Roma, l’antica caserma di Adriano riemerge nei cantieri della Metro C

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Le effigi della modernità capitolina si tingono di un altro pezzo di storia con la scoperta di un antico castrum equites, una caserma risalente al principato di Adriano e databile alla prima metà del II secolo d. C.

Mura che si allungano per quasi 1753 metri quadrati, ornati da mosaici e marmi colorati, affreschi di cinabro e ocra che tornano alla luce per dare nuovo lustro alla memoria della Roma Imperiale.

“È una scoperta tanto eccezionale quanto inaspettata” – afferma Rossella Rea, direttrice del Colosseo e responsabile dello scavo archeologico, sito fra i lavori della fermata Ipponio-Amba Aradam sulla futura terza linea della metropolitana.

Particolare geografico che ha colto l’attenzione degli archeologici per la vicinanza con altre caserme, i Castra Priora Equitum Singularium e i Castra Nova Equitum Singularium, e conferma secondo la Rea l’importanza del Celio, pendice ai cui piedi si ergono gli altri castra già noti.

L’ipotesi da avvalorare è che quella fosse l’area dedicata all’acquartieramento militare, distante dalla zona sacra del pomerio e vicina invece al campus martialis – l’attuale piazza San Giovanni.

Scoperta eccezionale che ha destato l’interesse di molti, non solo per la sua importanza storiografica. Primo fra tutti Francesco Prosperetti, presidente della Soprintendenza Speciale per il Colosseo che all’uscita della notizia sui media (il 16 maggio, n.d.r) ha chiesto a Roma Metropolitane una rettifica del progetto iniziale allo scopo di realizzare la prima archeo-stazione di Roma. E se inizialmente il Consorzio non sembrava in linea con la visione di Prosperetti, il quale nella ridefinizione del piano considerava impossibile spostare e rimontare in superficie la caserma, l’arrivo del nuovo AD di Roma Metropolitane Paolo Omodeo Salè sembra abbia sanato le divergenze.

Troppo costoso e complicato lasciare giù la caserma anche nella fase dei lavori, che hanno già richiesto un dispendio superiore agli investimenti a causa delle continue revisioni. La soluzione prescelta è smontare e rimontare il complesso nello stesso luogo, preservandone la conservazione accanto al cantiere fino al termine dell’opera. Scongiurato quindi il totale ripensamento strutturale che avrebbe potuto rallentare la consegna dei lavori, prevista per il 2021.

“Non sposterò una sola tessera di mosaico finché non ci sarà un progetto architettonico definitivo per la stazione di Amba Aradam che contempli la futura ricollocazione dei reperti.” – ha dichiarato Prosperetti su La Repubblica. Sarà infatti lo studio di perfattibilità a decidere della sorte del complesso archeologico, previsto nei prossimi dieci giorni.

Intanto si spera in un ulteriore accordo tra Associazioni e Metro C che permetta visite guidate all’interno del sito, per consentire al pubblico di ammirare in anteprima i tesori rinvenuti.

 

 

Fonti: La Repubblica; Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica Centrale di Roma.

 

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