Italia svendonsi: Cina, Russia ed Emirati a caccia di immobili

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Non è un caso isolato quello del leggendario Hotel newyorkese Waldorf Astoria, capolavoro di art deco, venduto da Hilton Worldwide al gruppo cinese Anbang Insurance per 1,95 miliardi di dollari.

Anbang si era anche inserito nelle trattative per l’acquisto della Starwood hotels & resorts worldwide, per cui era stata fatta un’offerta che ammontava a  ben 14 miliardi di dollari, poi ritirata (passando lo scettro alla Marriott International).

Lo shopping cinese, arabo, russo e turco ha trovato terreno fertile anche in Italia, e, tra i grandi alberghi che hanno fatto la storia del turismo italiano, sono in molti ad essersi piegati al soldo che viene da est.

Il Qatar è stato fra i primi a muoversi, con l’acquisto, nel 2012, del complesso alberghiero della Costa Smeralda (4 alberghi, il porto, negozi, ville e terreni inedificati), mentre, sempre nell’isola, i fratelli ceceni Musa e Mavlit Bazhaev – che fanno parte di un’importante famiglia il cui business riguarda estrazione e vendita di gas, olio e petrolio – hanno acquistato il Forte Village per 180 milioni.

Forte Village

Ora l’emirato ha espanso le sue mire su Roma, nella figura dello sceicco Nawaf bin Jassim Jabor Al-Thani (proprietario del colosso arabo Katara Hospitality), il quale, dopo aver acquistato l’Excelsior Hotel Gallia di Milano, ha recentemente acquisito l’Hotel De La Ville (molto amato da Sean Connery), e il celebre Excelsior di Via Veneto, lussuosa espressione dello stile liberty e quartier generale della Dolce Vita, frequentato da personaggi “storici” come Alfred Dreyfus e da dive del calibro di Elizabeth Taylor (fece scandalo Marcello Matroianni, che proprio davanti all’entrata del prestigioso Hotel, prese uno spettacolare pugno in faccia).

Hotel Excelsior

The Westin Excelsior

L’Excelsior è stato acquistato per 220 milioni di euro, con l’intenzione di mantenere immutato il suo stile, che ha fatto epoca.

Qualche metro più in là, il Grand Hotel Via Veneto è andato alla Jumeirah International, gestito dal Gruppo Dubai Holding, che fa capo all’emiro Mohamed bin Rashid Al Maktoum lla, mentre, poco lontano, l’Hotel Eden di via Ludovisi è stato acquistato dal gruppo Dorchester del sultano del Brunei.

Valentino

Valentino Rome flagship store

Anche l’emiro del Qatar in persona, Hamad bin Khalifa Al-Thani, ha acquistato l’enorme spazio che oggi è la sede di Valentino a piazza di Spagna (la Maison è stata invece rilevata per 700 milioni dalla finanziaria Mayhoola for investment nel 2012), inaugurandola lo scorso luglio 2015 con un esclusivo party e una mega sfilata.

Invece, la Cassa Depositi e prestiti, ha annunciato che il Poligrafico, ex Zecca dello Stato che si affaccia su piazza Verdi, entro il 2018 sarà un albergo a 5 stelle, e sarà gestito dal gruppo cinese Rosewood hotels and resorts international limited, leader nel settore e facente capo alla famiglia Cheng.

Grandi affari anche per la Turchia: dopo l’acquisto, da parte del gruppo Pemak, del San Clemente di Venezia, il magnate Ferit Shaenk – presidente del Dogus Groupha rilevato la metà del Capri Palace.

Eppure, per quanto riguarda il caso caprese la questione è tutta sotto un’altra luce: infatti Tonino Cacace rimarrà presidente ed amministratore delegato.

Tra i due vi è una vera e propria partnership: l’acquisizione della metà del Capri Palace ha aperto la possibilità di esportare nel mondo lo stile caprese, modello del buon gusto made in Italy.

La felice riuscita del sodalizio è già stata dimostrata del successo che il Riccio, celebre ristorante che si trova sopra la Grotta Azzurra, ha avuto in Turchia a Bodrum e a Marmaris (è prevista a breve l’apertura a Miami in concomitanza con l’inizio dell’Art Basel), oltre all’internazionalizzazione del Capri Touch – brand di specialità artigianali capresi con cui collabora anche Ludovica Andreoni Montezemolo – che si è guadagnato, sempre grazie al tycoon turco, un monomarca all’interno del Dubai Mall (ed anche qui, il prossimo step è l’apertura a Miami).

Non tutto il male viene per nuocere, quindi, ma i dati rimangono allarmanti.

E non solo per quanto riguarda i grandi alberghi: anche le ville storiche del nostro paese attraggono sempre più investitori stranieri, che sia per farne degli alberghi o una residenza personale.

Villa Bell'Aspetto Nettuno

Villa Bell’Aspetto Nettuno

Eppure, in questo ambiente, la resistenza ancora si fa sentire, e in pochi sembrano disposti a cedere gli antichi castelli e ville di famiglia: ne è un esempio la villa Bell’Aspetto di Nettuno – splendida costruzione seicentesca immersa in un rigoglioso parco – storicamente di proprietà della famiglia Borghese, che ha recentemente rifiutato un’offerta di acquisto da parte di un magnate arabo.

Fonti: capripress.com, cdp.it, comune.nettuno.roma.it

 

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