Guttuso e la sua opera religiosa in mostra al Quirinale

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Questo è un tempo di guerra. Voglio dipingere questo supplizio del Cristo come scena d’oggi … come simbolo di tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee

Fino al 9 ottobre Palazzo del Quirinale ospita una mostra che indaga la carriera artistica del maestro Renato Guttuso, offrendo un innovativo punto di vista sulla sua opera artistica. Nella Galleria di Alessandro VII è possibile ammirare “Guttuso. Inquietudine di un realismo”.

Un’esposizione che riunisce i quadri di ispirazione religiosa del maestro e che ruota intorno al suo più celebre capolavoro e una delle opere più rappresentative del Novecento italiano: La Crocifissione (foto di copertina). Un’opera che suscitò in occasione della presentazione al Premio Bergamo nel 1942 un grande dibattito nel Paese. Ecclesiastici autorevoli, giudicandola blasfema, proibirono ai chierici di guardare l’opera, pena la sospensione a divinis.

Nell’arte religiosa quel realismo, che prescinde da un’idea del bello comune a tutti gli uomini, appartiene a momenti e ad attitudini particolari, che si potrebbero definire rivoluzionari. Mi riferisco al Cristo della Crocifissione di Grünewald a Colmar o alla Madonna di Pasolini nel suo film sul Vangelo secondo Matteo.”

Da questo pensiero, espresso dello stesso Artista, la mostra, curata da Fabio Carapezza Guttuso – presidente Archivi Guttuso – e Crispino Valenziano –  Presidente della Accademia Teologica via pulchritudinis – muove e prosegue i suoi passi per dare un volto a quell’inquietudine che spinse Guttuso a ritornare sulla Crocifissione, dipingendo nell’80, il Legno della Croce, un omaggio al Cristo della Crocifissione di Grünewald. Esposto anch’esso.

Sempre negli anni ottanta, centrali per la sua pittura che diventa più ampia e narrativa, troviamo Il Pane, (1980), un’opera apparentemente fuori dal tema religioso, che riprende una fotografia di un forno siciliano. Eppure centrale in questo percorso, non solo per il nesso che ha il pane con il rito cristiano. Trasfigurandola l’artista sottolinea come quelle pale riempite di pani sembrano trovarsi in equilibrio precario simile ad una scala appena accennata che compone un’ambigua prospettiva; la sensazione è di mistero.

Il pane è ancora al centro di un’altra opera più marcatamente di tema sacro, La cena di Emmaus, 1981. Il riferimento diretto è il Salvator Mundi di Antonello da Messina, citato attraverso il particolare delle mani e messo in dialogo con la Cena in Emmaus di Caravaggio.

Tra le opere ci sono anche: il Colosseo (1972), che rientra nel cluster di opere donate da Guttuso alla Collezione d’arte religiosa moderna dei Musei Vaticani; Spes contra Spem (1983), il cui soggetto è lo studio dell’artista in un tripudio di allegoria, a partire dai mostri in pietra di Villa Palagonia a Bagheria, meraviglia settecentesca, che campeggiano al posto del soffitto.

Un’intensa e continua ricerca spirituale quella del maestro pittore di Bagheria, soprattutto dagli anni ’80 quando la sua opera diviene più riflessiva, malinconica e meditativa, al limite del metafisico. Anni in cui riprende il mano l’opere che tanto scandalo gettò negli ambienti ecclesiastici e nella società italiana, spingendolo a indagare i corpi crocifissi con una forza generatrice d’arte e conoscenza teologica. Proprio questo è fulcro della mostra al Quirinale. Fu davvero blasfema quella crocifissione?

Nel percorso di avvicinamento tra Guttuso e le autorità ecclesiastiche, sempre più aperte all’arte moderna con il pontificato di Paolo VI, il pittore siciliano entra in contatto con studiosi e teologi come monsignor Valenziano, che in una delle sue disamine sull’opera del’artista propone la sua nuova chiave di lettura:

“…di Guttuso mi interessa il credere cristiano complicato a suo modo nell’opera della sua arte. Guttuso credeva di non credere”.

Il teologo prosegue soffermandosi sulla produzione artistica di Guttuso sottolineando come “dalla virtualità religiosa del suo realismo sociale” si giunga “alla sua conoscenza riflessivamente operativa delle Scritture e delle tradizioni connaturate al nostro radicamento culturale”, e infine “alla sua disponibilità e adesione a realizzare opere che hanno nella liturgia la loro causalità originante, la loro identità materiale e formale e la motivazione finale della loro struttura e funzione”.

 

Info utili:

Titolo Guttuso. Inquietudine di un realismo
Sede Roma, Palazzo del Quirinale – Galleria di Alessandro VII – Piazza del Quirinale
Periodo 10 settembre – 9 ottobre 2016

Mostra a cura di Fabio Carapezza Guttuso
Presidente degli Archivi Guttuso
Crispino Valenziano
Presidente della Accademia Teologica via pulchritudinis

Organizzazione Civita

Orari 10.00 – 16.00 – martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica

Ingresso gratuito E’ necessaria la prenotazione con le seguenti modalità:
• on line dal sito quirinale.it
• tramite Call center, tel. 06 39.96.75.57,
da lunedì a venerdì 9.00-13.00/14.00-17.00, sabato 9.00-14.00, domenica chiuso.
• presso INFOPOINT, Centro informazioni e prenotazioni (Salita di Montecavallo, 15A), il martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.00 alle 17.00.

Fonte: Civita

 

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