Viaggio letterario a Roma. Dalla dolce vita alla grande bellezza

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albeggi editore

Una Roma insolita quella descritta da Christina Höfferer nel suo Viaggio letterario a Roma, che passando dal ‘Chioschetto’ di Ponte Milvio arriva all’Ostiense di Eataly, tra tappe letterarie e approfondimenti culturali.

L’aautrice coglie appieno l’idea di fondo di Oscar Farinetti ‘La bellezza salverà l’Italia’.

Lo slogan dell’ideatore di Eataly sembra fare da filo conduttore a questo viaggio che tocca mete insolite di Roma.

Il tour gourmet inizia da Eataly e approda al Chioschetto di Ponte Milvio, nato al posto della stazione doganale da cui si entrava a Roma provenendo dalla via Flaminia. Quando la stazione fu demolita, il chiosco ne prese il posto.

Oggi è stato dichiarato monumento storico in quanto è la più antica postazione di Roma.

Chiosco di Ponte Milvio, Roma

Chiosco di Ponte Milvio, Roma

Seconda tappa da non perdere il caffè al Bar Sant’Eustachio, locale storico che ha il merito di aver mantenuto l’impianto architettonico della ristrutturazione eseguita nel 1938.
Famoso per il suo caffè e per il suo motto ‘un caffè-un minuto’, ha visto bere alle sue tazzine personaggi come Henri Kissinger e Michail Gorbaciov.

Fino ad ispirare lo svizzero Eric Favre inventore della Nespresso.
Favre ebbe l’idea della Nespresso osservando come il barman pompava con le apposite maniglie l’aria nella capsula di caffè. Italia docet!

A seguire i percorsi della cultura.

Per sottolineare quanto Roma abbia influenzato scrittori e artisti del Nord Europa, l’autrice si sofferma sulla ‘Casa-Museo di Keats-Shelley’, a piazza di Spagna, 26, antica locanda dove il poetà morì. Il Museo fu ristrutturato nel 2009 per l’anniversario dei cento anni dall’acquisto della Keats_Shelley House, in quell’occasione furono aperti la terrazza e uno shop di memorabilia romantici.

Una passeggiata in vespa ci porta al cosiddetto ‘quartiere Coppedè’, dove abitano le fate tra gli edifici visionari progettati da Gino Coppedè. L’autrice consiglia un giro a piedi per soffermarsi sui simbolismi del Corridoio all’ingresso della quartiere, della Fontana delle Rane e del Villino delle Fate.

Il tour prosegue nella Roma di Paolo Sorrentino e negli studi di Cinecittà, occasione per rendere omaggio al cinema romano. Non poteva mancare la Roma di Federico Fellini, fino a rievocarne la visione del sogno grazie ai racconti di Eleonora D’Agostino, psicanalista allieva del famoso Ernst Bernhard, di cui il grande regista fu assiduo paziente. Quegli incontri portarono Fellini ‘a un contatto con l’aspetto affettivo che nell’uomo è più inconscio…. Fellini era in contatto con ciò che C.G. Jung chiamava “Anima”, la profonda personalità interiore. E fu attraverso gli incontri con Ernst Bernhard, che Fellini stabilì il contatto con la sua anima.’

 

Christina Höfferer, Viaggio letterario a Roma. Dalla dolce vita alla grande bellezza, 

Roma, Albeggi Edizioni, 2015, pp. 128

 

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