“Claritudo”, dal 23 marzo a Milano la mostra sulla luce e la trasparenza

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stardust satoshi hiroshe

Milano. Dal 23 marzo al 14 aprile la Basilica di San Celso ospita la mostra Claritudo. Luce e trasparenza a cura di Angela Madesani e Elisabetta Mero. La mostra espone le opere di 5 protagonisti dell’arte contemporanea.


Claritudo, luminosità trasparente, è il concetto guida della rassegna. Luce di conoscenza, di sapienza, luce spirituale, che trova nell’arte un veicolo di trasmissione. La mostra è stata concepita appositamente per il luogo che la ospita, la Basilica di San Celso, uno dei più importanti della cristianità milanese. 5 sono gli artisti contemporanei coinvolti nella mostra, le cui opere si pongono in dialogo con lo spazio di fede.

1. Ciò che non so è il titolo dell’opera di Maria Lai del 1984. Un piccolo libro ricamato che si traduce come un atto di umiltà: è la consapevolezza di non sapere, un’antidichiarazione. In un’intervista del 1993 l’artista parlando dei libri afferma: «I miei spazi si erano dilatati e proiettati sempre più in lontananza, ma era nato anche un bisogno di intimità nel colloquio col fruitore. Così sono nati i miei libri, che chiedono di essere “toccati” oltre che guardati e i cui fili affiorano come da luoghi sotterranei. Le incertezze e i grovigli esprimono la mia tensione verso altri spazi». Quelli della mente e dello spirito.

2. Di Antonio Trotta è il grande libro di marmo Filosofia, con il titolo scritto in caratteri greci. È un libro che non si apre e che è opera stessa. Per lo scultore la materia è un problema di luce. Qui il riferimento è alla cultura, alla grecità di cui un uomo del sud Italia come Trotta è figlio.

3. Il mutamento, condizione imprescindibile della vita, è al centro della ricerca di Elisabeth ScherffigSull’altare, una di fronte all’altra, sono poste due sue sculture. Son due calchi della sua testa: uno coperto d’oro, l’altro di organza e porcellana. In rilievo i vasi sanguigni, dove passano la linfa vitale, il pensiero, che costituisce l’unicità dell’essere umano. È un modo di mostrare l’uomo nei suoi meccanismi vitali.

4. Anche Solo di Jacopo Mazzonelli è un’opera sull’uomo. Il suono di un violoncello, nel suo registro acuto, sembra un pianto. Il violoncellista abbraccia lo strumento e diviene una cosa sola con esso. Attraverso la musica, l’essere umano riesce a raggiungere nuove dimensioni, superando i propri limiti.

5. Come per Maria Lai, l’opera di Satoshi Hirose Star Dust, lunga oltre nove metri dal soffitto a terra, rappresenta la sacralità del quotidiano. È una sottile stele fatta di pasta e di stelline blu. Anche il pavimento di cotto della chiesa è cosparso di stelline del colore del cielo, un colore che richiama il lapislazzulo della pittura medioevale e rinascimentale. L’artista giapponese ama sottolineare certe vicinanze tra la sua cultura orientale e quella occidentale che lo ha adottato, con la volontà di trovare una comune matrice esistenziale.

 

Info:

23 marzo – 14 aprile 2019

Inaugurazione sabato 23 marzo ore 18.00

Basilica di San Celso – Corso Italia 41, Milano

Ingresso libero

dal martedì al venerdì 15.00 – 19.00

sabato e domenica 10.00 – 19.00

 

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