Parity rate. L’Antitrust avvia un’istruttoria nei confronti di Booking e Expedia

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La guerra tra OTA (Online Travel Agencies ) e Federalberghi sembra essere giunta a un punto di svolta.

Ieri l’Antitrust ha reso ufficiale l’avviamento di un’istruttoria nei confronti di Expedia e Booking.com in merito alla parity rate.

L’intervento dell’Antitrust era stato più volte richiesto da Federalberghi e ora spetterà al Garante della Concorrenza e del Mercato verificare se le clausole contrattuali inserite da Booking e Expedia nelle condizioni generali di contratto ed imposte alle strutture alberghiere italiane che vogliono apparire sulle loro piattaforme,  limitino la concorrenza sul prezzo e sulle condizioni di prenotazione tra i diversi canali di vendita, ostacolando la possibilità per i consumatori di trovare sul mercato offerte più convenienti.

Il nodo della questione è che le strutture ricettive non possono offrire i propri servizi alberghieri a prezzi e condizioni migliori tramite altre agenzie di prenotazione online, e in generale, tramite qualsiasi altro canale di prenotazione (siti web degli alberghi compresi).

Secondo l’Antitrust l’utilizzo di queste clausole da parte delle due principali piattaforme presenti sul mercato potrebbe limitare significativamente la concorrenza sia sulle commissioni richieste alle strutture ricettive che sui prezzi dei servizi alberghieri, a danno dei consumatori finali.

Ad aggravare  la situazione è stata anche la recente applicazione delle Best Price Guarantees da parte di Booking ed Expedia con le quali le due OTA assicurerebbero al consumatore di pareggiare qualsiasi miglior offerta eventualmente trovata online, imponendo alle strutture alberghiere di applicare la minore tariffa riscontrata rispetto a quella di prenotazione e di provvedere eventualmente al rimborso della differenza laddove il pagamento sia stato già effettuato.

Booking ed Expedia impongono alle strutture alberghiere di rimborsare esse stesse il cliente finale della differenza di prezzo tra la tariffa prenotata sui loro portali e il miglior prezzo eventualmente individuato presso un altro operatore
Inoltre, i siti di comparazione delle diverse offerte di prezzo disponibili online Trivago e Kayak, rispettivamente di proprietà di Expedia e Booking, sarebbero utilizzati da quest’ultimi come strumenti per monitorare il rispetto delle clausole contrattuali citate.
In generale  Expedia e Booking, grazie al significativo potere di mercato detenuto, richiederebbero alle strutture alberghiere commissioni minime eccessivamente onerose e comunque mai inferiori al 15% e impedirebbero agli alberghi di praticare direttamente prezzi più bassi di quelli offerti sulle piattaforme di prenotazione citate, ostacolando altresì l’ingresso di nuovi operatori nel mercato dei servizi di prenotazione alberghiera online.

Per assicurare il rispetto delle clausole  le OTA prevedono penali e sanzioni da praticare alle strutture ricettive in caso di inadempimento.
In particolare, Booking applica penalizzazioni all’hotel inadempiente in termini di ranking, ossia di posizionamento della struttura sul sito web di ricerca e prenotazione.
Per Expedia il mancato rispetto delle clausole in esame incide sia in termini di visibilità che di vendita delle camere della struttura interessata.

L’istruttoria dovrà concludersi entro il 30 luglio 2015.

INFO: Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

 

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