Roma, il museo Andersen ospita la mostra Massimiliano Alioto. Ghosts?

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Dal 24 novembre al 4 febbraio il Museo Hendrik C. Andersen ospita la mostra MASSIMILIANO ALIOTO. GHOSTS? curata da Gabriele Simongini.

Il Museo Andersen si ripopola quasi magicamente con la famiglia dello scultore Hendrik Christian, grazie alle opere di Massimiliano Alioto, artista brindisino di nascita e milanese d’adozione, che nel suo DNA coltiva la vocazione a riattivare le memorie del passato sotto il segno della tradizione in divenire.

Attraverso 33 quadri, 8 disegni ed un’installazione sembrano tornati a Villa Helene gli Andersen: lo scultore Hendrik Christian, sua madre Helene, i fratelli Andreas e Arthur, la sorella adottiva Lucia Lice, la cognata Olivia Cushing. E non mancano, fra gli altri, Henry James ed Ernest Hèbrard, l’architetto francese che collaborò con Hendrik al progetto per “The World Communication Centre”.

Come scrive Gabriele Simongini, curatore della mostra, “i cent’anni precisi che separano i due artisti (Hendrik Christian Andersen è nato nel 1872 e Massimiliano Alioto nel 1972: misteriosa alchimia dei numeri…) si azzerano completamente, forse perché a Roma, come diceva Henry James, amico strettissimo di Hendrik, “il tempo si disintegra”.

La mostra e le opere di Alioto nascono in stretta osmosi con la storia e le atmosfere del Museo Andersen, in accordo con le linee guida delle esposizioni temporanee presentate nell’ambito del Polo Museale del Lazio, di cui il Museo Andersen fa parte.

Alioto prova a ricreare il mondo “reale” di Andersen, fatto di vite, personaggi, incontri e situazioni, che rievochino al contempo la sua utopia mai compiuta.

E su questa via Alioto immagina, da tanti punti di vista diversi, una “Ghost town” ispirata da varie aree, realmente esistenti, della zona di Fiumicino, quelle che Benito Mussolini promise di destinare alla realizzazione della “Città mondiale” senza poi mantenere l’impegno.

Al piano terra invece, nello studio di Andersen gremito di figure monumentali e pur colme di affetti intimi, Alioto porta direttamente le scie dello spettro solare
attraverso un intervento installativo che stabilisce una connessione concettuale con le opere del piano superiore riportando anche l’attenzione sull’essenza del lavoro pittorico, fondato sul coloreluce.

Così, distesa sul pavimento del museo a cingere le sculture, la scomposizione dello spettro cromatico proietta idealmente le opere plastiche in una sorta di viaggio spazio-temporale (un “teletrasporto a basso costo”, lo definisce l’artista) che quasi le porta nel paesaggio contemporaneo dell’area di Fiumicino dipinto da Alioto, quello dove sarebbe dovuto sorgere “The World
Communication Centre”.

Informazioni

MASSIMILIANO ALIOTO. GHOSTS?
24 novembre 2017 – 4 febbraio 2018

Roma, Museo Hendrik Christian Andersen
Via Pasquale Stanislao Mancini, 20 

tutti i giorni 9.30 – 19.30 (ultimo ingresso alle ore 19.00)
ingresso gratuito;

Fonte: Polo Museale Lazio

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