Cammino dei Briganti, 100 km di natura selvaggia tra Abruzzo e Lazio

Print Friendly, PDF & Email
Cammino dei Briganti, verso Cartore

Un percorso ad anello, a quote medie, da fare a piedi o in bici, attraverso natura e borghi e all’insegna dell’ospitalità.


Il sole non è mai così bello come il giorno in cui ci si mette in cammino 

Jean Giano

 

Mettersi in cammino significa tante cose: allontanarsi dal caos della routine quotidiana, stare a contatto con la natura, riscoprire se stessi, imparare l’essenzialità, rafforzando il proprio spirito di adattamento. Nel caso del Cammino dei Briganti, c’è anche l’incontro umano. Sulle orme del brigantaggio, protagonista di una storia che si alimenta di miti e leggende, attraversando paesaggi incontaminati e piccoli borghi, si sperimenta la vera ospitalità.

La storia 

«Camminando ho imparato storie che i nostri libri di Storia non raccontano. Come la verità di ciò che successe con l’unificazione dell’Italia, cioè con la discesa a Sud dell’esercito piemontese» – scrive Luca Gianotti, ideatore del Cammino. «Ho scoperto che i Borboni non erano così odiati dal loro popolo e che i Sabaudi furono subito un esercito di invasori violenti e prepotenti. E che i briganti molto spesso erano uomini e donne (briganti e brigantesse) che non accettavano questo nuovo invasore, e quindi si davano alla macchia, entravano in clandestinità, diventavano in qualche modo partigiani. La Storia come la si legge sui libri è sempre quella scritta dai vincitori, si sa. Camminando si possono invece imparare le contro-verità […]». 

Spesso arricchite dalla narrazione popolare, di storie di briganti nella Marsica ce ne sono molte (tutte raccontate nella nuova guida del Cammino, aggiornata ad aprile 2021). Qui, ai confini tra Abruzzo e Lazio, una volta a cavallo tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, ci sono luoghi che hanno dato il loro nome a briganti, come Cartore, da cui proveniva l’omonima Banda del temutissimo Bernardino Viola. Paladini della libertà contro i sorprusi, martiri dell’ingiustizia sociale e avventurieri, i briganti sono nell’immaginario collettivo simbolo di ribellione contro un usurpatore. Dalla loro resistenza nasce l’idea del Cammino dei Briganti (che non a caso si chiama così): un progetto che si sviluppa dal basso, grazie al volontariato, con l’obiettivo di dare una voce ai territori montani locali. 

 

Documenti diplomatici (1865)
Si cita Bernardino Viola, noto brigante a capo della banda di Cartore
 Briganti documenti diplomatici      

L’itinerario 

 

Mappa Cammino dei Briganti

 

Il Cammino dei Briganti, che fa parte della Rete di Cammini dell’associazione Compagnia dei Cammini, si estende per quasi 100 km e prevede un itinerario di 7 giorni. Tuttavia, il percorso proposto non è obbligatorio: si possono quindi accorpare delle tappe per diminuire i giorni di cammino, in base alle proprie necessità e al proprio allenamento. Il consiglio è però quello di andare piano, per godere a pieno dei luoghi che si incontrano, della natura e dell’ospitalità degli abitanti. Nonostante il percorso sia ben segnato (con segni bianco-rossi e il logo ufficiale), prima di mettersi in cammino è necessario dotarsi della mappa topografica del percorso, nonché della guida, che descrive dettagliatamente tutte le tappe, presentando anche le strutture ricettive cui appoggiarsi. Sul sito ufficiale del Cammino sono inoltre scaricabili gratuitamente le tracce GPS, anche per mountain bike. L’itinerario è infatti percorribile anche in bicicletta, con delle varianti rispetto al tracciato principale. 

 

Montagna in sicurezza, escursionista 10 consigli da seguire per vivere la montagna in sicurezza

Giorno 1: da Sante Marie (850 m) a Santo Stefano (1.050 m)

5,6 km

Dislivelli: salita 381 m, discesa 156 m

Si parte da Sante Marie, raggiungibile sia in auto (essendo un percorso ad anello) che in bus da Tagliacozzo. Qui si può ritirare il proprio salvacondotto, non indispensabile per percorrere il Cammino, ma che, raccolti tutti i timbri, dà diritto ad un attestato finale. Si tratta di una tappa breve, pensata per permettere anche ai viaggiatori più lontani di raggiungere il punto di partenza in mattinata e poi entrare nello spirito del cammino. 

