Matera: i piatti della tradizione

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I piatti tradizionali di Matera sono molti, ma nessuno di essi può essere apprezzato a pieno senza un buon calice di vino e il tipico pane.


Seppur rinnovati nel tempo, i piatti tipici materani hanno alla base prodotti semplici e genuini. I primi piatti trovano una costante nella pasta a semola di grano duro, preparata in casa e accompagnata da vari ingredienti: dai croccanti peperoni cruschi di Senise (Igp) associati al cacio ricotta, ai legumi, fino ai sughi decisi preparati con carne o funghi. 

Tra i piatti del territorio non sono da meno formaggi e carni in diverse varianti. Da provare poi la “Ciallèdd”, a base di pane raffermo condito con patate, cipolla, erbette della Murgia e rape, e la “Crapiata”, a base di legumi locali. 

Ogni piatto che si rispetti dev’essere però accompagnato da un buon vino: dai rossi, come il Primitivo e l’Aglianico, ai bianchi, tra i quali il Greco di Matera, la Malvasia e il Moscato. Non può mancare poi il pane di Matera, con marchio Igp

Il Matera DOC

La denominazione del vino Matera Doc è stata istituita nel 2005 e comprende sei tipologie di vino: il Rosso, il Primitivo, il Rosso Jonico, il Greco, il Bianco e lo Spumante.

La denominazione prende il nome sia dalla città dei Sassi che dall’intera provincia, che si estende lungo la costa ionica, fino alla Murgia. Le uve sono prodotte in vigneti coltivati fino a un massimo di 700 metri s.l.m e il gusto del vino può avere un lieve sentore di legno, mentre il colore e il sapore variano in base alla tipologia. 

Il pane Igp

Il pane di Matera Igp si riconosce dalla morbidezza della mollica e dalla croccantezza della crosta, che lo rendono un prodotto irresistibile. Da provare non solo come “compagno” di gustosi antipasti, ma anche ingrediente esclusivo in ricette tradizionali impreziosite da spunti di modernità.

Prodotto a semola di grano duro e proposto nelle forme a cornetto o a pane alto, che rimanda alla conformazione del paesaggio della Murgia materana, il pane è un vero e proprio simbolo gastronomico della città. Si tratta senz’altro di uno dei souvernir più apprezzabili, per conservare nel cuore, e nel palato, il “sapore” della Città dei Sassi.

 

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Fonte: APT Basilicata

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