler, lo chef ideatore di Cook the mountain.

Norbert Niederkofler, lo chef ideatore di Cook the mountain.

9 chef di fama internazionale, la passione per la gastronomia montana e l’impegno a sostenere la sostenibilità degli ingredienti poveri ma unici dell’Alta Badia. Si tratta del Cook Mountain, il progetto culinario di Norbert Niederkofler, chef blasonato della Michelin.

Prodotti di montagna stagionali e non, pesci d’acqua dolce, fiori commestibili, carni, verdure e frutta prodotti localmente lavorati e cucinati secondo le tecniche gastronomiche delle scuole di chef.

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Trota gourmet

All’insegna della cucina d’autore e del rispetto per l’ambiente montano, il progetto dello chef altotesino Norbert Niederkofler ha come priorità l’accurata selezione di materie prime e la preparazione dei piatti della tradizione dell’Alta Badia.

Nel suo ristorante, il St. Hubertus di San Cassiano, lo chef ha coinvolto otto chef provenienti da territori e culture gastronomiche differenti ma uniti dall’obiettivo della valorizzazione degli ingredienti semplici con cui si cucina in montagna.

Accanto a Norbert Niederkofler partecipano all’idea dello chef, Giancarlo Morelli, chef del ristorante Pomiroeu di Seregno, Roland Trettl, dalle montagne altoatesine, Virgilio Martinez, talento peruviano del Central di Lima, Ana Ros, chef slovena particolarmente abile nel trattamento dei funghi, Josean Alija, chef del Nerua al Guggenheim di Bilbao, Eleonora Cunaccia, fondatrice di Primitivizia (azienda trentina che commercia erbe spontanee di montagna).

Cappellacci ripieni di granchio reale

Cappellacci ripieni di granchio reale

Dalla fonduta di Betulla al filetto di cervo con patate sbriciolate e mirtilli rossi selvatici e funghi dal risotto d’orzo alla verbena odorosa allo strudel della tradizione culinaria altotesina, Cook Mountain si propone di far riscoprire ai viaggiatori della montagna i sapori autentici dei luoghi.

 

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