Il Museo della Merda in provincia di Piacenza

Valerio Zoveralli
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Il Museo della merda: non è uno scherzo o un pretesto per essere volgari, bensì un museo che ha sede a Castelbosco, in provincia di Piacenza. L’ideatore è l’imprenditore Gianantonio Locatelli, gestore dell’azienda agricola di Castelbosco, che si è avvalso della collaborazione dei curatori del museo: Luca Cipelletti, Gaspare Luigi Marcone e Massimo Valsecchi. Lo scopo è quello di “dare alla merda il valore che ha”. In altre parole, il museo ha lo scopo di ospitare quelle opere attuali e passate che rendono lo sterco una materia utile.

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All’interno del museo è possibile ammirare l’animale simbolo di tutta la struttura, lo scarabeo stercorario, fino ad arrivare alle opere architettoniche realizzate proprio utilizzando la cacca come materiale, dalle più antiche civiltà italiche arrivando all’Africa. Si passa per opere di carattere storico e letterario, come la Naturalis Historia di Plinio, fino ad arrivare alle ricerche scientifiche attuali e alle opere artistiche che si riferiscono all’uso e al riciclaggio degli scarti e dei rifiuti. Si possono perfino trovare degli escrementi di dinosauro.

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L’azienda agricola di Locatelli è un esempio di come le feci possano essere utilizzate per produrre energia riducendo i costi e limitando l’inquinamento dell’atmosfera. A tal proposito si è espresso Massimo Torrigiani, coordinatore del comitato scientifico del Pac Milano al quale hanno partecipato i curatori del museo: “L’azienda agricola di Castelbosco è dedicata alla produzione di latte per il Grana Padano. Ospita 2.500 bovini di razza selezionata, super efficienti, che producono quotidianamente 300 quintali circa di latte e 1.000 di sterco. Una quantità di merda la cui gestione Gianantonio Locatelli, che dell’azienda è proprietario, ha trasformato in un progetto ecologico e industriale avveniristico. Dallo sterco ricava oggi metano, concime per i campi, materia grezza per intonaco e mattoni. E lo fa con sistemi di nuova concezione che oltre a ridurre l’inquinamento atmosferico e la distribuzione di nitrati nel terreno, seguono un principio che ridisegna il ciclo della natura in un circolo virtuoso. Dando alla merda il valore che ha. E restituendo ad agricoltura e allevamento l’importanza di sempre”.

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I giorni di apertura del museo sono il sabato e la domenica, da maggio ad agosto 2015. Per le visite è necessario fissare un appuntamento chiamando il numero 0523787357.

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