L’incantevole Dordogna e le grotte di Lascaux

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Il dipartimento della Dordogna, che corrisponde alla regione storica del Périgord, (ci troviamo in Aquitania, incantevole regione nel sud della Francia), affascina allo stesso tempo gli amanti della natura, della storia, e dello sport – per i suoi grandi spazi verdi.

Con i suoi quattro Périgordil Périgord Nero, il Verde, il Bianco e il Viola – la Dordogna dispone di una serie di attrazioni che soddisferanno i più diversi interessi ed esigenze dei vistatori.

Per chi vuole godere dei rigogliosi panorami naturali, niente di meglio che un giro in barca sul fiume Dordogna, che attraversa l’omonima valle (ma anche una passeggiata lungo i belvedere del fiume è eugualmente piacevole), fermandosi a visitare i caratteristici e ridenti villaggi di Beynac-et-Cazenac e Le Roque-Gageac e i famosi castelli di Castelnaud, Monfort e Fénelon.

E ancora, questa zona abbonda di splendidi giardini alla francese, tra cui spiccano quelli del maniero di Erygnac, dagli arbusti potati con forme stravaganti e dal fioritissimo roseto, e quelli di Marqueyssac, da cui la vista sulla valle è mozzafiato.

Per chi invece subisce il fascino della storia e dell’architettura, le città d’arte e gli antichi borghi non mancano di certo: a partire da Périgueux, città che vanta un notevole patrimonio storico, grazie alla città vecchia medievale (in cui i mercati di prodotti locali sono una vera calamita per i palati più raffinati), l’antichissimo centro gallo-romano e la cattedrale bizantina di Saint-Front, Patrimonio dell’Umanità UNESCO (la cattedrale fa parte del cammino verso Santiago di Compostela).

Davvero particolare la città di Brantôme, detta la “Venezia del Périgord” per il suo appoggiarsi sui pittoreschi argini del fiume, dove troverete, oltre ad un’abbazia benedettina e il suo giardino dall’atmosfera rilassanti, degli ottimi ristoranti le cui terrazze si affacciano proprio sull’acqua.

Da vedere assolutamente anche Sarlat-la-Canéda, nel cuore del Périgord Nero, tra stradine di architettura medievale e bellissimi palazzi rinascimentali e gotici, come palazzo Plamon, palazzo Magnanat e palazzo Vassal, senza dimenticare di fare un salto al mercato del sabato.

Anche Bergerac, celebre per i suoi vigneti ma anche per il suo bellissimo centro storico, merita una visita.

Lascaux grotte

Arriviamo ora al villaggio di Montignac, per esplorare le vicine grotte di Lascaux, Patrimoni dell’umanità UNESCO: si tratta di un complesso di caverne decorato con alcune tra le più famose testimonianze di arte parietale del paleolitico, che consistono sopratutto in splendide raffigurazioni di animali come buoi, cavalli e bisonti.

Il fascino di questi primi passi dell’uomo nel mondo dell’arte è a dir poco magnetico, non solo per i quasi quindicimila anni che ci separano da queste prime testimonianze ma anche perchè, nonostante gli studiosi formulino ipotesi da anni, non ne conosciamo il significato.

Si tratta di segni scaramantici per conquistare la benevolenza di qualche Dio? Riti compiuti da qualche sciamano? O sono solo decorazioni parietali?

L’archeologo Jean Clottes, che da decenni studia i dipinti rupestri del Paleolitico, si rifiuta di lasciare queste domande senza risposta – nonostante convenga che il divario temporale non lasci spazio a teorie che valgano più di un’ipotesi –  e ha sviluppato un’originale metodo di studio: si è recato in tutti i continenti e ha parlato con gli ultimi rappresentati di quelle popolazioni che usano ancora queste primitive forme d’arte per scopi culturali o religiosi.

Questo tipo di studio ha portato i suoi risultati, e, per quanto non potremo mai sapere a che miti si riferiscano certi dipinti, possiamo farci un’idea generale del perchè si dipingevano certi soggetti sulle pareti delle caverne, e sopratutto scartare l’ipotesi della decorazione fine a se stessa, senza particolari significati.

Questo sopratutto perchè spesso, i dipinti rupestri si trovano negli anfratti più oscuri di grotte dal difficile accesso, mentre in altre caverne spaziose e con muri su cui è più facile dipingere non ce ne sono, (in effetti in tante mitologie la caverna rappresenta il contatto con l’ultraterreno).

Quindi è molto probabile che queste grandi cavità del terreno fossero sedi di riti sciamanici, per ottenere guarigioni, buona sorte, o per riti propiziatori o di iniziazione.

Una curiosità è data dal fatto che i dipinti degli animali sono grandi e bellissimi, mentre le figure umane schematiche e poco definite, spesso dipinte usando un solo colore: sembra la raffigurazione di un mondo in cui la natura era intatta e le bestie possenti e pericolose, mondo in cui l’uomo, probabilmente, era ancora ben poca cosa.

Fonti: france-voyage.com

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