Dieci siti archeologici nel mondo per scoprire le grandi civiltà di un tempo

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10 siti archeologici di antiche civiltà

Un viaggio per ammirare antichi regni e civiltà, un tempo simboli di grande sviluppo ed ora scomparsi o abbandonati, è l’ideale per gli amanti dell’archeologia che sono alla ricerca di luoghi ricchi di storia e leggende.

Dieci siti archeologici, molti dei quali patrimonio Unesco, sparsi in tutto il mondo rappresentano una meta adatta a chi è alla ricerca di misteri e viaggi avventurosi e suggestivi. Templi immersi nella giungla, tunnel scavati nella roccia o rovine nascoste, ecco cosa si può trovare visitando questi posti:

  • Palenque, Messico: Immerso nella foresta ai piedi dei monti del Chiapas, nel Messico sudoccidentale, il sito di Palenque esiste da 100 anni prima di Cristo. Divenne, 5 secoli dopo, la culla della civiltà Maya. Oggi è un importante centro archeologico e turistico. Dal 1987 è tutelato dall’Unesco.

 

  • Macchu Picchu, PerùA pochi chilometri da Cusco, l’antica capitale dell’impero Inca, sorge Machu Picchu, che in lingua quechua significa “montagna vecchia”. E’ la più imponente opera megalitica del Perù, costruita sul ciglio del fiume Urubamba e ritrovata nel 1911 dall’archeologo statunitense Hiram Bingham. È la più straordinaria testimonianza della civiltà Inca, fiorita tra il 1200 e il 1550 e cancellata poi dai conquistadores spagnoli. Il sito è un santuario tutelato dall’Unesco dal 1983 ed oggi è pieno di turisti e appassionati di storia e di new age.

  • Angkor, CambogiaIl potente impero Khmer fiorì nell’attuale Cambogia tra il 900 e il 1400; la capitale era Angkor, città talmente ricca e potente che raggiunse, attorno al 1.200 dopo Cristo, quasi un milione di abitanti. In pochi secoli, però, la città venne abbandonata e dimenticata. Oggi è un luogo ricco di fatiscenti templi di pietra, immersi nella giungla, a 20 minuti a nord di Siem Reap e si visitano liberamente o con dei tour guidati in bicicletta, in autobus, in elicottero o a dorso di elefante.

Angkor Wat

  • Shahr-I-Sokhta, IranFu costruita ai margini sudorientali del deserto iraniano tra il 3200 e il 2000 a.C. da una civiltà antica, nata spontaneamente in Mesopotamia, presumibilmente la civiltà Jiroft che viveva di commerci e non conosceva le armi. Shahr-I-Sokhta era nota anche come “città bruciata” per via di tre grandi incendi che la distrussero. I primi scavi, voluti dall’archeologo Maurizio Tosi, iniziarono nel 1967, ma si protrassero a causa di rivoluzioni politiche e temperature torride; nel 2006 furono rinvenuti manufatti antichissimi, legati alla zona e all’antica civiltà. Dal 2014 il sito è entrato a far parte dei beni patrimonio dell’umanità sotto la tutela dell’Unesco.

  • Petra, GiordaniaLa leggendaria Petra è una città scolpita nella roccia rossa. E’ la capitale suggestiva e leggendaria del popolo nomade dei Nabatei che costruirono la città per controllare le rotte commerciali di incenso, mirra e spezie tra Oriente e Occidente; il loro regno, protetto dalle montagne, durò 500 anni, inespugnabile fino alla conquista dei Romani. Poi la città rimase nell’ombra per secoli, finché nel 1812 lo svizzero Johann Ludwig Burckhardt la riscoprì. Da allora è uno dei siti archeologici più visitati al mondo.

  • Cartagine, TunisiaA nord di Tunisi, verso il mare, sorgono le rovine di Cartagine, la mitica città punica fondata dalla principessa Didone nell’814 a.C. che all’epoca sfidava per grandiosità Roma e che, distrutta, venne ricostruita da Cesare. Poi furono gli arabi a distruggerla completamente; oggi gli scavi, raggiungibili con la metropolitana leggera alla fermata Carthage-Hannibal, sono pochi ma meritano una visita, soprattutto le terme di Antonino, le cisterne, la chiesa Damous el Karita e il suo teatro.

  • Nevşehir, TurchiaNel cuore dell’Anatolia turca vento e pioggia hanno creato uno scenario naturale straordinario, frutto delle violente eruzioni dei vulcani Erciyes e Hasandağ, che milioni di anni fa ricoprirono di lava l’antico territorio turco della Cappadocia. Pinnacoli aguzzi e sottili, gole profonde e caverne misteriose come labirinti; rocce appuntite e altissimi coni che sembrano scolpiti dall’uomo. Questa terra, luogo d’origine del ricco impero ittita, vide fiorire numerose civiltà, tra cui quelle bizantina e romana, delle quali rimangono numerose testimonianze incise nella roccia. Le abitazioni sono state dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

  • Dunwich, InghilterraSulla costa orientale della Gran Bretagna fioriscono leggende legate alla storia dell’antico centro di Dunwich; la più suggestiva racconta che durante la bassa marea dalle onde si sente ancora il suono delle campane di una chiesa antica. Dunwich era una città ricca con un porto fiorente, capitale di una delle popolazioni più grandi dell’Inghilterra medievale. Ma alla fine del secolo XIII una tempesta la distrusse e l’erosione costiera la cancellò. Oggi nel museo locale è esposto un modellino della città.

  • Gunung Padang, IndonesiaSorge su una collina nel villaggio di Karyamukti a 120 chilometri a sud-est di Giava ed è il più grande sito megalitico dell’Indonesia, costruito in 4 diverse epoche storiche. Scoperto dagli olandesi nel 1914, la struttura piramidale e a terrazze di Gunung Padang nascondeva le tombe di un’antichissima civiltà esistente intorno al 5200 a.C.: se per alcuni archeologi si tratta della piramide più antica del mondo, per altri invece non è corretto parlare di piramidi ma di semplici rilievi di un vulcano. Sicuramente però il sito è suggestivo e merita una visita.

  • Babilonia, IraqFondata intorno al 2500 avanti Cristo, la città di Babele divenne uno dei centri più importanti della Mesopotamia antica, situata sull’Eufrate a circa 80 chilometri dall’attuale Baghdad, in Iraq. Sotto Hammurabi, il primo re dell’impero, raggiunse fama e ricchezza ma fu con Nabucodonosor II che arrivò all’apice della notorietà, estendendosi anche in Medio Oriente. La città poi venne distrutta nel secolo VI a.C. dagli Assiri e, 4 secoli dopo, a seguito della morte di Alessandro Magno. Gli scavi per ritrovare lo splendore dell’antica città cominciarono nel XX secolo grazie al tedesco Robert Koldewey e oggi le sue rovine sono la meta di avventurosi archeologi che si spingono in un Paese dove è imprudente viaggiare.

Fonte: Ansa

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