“Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira”, al Colosseo prendono vita le tre meraviglie distrutte dall’ISIS

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Non si tratta di scegliere tra persone e cose da salvare: è un’unica battaglia

Irina Bokova (UNESCO)

 

Grazie ad un elaborato lavoro di ricostruzione in scala 1:1, tre monumenti  distrutti in Iraq e Siria riprendono vita al Colosseo, dal 7 ottobre all’11 dicembre 2016 nella mostra “Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira”.

 

 

Tre importanti manufatti distrutti, danneggiati e sviliti dalle guerre e dalla furia iconoclasta nel vicino Oriente si ergono nuovamente davanti a milioni di visitatori del Colosseo, che si intende sensibilizzare alla cultura e alla salvaguardia dei monumenti che sono patrimonio dell’umanità.


Le tre opere di cui parliamo sono:

 

  • Il Toro di Nimrud, in Iraq

Il toro androcefalo alato è una divinità mesopotamica con il corpo di toro e la testa umana e nella società mesopotamica e assira aveva la funzione di spirito protettivo.

Il Toro di Nimrud decorava originariamente la parete del Palazzo Nord-Ovest di Assurnasirpal II, la sua funzione era quella di allontanare le forze malvagie, suscitando, con l’espressività del suo sguardo rivolto verso il basso, soggezione nei visitatori.

Questo colosso monumentale è andato distrutto nella primavera del 2015, sotto i bombardamenti dello Stato Islamico.

Per ottenere una copia fedele all’originale, dopo un accurato studio di disegni e fotografie del monumento, si è ricorso alla tecnica della stampa in 3D e successivamente alla copertura dei modelli ottenuti con sostanze plastiche mescolate a polvere di pietra, il più possibile simile a quella originaria del monumento.

 

  • Il soffitto del Tempio di Bel a Palmira, in Siria

Il monumentale tempio dedicato a Bel, divinità principale di Palmira, successivamente trasformato in chiesa prima e moschea dopo, ospitò il villaggio di Tadmor fino al 1929.

Nell’edificio risaltano le due celle sopraelevate, l’adyton nord e l’adyton sud, entrambe con soffitto monolitico scolpito. La cella sud presentava una decorazione a motivi floreali e geometrici attorno al rosone centrale, mentre la cella nord (della quale si propone la ricostruzione) presentava un impianto più complesso.

Nel cerchio centrale era raffigurato il dio Bel circondato dalla personificazioni di sei pianeti e dai dodici segni zodiacali.

Il Tempio di Bel rappresentava la raffinatezza delle botteghe palmireni, capaci di rielaborare elementi provenienti da culture diverse.

Il Tempio è stato distrutto dai militanti dello Stato Islamico nell’estate 2015, con cariche di esplosivo poste all’interno della cella.

Anche per questo monumento si è ricorso allo studio delle immagini, la tecnica della stampa in 3D e la successiva con sostanze plastiche e polvere di pietra.

 

  • Il Grande Archivio di Ebla, in Siria

La scoperta della città di Ebla e dei suoi nuclei di archivio dell’amministrazione centrale è stata per molti aspetti rivoluzionaria.

I principali nuclei d’archivio sono: il Piccolo Archivio (con documenti relativi alla distribuzione delle razioni alimentari del personale di palazzo), l’Archivio Trapezoidale (col minor numero di documenti) e quello riproposto in mostra, il Grande Archivio, che custodiva 17.000 tavolette cuneiformi, alcune delle quali intere e altre frammentate, che contenevano la rendicontazione economica e amministrativa dello stato di Ebla, ma anche testi relativi alle relazioni internazionali della città, testi rituali della regalità e testi scolastici.

Tra i documenti più importanti ritrovati ricordiamo:

Il Trattato Internazionale tra Ebla e la città di Abarsal sull’Eufrate (primo trattato internazionale della storia) e i testi del Rituale della Regalità (rituale di rinnovamento a cui partecipava la famiglia reale).

Il Grande Archivio è ora distrutto soprattutto per la mancanza di manutenzione e lo stato di grave abbandono in cui versa.

Per ottenere una copia estremamente fedele del Grande Archivio ci si è serviti di un modello in polistirolo usato poi per la creazione della copia in vetroresina, più adatta a riprodurre la muratura in crudo.

Non solo ricostruzioni, al Colosseo verranno accolti anche due “feriti di guerra” di Palmira in Siria, un busto maschile e un busto femminile i cui volti martellati hanno subito minor danno degli altri.

I due busti, grande dimostrazione d’arte funeraria palmirena, rappresentano due membri dell’aristocrazia cittadina: l’uomo indossa la toga e un ampio mantello e tiene in mano un rotolo, mentre la donna indossa il tipico costume palmireno, un velo che copre la testa e gioielli.

Questi busti decoravano i loculi delle tombe familiari di Palmira.

Al momento dell’occupazione della città da parte dello Stato Islamico, la Direzione Generale dell’Antichità e dei Musei di Damasco ha organizzato, sotto il fuoco dei militanti, una rischiosa operazione di salvataggio dei preziosi reperti conservati nel locale Museo Archeologico, riuscendo così a recuperare quasi tutte le statue e i busti del Museo, e i due esemplari  esposti in mostra ne sono testimonianza.

La mostra si conclude con un’intensa video installazione che immerge lo spettatore nelle atmosfere assolate in Siria e Iraq, mostrando gli occhi delle persone incontrate in quelle terre oramai rase al suolo.

 

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Le distruzioni e i saccheggi del patrimonio culturale in Siria ed Iraq ad opera dell’ISIS sono una grande tragedia del nostro tempo, con questa strategia si mira a distruggere le identità dei Popoli e i valori universali dell’Umanità attraverso l’attacco alle opere, ai monumenti e ai siti storici che li rappresentano.

La ricostruzione delle opere distrutte o danneggiate è un dovere etico che restituisce una piena Umanità ai popoli di questi Paesi che hanno un grande merito nella costruzione della Civiltà.

 

Credits

Ideata e curata da Francesco Rutelli e Paolo Matthiae con l’impegno dell’Associazione Incontro di Civiltà e della Fondazione Terzo Pilastro- Italia e Mediterraneo, sotto il patrocinio dell’UNESCO.
Promossa e realizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, con Electa.

 

INFORMAZIONI:

“Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira” , Colosseo
Dal 7 ottobre all’11 dicembre 2016.

Orari:
Dall’8 al 29 ottobre: dalle 8.30 alle 18.30 (ultimo ingresso 17.30)
Dal 30 ottobre all’11 dicembre: dalle 8.30 alle 17.30 (ultimo ingresso 16.30)

Per info e prenotazioni:
tel: 06.39967700

Biglietti:
Intero: 12 euro
Ridotto: 7,50 euro
(Il biglietto è comprensivo delle mostre in corso nell’area archeologica Foro Romano- Palatino – Colosseo)

 

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