 

Cammino dei Briganti, passato da poco Nesce

Lungo il Cammino dei Briganti, tra Nesce e Villerose

Giorno 2: da Santo Stefano (1.050 m) a Nesce (850 m)

13,9 km

Dislivelli: salita 400 m, discesa 625 m

Da Santo Stefano si parte alla volta del borgo medievale di Nesce. Lungo il tragitto si incontra Valdevarri, la valle meno turistica del viaggio. Da qui si entra nella Valle del Salto, passando sopra a una piccola montagna per poi arrivare a Poggiovalle, il paese da cui provenivano alcuni dei briganti più famosi. 

 

Cammino dei Briganti, tra Nesce e Villerose

Lungo il Cammino dei Briganti, attravensando il fiume Salto

Giorno 3: da Nesce (850 m) a Cartore (944 m)

16,6 km

Dislivelli: salita 440 m, discesa 330 m 

Da Nesce si scende lungo il fiume Salto, passando sotto il monte Rose, fino a Spedino. Da qui, per chi vuole, una piccola deviazione conduce al birrificio artigianale Birra del Borgo, prima di rimettersi in cammino verso il suggestivo villaggio di Cartore. Essendo questo tratto del Cammino il più affollato, dal momento che molti viaggiatori scelgono di fermarsi a Cartore per due giorni per salire sul Lago della Duchessa (la quarta tappa facoltativa), sono previste delle varianti, segnate con tabelle e vernice bianca e azzurra.

  1. Variante per Grotti. Lunga complessivamente 3,5 km (solo andata) con dislivello in salita di 70 m e in discesa di 40 m, la variante per Grotti comincia dopo aver oltrepassato il ponte sul fiume Salto che raggiunge Villerose. Per ritornare sul Cammino si percorre lo stesso itinerario in senso opposto. 
  2. Variante per Torano. Lunga complessivamente 6,1 km, questa variante presenta un dislivello complessivo in salita di 200 m e in discesa di 210 m e inizia prima di arrivare a Spedino. Si tratta di un’alternativa molto panoramica, percorribile in circa 45 minuti, che permette ai viaggiatori di passare la notte a Torano per poi tornare indietro e continuare il Cammino da Spedino. 
  3. Nuova variante per Corvaro. Questa variante, introdotta dalla nuova guida, inizia da Spedino. Lasciando il tracciato principale si raggiunge Corvaro, dove è possibile trascorrere una notte per poi salire al Lago della Duchessa dal lato Nord, scendendo infine su Cartore e trascorrendo lì la seconda notte.

 

Cartore

Lungo il Cammino dei Briganti, nel villaggio di Cartore, presso “La sosta del brigante” di Fabio

Giorno 4: anello di Cartore – Lago della Duchessa (tappa facoltativa)

Per raggiungere il Lago della Duchessa da Cartore ci sono due possibilità, entrambe descritte dettagliatamente nella guida: una più semplice (12,3 km) e una più complessa (15 km). Quest’ultima è solo per escursionisti esperti, per via dei dislivelli. C’è poi una terza ipotesi, che prevede una variante rispetto al tracciato originale. Da Cartore si può raggiungere il Monte Velino (2.489 m), dormire al Rifugio Sebastiani e tornare da un altro sentiero a Santa Maria in Valle, in due giorni di cammino. Tuttavia, si tratta di un’alternativa solo estiva, per camminatori molto allenati e ben preparati a muoversi su sentieri difficili e poco segnati

Una storia di resistenza

Il Lago della Duchessa (1.788 m) si trova nell’omonima Riserva ed è noto a livello nazionale per un tentativo di depistaggio avvenuto nel 1978 durante il sequestro di Aldo Moro. Si tratta di una tappa facoltativa del Cammino, ma molto suggestiva, ricca di stimoli naturali e non solo. Qui, soprattutto in estate, si può incontrare il pastore Americo, che da anni denuncia i problemi ambientali del sito, esponendosi ad intimidazioni di vario tipo (dal 2011 più di 20 cani avvelenati). La presenza di bovini ed equini sulle sponde del Lago determina una costante ed energica azione di calpestio che, abbinata all’intenso pascolamento e all’abbeveraggio, può compromettere la conservazione dell’habitat e delle specie presenti. Ciò, insieme al sensibile aumento del carico organico per effetto delle deiezioni animali, provoca il decadimento della qualità chimico-fisica delle acque. Il Cammino cerca di dare voce a questi problemi. Ascoltare Americo raccontare la sua storia di resistenza è un’esperienza dal valore aggiunto

 

Lago della Duchessa

Lungo il Cammino dei Briganti, Lago della Duchessa

Giorno 5: da Cartore (944 m) a Rosciolo (909 m)

8 km 

Dislivelli: salita 280 m, discesa 330 m

Da Cartore si risale al Passo le Forche, sotto il monte Velino, scendendo poi a Santa Maria in Valle Porclaneta. Qui si trova una chiesa romanica risalente al X secolo. L’obiettivo della tappa è il borgo medievale di Rosciolo.

