Roma Movie Tour: la grande bellezza della Capitale

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Città aperta, santa, eterna, libera, capitale della speculazione edilizia e di mille commedie rosa.

Città papalina e risorgimentale, teatro onirico e circense, ma anche luogo dell’emarginazione che trova nelle borgate pasoliniane lo scenario più significativo.

Tutto questo è Roma, un gigantesco museo all’aperto che dal dopoguerra continua ad alimentare la fantasia dei più importanti registi cinematografici, scrivendo di fatto la storia del cinema.

Tra rovine antiche, vicoli poco illuminati, scorci barocchi con fontane, misteriosi palazzi liberty e periferie in espansione, tanti sono i film che ne hanno tratto ispirazione.

Dal centro storico a Trastevere, dalla Garbatella al Pigneto, ecco un elenco dei quartieri romani finiti sul grande schermo.

Il centro storico:

È la Roma barocca che si sviluppa tra il Pantheon e Piazza Farnese e che, a seconda delle epoche, fa da sfondo a una cinematografia dalle suggestioni spesso diverse, dove a volte primeggiano gli aspetti popolari, scanzonati e cinici, altre volte quelli più misteriosi e drammatici.

Topografia cinematografica:

  • Pantheon: “Umberto D” (1952) di Vittorio De Sica. Scena in cui il povero pensionato, sempre accompagnato dal cane Flaik,si vede costretto a chiedere l’elemosina dopo essere stato sfrattato di casa. Ma la sua dignità glielo impedisce. 
  • Tempio di Adriano: “L’eclisse” (1962) di Michelangelo Antonioni con Alain Delon che interpreta un cinico agente di cambio. 
  • Piazza Navona: “Poveri ma belli” (1956) di Dino Risi e “Ieri, oggi e domani” (1963) di Vittorio De Sica. Nel terzo episodio di quest’ultimo, la Loren interpreta una squillo d’alto bordo che vive a Piazza Navona, in un’appartamento all’ultimo piano, accanto alla terrazza di un seminarista che si invaghisce di lei.

Ieri, oggi e domani. Piazza Navona

  • Foro Romano e Colosseo: “Vacanze Romane” (1953) di William Wyler, “Il conformista” (1970) di Bertolucci e “La grande bellezza” (2013) di Paolo Sorrentino.

Il giornalista Gregory Peck e la principessa Audrey Hepburn sono i protagonisti di “Vacanze Romane”, anche se forse il personaggio principale è la vespa che accompagna i due innamorati dall’Arco di Settimio Severo al Foro Romano, fino al portico di Santa Maria in Cosmedin dove si svolge la scena più famosa del film, quella alla Bocca della Verità. 

Peck racconta la leggenda della prova della verità: se si dicono menzogne, la mano viene mozzata. Poi infila la mano nella Bocca e grida di dolore. Un gran spavento e poi delle risate. Così un chiusino della Roma antica è diventato un’icona indimenticabile della città, che attira turisti in vena di un brivido.

Il Colosseo si erge in tutta la sua maestosità dalla prospettiva privilegiata della terrazza di Jep Gambardella, protagonista de “La grande bellezza”. Il palazzo anni ’20, offre infatti una vista eccezionale sull’Anfiteatro Flavio, e ispira le chiacchiere tra i protagonisti sulla storia, l’arte e il mondo di oggi. Di certo lo sfondo del Colosseo al tramonto mentre Jep si rilassa nella sua amaca, è una delle più belle fotografie del film.

  • Il Vittoriano: “Il ventre dell’architetto” (1987) di Peter Greenaway,
  • San Pietro e il Vaticano: “The young Pope” (2016) di Paolo Sorrentino.

The Young Pope

Il ghetto:

Ciò che ora è per i turisti un luogo magico e romantico, un tempo fu sede di momenti tragici quali lo storico rastrellamento del 16 ottobre 1943.

Tuttavia già dagli anni ’50 il quartiere iniziò una vera e propria rinascita, come testimoniato da molti film che vi furono ambientati avente per protagonista l’Albertone nazionale.

Topografia cinematografica:

  • Teatro Marcello: “Un americano a Roma” (1954) di Steno, “Il marchese del grillo” (1981) di Mario Monicelli.
  • Piazza delle Cinque Scole e Portico d’Ottavia: “La finestra di fronte” (2003) di Ferzan Ozpetek. Il film ripercorre gli eventi della Seconda Guerra Mondiale in due parti della città: la Roma contemporanea, teatro dell’insoddisfazione di una coppia di trentenni, Giovanna e Filippo, e la Roma dell’occupazione nazista, da cui emerge l’anziano Davide che intreccerà la sua storia con la loro, dilatandola, condizionandola e alla fine arricchendola.

