I Carabinieri recuperano sei pagine miniate del XIII secolo

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Carabinieri recuperano codici miniati

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono sei preziose pagine miniate alla Diocesi di Pistoia. Il furto risale agli anni Novanta.


Sei pagine miniate del XIII secolo, caratterizzate da notevoli capilettera istoriati, sono state restituite alla Direttrice dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Pistoia, la dott.ssa Lucia Cecchi, dal Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze, il capitano Claudio Mauti. Erano conservate presso la Chiesa di San Paolo e quella di San Francesco al Prato, l’Archivio Diocesano e le Biblioteche Capitolari Leoniana e Fabroniana.

I furti risalgono agli anni Novanta. Interi corali e antifonari furono asportati insieme a numerose pagine strappate dalla rilegatura del volume a cui appartenevano.

Le indagini

Le lunghe indagini fino al recupero sono iniziate nel 2010, quando delle case d’asta internazionali posero in vendita alcune pagine miniate. Le fotografie presenti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC, hanno permesso di individuare le pagine grazie a una comparazione.

Sia in Italia che all’estero si sono svolte immediate e approfondite attività investigative. Infatti, hanno collaborato gli organi di cooperazione internazionale di polizia Interpol, Europol e ICE (Immigration and Custom Enforcement degli Stati Uniti d’America). La polizia è così risalita a un importante canale di “smercio” di preziosi manoscritti miniati. Dei ricettatori specializzati lo utilizzavano per porli in commercio.

In particolare, due miniature avevano già attraversato illecitamente diverse frontiere, anche extraeuropee. Le miniature hanno trovato luogo su un sito internet specializzato negli Stati Uniti. Un’altra, invece, era stata esportata illecitamente, ma fortunatamente rimase in Europa. In analoghe circostanze, un malintenzionato che si era presumibilmente presentato in qualità di studioso la rubò. A un’asta straniera un ignaro collezionista italiano riacquistò la miniatura. Una volta convocato dai Carabinieri e messo al corrente della vicenda, non ha potuto fare altro che mostrare il suo rincrescimento consegnandola senza particolari opposizioni.

Carabinieri TPC scultura romana Fonte: Carabinieri tutela del patrimonio culturale Recuperata dai Carabinieri TPC una statua romana del I secolo a.C.

L’iter giudiziario

All’attività d’indagine è seguito poi il necessario iter giudiziario, a sua volta compendiato dalle Commissioni Rogatorie Internazionali, strumento giuridico di cui si avvalgono le diverse autorità giudiziarie nazionali per poter svolgere i propri atti d’indagine all’estero. Infine, solo dopo il raggiungimento di una definitiva pronuncia giurisdizionale si è potuto provvedere alla restituzione degli antichi manoscritti agli enti legittimati.

Una pratica distruttiva

Le pagine miniate barbaramente tagliate o, peggio, strappate dagli antichi corali, possono raggiungere sul mercato quotazioni di parecchie decine di migliaia di euro ciascuna, a seconda dell’epoca di realizzazione, del contesto storico-religioso, dell’abilità del miniatore e dell’eventuale presenza di decorazioni in oro, come era consuetudine in passato.

Interi volumi, miscellanee, parti interne, fogli separati e anche grossolani ritagli di singoli capilettera rappresentano una pratica predatoria estremamente distruttiva, che priva la collettività di uno dei caratteri più espressivi ed eleganti dell’ingegno umano.

Fonte: Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

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