Giorno 6: da Rosciolo (909 m) a località Le Crete (770 m)

14,5 km

Dislivelli: salita 270 m, discesa 350 m

Da Rosciolo la prima tappa del sesto giorno è Magliano de’ Marsi. Da qui si può proseguire in due modi: passando per Scurcola Marsicana oppure per Sorbo, per arrivare fino a località Le Crete. Non si tratta di un paese, ma di un agriturismo, gestito da Luca Gianotti (che non è tuttavia l’unica opzione per pernottare in zona), dove si possono anche acquistare i gadget e le magliette del Cammino.

Giorno 7: da località Le Crete (770 m) a Sante Marie (850 m)

Da Le Crete si cammina su panoramiche strade sterrate fino a San Donato. Si sale sui ruderi di un antico castello, scendendo poi a Scanzano e Tubione, fino a raggiungere nuovamente Sante Marie, chiudendo il cerchio. 

 

Vicino a Sante Marie, lungo il Cammino dei Briganti

Lungo il Cammino dei Briganti, vicino a Sante Marie

Mangiare e dormire

La guida e il sito ufficiali offrono una panoramica delle principali strutture ricettive che si incontrano lungo il Cammino. Si tratta perlopiù di b&b, agriturismi, ostelli e ristoranti/bar a gestione famigliare da pochi posti, per cui è sempre consigliabile prenotare anticipatamente. Soprattutto nel primo tratto del percorso, verso Spedino, si incontrano però dei paesi che contano pochi abitanti e in cui non ci sono negozi: il consiglio è quello di partire con qualche provvista da cui attingere in caso di emergenza (oppure mettersi d’accordo con le strutture che preparano pranzi al sacco). L’acqua non è invece un problema: nei paesi (e in alcuni casi anche fuori) ci sono sempre fontane e fontanili (segnati sulla mappa); gentilmente, in caso di bisogno, si può chiedere agli abitanti. 

Una delle principali attrattive del Cammino è la possibilità di dormire in tenda in aree attrezzate, agricampeggi o simili (sempre prenotando in anticipo). In questo caso è obbligatorio non lasciare rifiuti e seppellire i propri bisogni, nel rispetto della natura e degli altri. È altresì richiesto di partire muniti di ciotola, bicchieri e posate personali per evitare prodotti monouso in plastica, a tutela dell’ambiente. In casi eccezionali si può dormire fuori dai luoghi dedicati, scegliendo posti consoni fuori dai centri abitati, almeno a 500 metri dalle case. Fa eccezione la Riserva della Duchessa, dove, per dormire fuori dal campeggio, occorre un permesso speciale, da richiedere prima compilando l’apposito modulo

Periodi consigliati e costi 

Il Cammino dei Briganti è percorribile tutto l’anno, in autonomia. Le quote non sono mai troppo alte, se si esclude la tappa facoltativa del Lago della Duchessa, quindi si può camminare anche in inverno, muniti di ciaspole. La manutenzione dei sentieri è però svolta in primavera: prima essi potrebbero non essere sempre ben visibili. In generale, si consiglia di evitare il mese di agosto, in quanto è il periodo più affollato. I costi per percorrere il Cammino variano in base a come si sceglie di percorrerlo: le opzioni sono molte, per tutti i gusti. È possibile ad esempio servirsi del trasporto bagagli, messo a disposizione da alcune persone del territorio e le cui tariffe sono consultabili sul sito. 

Musei visitabili

Se si vuole arricchire il proprio viaggio, lungo il Cammino è possibile visitare due musei. A Sante Marie si trova il Museo del brigantaggio, al momento aperto solo su richiesta per gruppi. Per visitarlo ci si può rivolgere all’Ufficio Salvacondotti, a poche decine di metri, prima di partire o una volta arrivati. Nella Riserva naturale orientata del Monte Velino c’è invece il Museo dell’uomo e della natura, gestito dai Carabinieri forestali. Situato lungo il percorso della sesta tappa, il museo è dedicato alla biodiversità. 

 

Via Francisca del Lucomagno, partenza Via Francisca del Lucomagno, 135 km di cammino in Lombardia

 

Contatti utili 

Tutte le informazioni sono consultabili sul sito ufficiale

Per domande e per ricevere la nuova guida tramite raccomandata: info@camminodeibriganti.it

Per i salvacondotti, gli attestati, le mappe: Ufficio Salvacondotti, Sante Marie, tel. 333 8601069/0863 679132 – email ufficiosalvacondotti@camminodeibriganti.it

In alternativa si può contattare la pagina Facebook del Cammino

 

GUARDA L’INTERVISTA A LUCA GIANOTTI, IDEATORE DEL CAMMINO DEI BRIGANTI                  

Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti