Parigi e Vigata, i luoghi del giallo: tra Maigret e Montalbano

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Due commissari, due epoche storiche diverse, due luoghi diversi: da un lato la Parigi del commissario Maigret, nato dalla penna di Georges Simenon; dall’altro il commissario Montalbano, siciliano, protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri.

Quella di Maigret è la Parigi degli anni Trenta del secolo scorso, fatta di bistrot, case chiuse, balli popolari e stazioni con locomotive fumanti, che resta quasi immutata durante i quanrant’anni in cui è ambientata la lunga saga delle avventure del famoso commissario francese.

I Luoghi di Maigret

BLV Richard-Lenoir, 132

L‘abitazione in cui vivono in affitto i coniugi Maigret si trova al 132 di boulevard Richard-Lenoir, un vialone che risale da piazza della Bastiglia verso nord.

La casa dei Maigret viene descritta in diverse opere dedicate al commissario e solo in un caso, ne La chiusa n. 1, non si trova in boulevard Richard-Lenoir, ma in boulevard Edgar-Quinet.

I coniugi Maigret abitano nell’appartamento finché restano a Parigi, tranne un breve periodo in cui, a causa di alcuni lavori di ristrutturazione effettuati dal proprietario dello stabile di boulevard Richard-Lenoir, vanno ad abitare al 21 di place des Vosges.

Arrivato alla pensione Maigret abbandona l’appartamento di boulevard Richard-Lenoir per trasferirsi insieme alla moglie fuori Parigi, a Meung-sur-Loire nel dipartimento del Loiret.

Quai des Orfèvres

C‘è poi Quai des Orfèvres, la sede della Polizia giudiziaria, dove Maigret ha l’ufficio al secondo piano, con la stufa di ghisa che ha ottenuto di conservare dopo l’installazione del riscaldamento centralizzato.

Tutto è descritto con precisione da Simenon: dall’ufficio degli ispettori, dove gli stretti collaboratori del commissario attendono gli ordini alla sala d’attesa con vetri a vista, chiamata dagli agenti l’acquario, dove fanno anticamera i personaggi più disparati, passando per la piccola porta che divide le due ali del palazzo e due mondi distinti e separati quello della polizia giudiziaria e quello della procura.

Brasserie Dauphine

Fittizia è invece la brasserie Dauphine dove Maigret va a mangiare o dalla quale si fa portare un ricco vassoio di panini e demi, i boccali di birra. Nella zona però c’era un café-restaurant Aux trois marches (Ai tre scalini) che si trovava in Rue de Harlay e che era amatissimo dallo scrittore.

E poi ci sono le luci di Pigalle, le stazioni e i canali, le Halles, “il ventre di Parigi” (per citare Zola) ricco di alberghetti sudici e di ristoranti a prezzo fisso, le osterie fuoriporta dove la fisarmonica fa da sottofondo musicale, la rue Lepic, «la via più umana del mondo» e le strade eleganti e misteriose di Neuilly o del sedicesimo arrondissement.

Salvo Montalbano, dicevamo, vive in uno dei posti più belli d’Italia, la solare e multietnica Sicilia, nell’immaginaria Vigata resa su schermo da vari set sparsi nella zona Iblea tra Ragusa, Scicli e Modica. Se volete fare un tour nei luoghi di Montalbano, trovate qui un approfondimento a cura di TGTourism.

L’abitazione di Montalbano nella fiction omonima

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