Da una parte Piazza dell’Emporio, dall’altra Trastevere e il Ghetto, dove si concentrano i momenti più drammatici del film, quando Davide ricorda gli eventi di cui lui, ebreo e omosessuale fu vittima. 

Garbatella e Ostiense:

Da alcuni anni, il quartiere è diventato un vero e proprio set cinematografico non soltanto per film ma anche per serie tv.

Topografia cinematografica:

  • Via Roberto De Nobili: è la Bottiglieria de “I Cesaroni” (2006),

  • Piazza Damiano Sauli: “Bianca” (1984) di Nanni Moretti, “Manuale d’amore 2” (2007) e “Tutta la vita davanti” (2008) di Paolo Virzì,
  • Il Gazometro e i Mercati Generali: “Le fate ignoranti” (2001), “Saturno contro” (2007) e “Un giorno perfetto” (2008) di Ferzan Ozpetek.

Trastevere e Testaccio:

Quartieri dalla forte identità popolare, dove per prime sono sorte le storiche borgate. E anche se oggi sono sede di buona parte della movida romana, conservano la passata genuinità.

Topografia cinematografica:

  • Piazza Santa Maria in Trastevere: “Nurse Betty” (2000) di Neil Labute e “Only you” (1996) di Norman Jewison,
  • Lungotevere Ripa: “Ladri di biciclette” (1948) di Vittorio De Sica. 

Nel film, un attacchino e suo figlio compiono una piccola odissea nella Roma ostile e disperata dell’immediato dopoguerra. Il loro scopo è ritrovare una bicicletta rubata che è indispensabile all’uomo per svolgere il suo lavoro. Ed è proprio a Porta Portese, dove ogni domenica ha luogo il mercato delle pulci, che che i due sono a un passo dal rimpossessarsi del mezzo. Tuttavia dopo un’inutile caccia al ladro, entrambi perdono ogni speranza. 

  • Porta Portese: “Io la conoscevo bene” (1965) di Antonio Pietrangeli,
  • Piazza de’ Renzi: “Mamma Roma” (1962) di Pasolini.

Celebre è la scena ambientata in un ristorante di Trastevere, in cui Anna Magnani, ex prostituta ora alla disperata ricerca di rispettabilità, per evitare che il figlio Ettore venga influenzato dai suoi amici di borgata, gli trova lavoro in una trattoria che si trova a Piazza  de’ Renzi. Di notte, da un lato della piazza, lo osserva fiera, ignara della breve durata della sua felicità.

Mamma Roma

  • Via Boldoni e Lungotevere Portuense: “Accattone” (1961) di Pasolini.

Pigneto:

Nell’immediato dopoguerra non essendo disponibili gli studi di Cinecittà, molti registi ripiegarono su quartieri popolari come quello del Pigneto per ambientare i loro film neorealistici.

Primo fra tutti, “Roma città aperta” di Roberto Rosselini, la cui scena della corsa e uccisione di Pina è diventata un vero e proprio cult.

Topografia cinematografica:

  • Prenestino-Labicano, via Montecuccoli: “Roma città aperta” (1945) di Roberto Rosselini, con la scena clou della corsa della celebre Pina e la sua uccisione.

Roma città aperta

  • Osteria Necci: “Accattone” di Pasolini e “Una questione di cuore” (2009) di Francesca Archibugi,

Accattone Pasolini

  • Via Casilina, Via Appia, Centocelle e la Marranella: “Bellissima” (1951) di Luchino Visconti, “L’audace colpo” (1959) di Nanni Loy.

Batteria Nomentana e quartiere Coppedè:

Molti registi scelsero le vicinanze del fiume Aniene e il quartiere Trieste per dirigere alcuni dei loro film. Zone che oggi sono residenziali, ma che fino agli anni ’60 erano popolari.

Topografia cinematografica:

  • Viale Somalia: “Guardie e ladri” (1951),
  • Via Mancinelli: “La valigia dei sogni” (1953) di Comencini, “Il segno di Venere” (1955) e “I soliti ignoti” (1959),
  • Via Dora: “Audace colpo dei soliti ignoti” (1960) di Vittorio Gassman,
  • Viale Libia: “Il medico della mutua” (1968),
  • Viale Trieste: “L’uccello dalle piume di cristallo” (1970) e “Inferno” (1980) di Dario Argento.

 

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